La stufa a pellet può diventare più efficiente, con l'intelligenza artificiale

m31

L’azienda padovana M31 ha presentato ApiFire, un’innovazione che fa leva su internet delle cose e machine learning per ottimizzare la filiera delle biomasse.

L’annuncio arriva in un momento in cui la crisi energetica in corso ha aumentato a dismisura l’interesse per l’innovazione nei diversi ambiti dell’energia, riscaldamento a legna e pellet compreso.

«Oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante per ridurre l’impronta di carbonio delle stufe a pellet – spiega Alexa Berto, Artificial Intelligence Engineer di M31. Con l’intelligenza artificiale e gli algoritmi di machine learning, infatti, è possibile gestire il consumo del pellet e l’ottimizzazione della combustione, a beneficio non solo dei costi del riscaldamento ma anche dell’ambiente. Non solo: analizzando le abitudini dell’utilizzatore della stufa è infatti possibile suggerirgli lo specifico tipo di pellet che maggiormente si adatta alle sue necessità di riscaldamento, evitando quindi sprechi di risorse in base all’utilizzo ma anche all’ambiente in cui la stufa è inserita. Allo stesso modo, è possibile indicare un corretto orario di accensione e spegnimento che migliori le performance della stufa e minimizzi i consumi».

Gli algoritmi di M31 analizzano quanto tempo impiega la stufa per riscaldare uno spazio e raffreddarsi. E, quindi, in quale lasso temporale l’ambiente perde calore. Queste informazioni consentono di utilizzare al meglio le risorse: la stufa viene accesa e spenta per il periodo necessario, evitando gli sprechi.

ApiFire: un ecosistema integrato

Il sistema di ApiFireprevede in primis l’installazione di una nuova generazione di scheda elettronica IoT nella stufa, che ne abilita il controllo da remoto e ne migliora le performance in tema di risparmio energetico e corretto utilizzo delle risorse.

Questa componente trasmette le informazioni in cloud tramite Wi-Fi, attraverso un’app appositamente disegnata, e permette all’utente non solo di controllare le prestazioni della stufa in qualsiasi momento, ma anche chiedere una puntuale assistenza da parte dei tecnici.

E qui si entra nella filiera. La app permette di fissare un appuntamento per la manutenzione, ma anche i tecnici hanno una app per la diagnostica a distanza e, in molti casi, possono guidare direttamente il cliente nel suo sblocco.

Via app ogni anomalia può essere monitorata in tempo reale, riducendo l’impatto ambientale degli interventi di manutenzione. Attraverso la Status Dashboard, il tecnico può ricostruire gli eventi che hanno portato al guasto.

«Il controllo tecnico da remoto e la generazione di report sul funzionamento garantisce anche interventi di manutenzione ordinaria, capaci di prevenire eventuali blocchi ancor prima che si manifestino, allungando quindi la vita della stufa. Questo rende ancora più green il comparto» afferma Fabio d’Alessi, Chief Operating Officer di M31.

Progettazione migliore grazie ai dati

La possibilità di accedere a questa base dati legata al reale utilizzo delle stufe a pellet permetterà anche, in futuro, di progettarle con un approccio più consapevole sulle criticità e sulle aree di possibile miglioramento.

I dati vengono storicizzati e resi disponibili a tutti gli attori della filiera per le loro analisi.

Anche i produttori possono quindi accedere a informazioni, ovviamente anonimizzate, sul reale uso quotidiano degli utenti, per individuare mediante pattern di dati possibili anomalie o futuri malfunzionamenti.

Le future stufe a pellet, quindi, potrebbero essere progettate per essere più durevoli.