È il momento di verificare l’efficienza energetica dell’impianto di riscaldamento. Secondo Aqua Italia, l’Associazione Costruttori Trattamenti Acque Primarie, è infatti possibile ottenere un recupero di efficienza delle caldaie tra il 18% e il 20%, e del circuito di riscaldamento tra l’8% e il 10%.
Questo grazie a interventi come l’addolcimento, il condizionamento chimico e la filtrazione. L’acqua potabile, infatti, anche quando risponde perfettamente ai requisiti di legge, non è sempre idonea al funzionamento efficiente degli impianti tecnologici.
Una caldaia in condizioni ottimali, ma con depositi di calcare e fanghi negli impianti, si traduce in una efficienza energetica ridotta. I termosifoni potrebbero scaldarsi parzialmente, per la presenza di depositi.
La presenza di calcare nel circuito di acqua sanitaria, poi, richiederà di tenere accesa la caldaia più a lungo per avere acqua calda.
Tra l’altro, le soluzioni per il trattamento acqua legate all’efficientamento energetico rientrano tra gli interventi che hanno diritto alle detrazioni fiscali previste da Ecobonus (65%), Bonus Ristrutturazione (50%) e dalla versione aggiornata del Superbonus (110%).