Temperature e prezzi dell’energia: le previsioni di MET Group sul prossimo inverno

Sarà probabilmente un inverno più caldo dello scorso anno, quello che si sta avvicinando all’orizzonte. E, tenendo conto del rapporto temperatura-domanda, potrebbe di conseguenza essere una stagione con una domanda di gas inferiore a quella del 2024/25, sia in Europa che in Asia.

Ad affermarlo è l’ultima analisi di Vasilis Pappas, meteorologo senior di MET Group, che fa altresì il punto sulle possibili interazioni tra le regioni del mondo e le loro conseguenze sul mercato dell’energia.

Le teleconnessioni che impatteranno sul mercato dell’energia

Secondo Pappas, sono quattro le teleconnessioni che avranno il maggiore impatto sul mercato dell’energia. La prima è l’Oscillazione Quasi-Biennale (QBO), una variazione del vento che si muove parallelamente all’equatore e che ha un ciclo medio di 28 mesi. La QBO è attualmente nella sua fase orientale, implicando maggiori rischi di una ridotta corrente a getto atlantica e ampie condizioni di blocco, con potenziali ondate di freddo più lunghe in Europa.

La seconda è il Dipolo dell’Oceano Indiano (IOD), un fenomeno correlato alla differenza di temperatura della superficie del mare tra le regioni occidentali e orientali dell’Oceano Indiano. La differenza ha un’influenza sul clima europeo e, soprattutto, sulle anomalie delle precipitazioni invernali. Per il prossimo inverno, i modelli indicano uno IOD negativo tra novembre e dicembre, con riflessi positivi per le precipitazioni nell’Europa sud-orientale, regione in cui i serbatoi idroelettrici sono al punto più basso degli ultimi sette anni.

C’è poi la teleconnessione più nota, la Oscillazione Meridionale di El Niño (ENSO), che alterna tra le fasi di El Niño, La Niña e una fase neutra. Attualmente e per la maggior parte dell’inverno boreale si prevede un maggiore supporto alla fase di La Niña, a sua volta collegata a temperature più fredde del normale in Asia orientale, ma con minore impatto diretto in Europa.

Infine, c’è la teleconnessione legata alla vasta area di bassa pressione e di aria fredda intorno ai poli terrestri, che si indebolisce in estate e si rafforza in inverno. Maggiore è la forza di questo vortice polare, maggiori sono le probabilità che l’aria fredda rimanga sopra i poli, senza spingersi verso le medie latitudini. Ebbene, secondo Pappas il vortice invernale è iniziato con una forza inferiore alla media stagionale, creando qualche timore per ondate di freddo più frequenti nel vecchio Continente.

Le previsioni su temperature e prezzi di gas ed elettrici

Al netto di quanto sopra, afferma Pappas, lo scenario centrale prevede che le temperature in Europa saranno di 0,5-1,0 gradi Celsius superiori alle medie invernali (dicembre-febbraio) del periodo 2018-2024 e di 1,0-1,5 gradi Celsius superiori rispetto al 2024-2025.

In tale contesto previsionale, tenendo conto del rapporto temperatura-domanda, si stima che la domanda di gas potrà essere inferiore rispetto all’anno scorso, sia in Europa che in Asia.

Per quanto poi riguarda i riflessi sui prezzi di gas ed elettricità nelle prossime settimane, le ultime previsioni stagionali per l’Europa indicano condizioni favorevoli per eventi di "Dunkelflaute" (periodi di assenza di sole e vento) a dicembre, quando l’elevata domanda di riscaldamento coincide con ridotti livelli di generazione solare ed eolica. Condizioni che, se verificate, potrebbero spingere verso nuovi picchi i prezzi spot del gas naturale e dell'elettricità.