L’Unione Europea ha proposto un pacchetto di norme che riguarda la produzione di batterie, che potrebbe prevedere l'eliminazione delle tradizionali pile usa e getta a favore delle batterie ricaricabili e sostituibili. Ma serviranno ancora diversi anni.
Il primo step del piano dell’Unione Europea prevede una nuova categorizzazione delle batterie, al fine di varare regole specifiche per ogni classe.
Il Coordinatore del Gruppo Pile dell’Associazione ANIE CSI precisa che la proposta di regolamento UE, >al momento ancora in fase di discussione tra Commissione, Parlamento e Consiglio, rappresenta il primo atto legislativo in attuazione del nuovo Pacchetto Economia Circolare.
E non contiene nessun divieto delle pile non ricaricabili
Niente scomparsa delle pile non ricaricabili
«Riguardo al cosiddetto phase out delle pile non ricaricabili è bene condividere con il pubblico alcune importanti precisazioni, necessarie a contrastare l’annoso e ormai consueto fenomeno delle fake news – precisa Stefano Setti - Coordinatore del Gruppo Pile rappresentato all’interno dell’Associazione ANIE CSI. Va infatti ribadito con chiarezza che nessuna delle proposte presentate, e attualmente al vaglio delle istituzioni in sede di trilogo, prevede una immediata e imminente messa al bando di tutte le batterie non ricaricabili. Tale opzione regolamentare non risulta infatti prevista, anche nella peggiore delle eventualità, prima del 2027 o di 9 anni dall’entrata in vigore del provvedimento».
Nessun divieto a produzione e vendita delle pile non ricaricabili dal 2024, quindi.
«Va peraltro aggiunto – prosegue Setti – che qualsiasi decisione definitiva sulla messa al bando dovrà essere preceduta, in qualunque ipotesi, dalla conduzione di un adeguato studio e relativa valutazione di fattibilità da parte della Commissione europea». Solo dopo questa fase di analisi potrebbe eventualmente arrivare una messa al bando delle non ricaricabili, certamente accompagnata da un periodo transitorio per dare tempo al mercato e ai consumatori di aggiornarsi.
Le attese sulla tecnologia
All’interno della proposta dell’Unione Europea è riportato un resoconto sulle cifre globali che riguardano la produzione di batterie. I numeri includono materiali, tipologie di energia utilizzata per la produzione, e le risultanti emissioni.
Secondo le previsioni a livello mondiale, per i prossimi tre anni la tecnologia delle batterie piombo-acido avrà ancora la meglio in termini di diffusione.
È interessante notare che le batterie destinate ai veicoli elettrici richiederanno entro il 2030 una quantità di litio 18 volte più alta rispetto a oggi, e 5 volte quella di cobalto entro il 2030.
Queste cifre proiettate al 2050 sono destinate a raddoppiare per quanto riguarda il litio e triplicare riguardo al cobalto. La domanda di batterie al litio è pertanto destinata a crescere annualmente del 30%, dove l’attuale filiera produttiva mondiale vede le operazioni di assemblaggio, rigenerazione dei materiali e riutilizzo delle batterie localizzati in Europa, mentre la produzione delle celle avviene nei paesi asiatici.
Secondo una stima effettuata dal World Economic Forum e dalla Global Battery Alliance, la gran parte dei gas serra sarebbe imputabile alla produzione dei materiali e componenti attivi nonché delle celle stesse. Anche le emissioni di CO2 dipendono dalla tipologia di energia utilizzata per la produzione.
Le parole di Luca Negri, Country Manager di GPBM Italy
«GPBM è da sempre fautrice nel consentire al consumatore di sostituire la batteria da sé. Questa è una prerogativa che rende le cose più facili a tutti. L’aspetto più interessante contenuto nella proposta UE riguarda le pile ricaricabili, poiché il fatto di non accettare più prodotti di bassa qualità è esattamente in linea con la nostra visione.
Abbiamo sempre sostenuto l’uso di pile ricaricabili, tuttavia occorre considerare che avere prodotti di una certa qualità comporta costi più elevati, anche se effettivamente un prezzo più elevato va spalmato nella durata di utilizzo. Va da sé che il livello di qualità di un prodotto è il più delle volte direttamente proporzionale alla durata di vita e al livello di performance.
Non sarà facile per tutti adeguarsi a queste nuove norme, tuttavia lo scenario delle batterie sta vivendo molte trasformazioni in un tempo assai ristretto, dovuto anche all’attuale situazione che riguarda le materie prime. In ogni caso vedo questa novità come grande opportunità per concretizzare al meglio la nostra filosofia di prodotto e viverla da protagonisti, contribuendo ad accelerare la transizione tecnologica delle batterie verso prodotti sempre più performanti e a basso impatto».