Rimangono costanti i prezzi medi nazionali di legna da ardere, pellet e cippato. Lo rivelano le ultime rilevazioni di AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali, condotte nel gennaio 2025 presso operatori del settore e GDO.
Legna da ardere: risparmio e convenienza
Secondo i dati AIEL, la legna da ardere continua a costare meno del gasolio per riscaldare la casa: produrre 1 MWh di energia con legna secca (contenuto idrico 20-25) costa 64 euro, il 46% in meno rispetto al metano e il 56% in meno rispetto al gasolio.
Riscaldare un appartamento medio per l’intera stagione termica, quindi, comporta una spesa di circa 640 euro, contro i 1.200 del metano e i 1.480 del gasolio. In molte aree non metanizzate, l’uso della legna rappresenta una scelta obbligata e al contempo strategica.
Pellet: prezzi in calo e maggiore accessibilità
Il pellet certificato ENplus di classe di qualità A1 costa meno: il prezzo medio nazionale è di 5,4 euro per un sacco da 15 kg, con un risparmio di circa 50 centesimi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il costo per produrre 1 MWh con il pellet si attesta sui 76 euro, il 40% in meno rispetto al gas naturale e il 54% in meno rispetto al gasolio.
Cippato: la scelta più economica per riscaldare grandi superfici
Il cippato si conferma la fonte più economica, il prezzo è rimasto stabile anche nella crisi del 2022 e oggi, in alcuni casi, risulta in calo rispetto all’anno scorso.
Per la classe di qualità A1, il costo medio si aggira intorno ai 40 €/MWh, mentre la classe B1, più economica ma con un contenuto idrico superiore, ha registrato una riduzione del 20% rispetto al 2024 per un prezzo di 49 €/t, che rapportato al MWh è pari a circa 20 euro.
Il cippato si caratterizza per filiere corte e disponibilità territoriale.
Armi contro la povertà energetica
Il minor costo delle biomasse legnose rispetto a gas naturale e gasolio ne fa, secondo AIEL, uno strumento utile per contrastare la povertà energetica. Secondo i dati
Secondo i dati dell’Osservatorio Italiano Povertà Energetica, nel 2023 2,36 milioni di famiglie hanno avuto difficoltà a far fronte alle spese energetiche, circa il 9% del totale. Si tratta del valore più alto dal 1997: rispetto al 2022, ben 340mila famiglie in più si sono trovate in difficoltà.
Il problema non è solo italiano. In Europa negli ultimi anni il tasso di persone che faticano a riscaldare la propria casa è passato dal 9,3% del 2022 al 10,6% del 2023 (Eurostat).
«Le ultime rilevazioni di AIEL confermano il ruolo centrale del riscaldamento a biomassa nella lotta alla povertà energetica e nella riduzione della dipendenza dai combustibili fossili – spiega Annalisa Paniz, Direttrice Generale di AIEL. Come Associazione invitiamo i cittadini a consultare gli strumenti di calcolo disponibili online sul portale energiadallegno.it per confrontare i costi delle diverse fonti di riscaldamento. Inoltre, sottolineo ancora una volta l’importanza di scegliere sempre biocombustibili certificati e generatori a basse emissioni: non tutti lo sanno, ma oggi sostituire impianti vecchi e obsoleti con apparecchi moderni che garantiscono anche un importante risparmio economico è più facile grazie al supporto dell’incentivo nazionale Conto Termico e a bandi regionali dedicati».