Ci risiamo: nella notte di domenica 29 marzo torna l'ora legale, che resterà in vigore in Italia fino al 25 ottobre del 2026. Si sente spesso dire che aiuta a "risparmiare energia", ma cosa mostrano davvero i numeri?
Ogni anno, Terna – l’azienda che si occupa della rete elettrica italiana – pubblica stime aggiornate sui risparmi ottenuti grazie all’ora legale. Per il 2025 il risparmio stimato si aggira sui 330 milioni di kWh, portando a un beneficio economico vicino ai 100 milioni di euro per l’intero sistema paese. Il dato cambia di stagione in stagione ma si mantiene quasi sempre su valori alti, anche se sono scesi leggermente rispetto a una decina di anni fa. Nel 2024, ad esempio, si era risparmiato un po’ di più: 340 milioni di kWh e oltre 75 milioni di euro di risparmio sulle bollette. Il confronto mostra quindi che il vantaggio c’è ancora, anche se le differenze di qualche anno dipendono da tanti fattori, come le condizioni climatiche e i pattern di consumo.
Dal 2004 al 2024 sono stati registrati, grazie all'ora legale, risparmi elettrici pari a oltre 11 miliardi di kWh, una quantità che può sembrare astratta ma corrisponde a tantissima elettricità, usata da centinaia di migliaia di famiglie in un anno. La riduzione del consumo è particolarmente significativa nelle ore serali, perché c'è più luce naturale e si accendono meno lampade.
I dati di Pulsee
Sul tema è intervenuta anche Pulsee Luce e Gas, che dati alla mano indica che il periodo di ora legale rappresenta una delle fasi più favorevoli dell’anno in termini di efficienza: i consumi complessivi diminuiscono in media del 20% rispetto ai mesi in ora solare.
Che cosa causa questo calo? In primis illuminazione ed elettronica (-34%), grazie al maggiore utilizzo della luce naturale. Molto interessante il dato sulla riduzione dei consumi in standby, pari al 19%: grazie a giornate più lunghe si passa più tempo fuori casa. E i dispositivi elettronici restano spenti più a lungo e staccati dalle prese di corrente, abbattendo il loro consumo passivo.
Se da un lato l’ora legale favorisce il risparmio, dall’altro anticipa alcune dinamiche tipiche dei mesi più caldi. L’analisi di Pulsee evidenzia un aumento dei consumi legati alla climatizzazione (+30%) e alla refrigerazione degli alimenti (+10%). Insnsomma, l'estate arriva prima, ma con essa anche un aumento dei consumi energetici legati al caldo.
Variazioni regionali e fattori locali che influenzano il risparmio
Una delle domande più frequenti è se al Nord si risparmia più energia che al Sud oppure viceversa. In realtà, le differenze regionali esistono ma non ci sono dati ufficiali dettalgiati per ogni area. Il risparmio medio calcolato a livello nazionale tiene conto di molte variabili: la latitudine – che influisce sulla durata delle giornate – il tipo di clima, le abitudini quotidiane e persino la struttura degli edifici. In certe zone, per esempio, la presenza di case più energeticamente isolate influisce meno sulle bollette.
Ma, per ora, manca una statistica nazionale che certifica differenze sistematiche rilevanti tra Nord e Sud; tutto dipende davvero da tanti elementi individuali che cambiano da città a città.
Con la casa "smart", l'ora legale conviene ancora?
Negli ultimi anni, il quadro intorno ai benefici concreti dell’ora legale è mutato parecchio, specialmente rispetto ai decenni scorsi. Un tempo, prolungare l’illuminazione naturale durante le ore serali aveva un impatto diretto e piuttosto evidente sulle nostre bollette elettriche.
Oggi la situazione è più sfumata e la domanda che molti si pongono è: l’ora legale fa ancora risparmiare?
Il ruolo degli elettrodomestici efficienti
Il motivo principale sta nei progressi della tecnologia nelle case di tutti i giorni. L’arrivo delle lampadine LED e di elettrodomestici sempre più efficienti ha modificato tutto. Se prima la fetta più grande del risparmio energetico dovuto all’ora legale era legata alle luci accese meno a lungo, adesso il consumo per l’illuminazione pesa molto meno sul totale. L’impatto si nota ancora, ma è in calo.
Oltretutto, i grandi apparecchi casalinghi – frigo, lavatrice e climatizzatori – sono progettati per essere meno energivori, lasciando ancora meno spazio a possibili risparmi legati solo agli orari di utilizzo della luce.
Cambiamenti nelle abitudini quotidiane e smart working
Le cose sono cambiate anche per via delle abitudini quotidiane. Lo smart working ha spostato il centro dei consumi: meno energia usata in ufficio, più energia consumata nelle abitazioni durante il giorno. Prima, con orari più regolari, il sistema dell’ora legale sfruttava alla perfezione i momenti in cui si era a casa di sera. Ora, tra lavoro da casa e routine diverse, il risparmio potenziale si distribuisce su fasce orarie meno prevedibili. Non sempre il vantaggio delle giornate più lunghe si traduce in minori consumi energetici per tutti.
Riduzione dei vantaggi
Guardando i dati attuali, il risparmio garantito dall’ora legale c’è ancora, ma è diminuito rispetto ad anni fa. Molte fonti stimano comunque un taglio concreto della spesa e delle emissioni, come evidenziato anche nel percorso del Parlamento per rendere l’ora legale permanente.
Detto ciò, il beneficio reale varia ormai da famiglia a famiglia, a seconda delle abitudini, della tecnologia in casa e delle esigenze personali. In sintesi, l’ora legale oggi vale meno di ieri, ma non è del tutto superata.
Ora legale risparmio e confronto internazionale
Quali paesi hanno abolito l’ora legale e perché
Non tutti i paesi del mondo seguono l'alternanza tra ora solare e ora legale. Attualmente, circa 70 nazioni adottano questo sistema, ma il numero può variare. Alcuni, come la Russia e la Bielorussia, hanno deciso di abolirla, spesso citando dubbi sugli effetti sulla salute e sui ritmi biologici piuttosto che su presunti risparmi energetici. In altre regioni, specialmente nel Nord Europa, dove le giornate estive sono già molto lunghe, i benefici dell'ora legale potrebbero essere meno evidenti o addirittura controproducenti, alterando i ritmi naturali.
Gli effetti in contesti geografici diversi
L'efficacia dell'ora legale varia notevolmente a seconda della latitudine e del clima. Nei paesi più vicini all'equatore, dove le ore di luce sono più costanti durante l'anno, il guadagno in termini di ore di luce serale è minimo. Al contrario, nelle zone temperate, lo spostamento dell'ora può avere un impatto più marcato sull'utilizzo della luce naturale. Tuttavia, anche all'interno di un singolo paese, fattori come le abitudini di vita e l'efficienza energetica degli edifici possono influenzare il bilancio finale.
Esperienze e risultati dopo la sospensione del cambio d’ora
Le esperienze dei paesi che hanno sospeso l'ora legale offrono spunti interessanti. Alcuni hanno riscontrato cambiamenti minimi nei consumi energetici complessivi, mentre altri hanno segnalato un peggioramento del benessere dei cittadini a causa dell'alterazione dei ritmi circadiani. La decisione di mantenere o abolire l'ora legale è quindi un complesso bilanciamento tra potenziali risparmi energetici, impatti sulla salute e adattamento alle condizioni geografiche e sociali specifiche di ogni nazione.