Il telemarketing selvaggio continua a tormentare milioni di italiani con chiamate moleste in ingresso, spesso per proporre contratti luce e gas al limite del legale.
Una rottura di scatole infinita che perdura nonostante dallo scorso 19 giugno sia vietato stipulare contratti telefonici senza un consenso esplicito e preventivo. Le chiamate indesiderate continuano a ritmi sostenuti, alimentando la frustrazione dei consumatori e costringendo le autorità a pianificare misure correttive più incisive.
Che cosa dice la legge
Il Decreto Bollette, convertito in legge e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, vieta alle aziende di luce e gas di contattare i consumatori senza un consenso esplicito e documentato.
I contratti conclusi in violazione di queste regole saranno nulli e le sanzioni saranno severe.
Lo spam prosegue
La app SmartBilly ha rilevato che da lunedì 22 giugno ai primi di luglio si è registrato invece un aumento del 20% delle chiamate spam!
Il 57% di queste telefonate proviene da numeri italiani georeferenziati che, quando richiamati, sono occupati o non rispondono. Un altro 29% arriva invece da numeri mobili inesistenti o inattivi.
Un ulteriore 14% proviene, invece, da numeri esteri.
Il problema? Gli operatori illegali
Ma perché le nuove norme non funzionano? Perché le chiamate spam vengono soprattutto fatte da operatori illegali. Piccoli call center indipendenti, che telefonano senza nessuna autorizzazione o consenso.
Convincono il cliente a cambiare fornitore e solo dopo avere perfezionato il contratto lo “cedono”, in cambio di una commissione.
Un mercato nero dei numeri
SmartBilly sottolinea poi che esiste un vero e proprio “mercato parallelo” di numeri di telefono. Quando un consumatore cambia operatore energetico, il suo numero può infatti entrare in una filiera di passaggi e cessioni di dati poco trasparenti, fino a raggiungere call center che non hanno titolo per utilizzarlo.
Come proteggersi
Servono strumenti che proteggano di più i consumatori. Intanto, SmartBilly suggerisce tre azioni immediate:
- Installare un'app anti-spam: applicazioni come Truecaller o Massima Tranquillità identificano in tempo reale le chiamate provenienti da numeri segnalati dagli utenti e consentono di bloccarle prima ancora di rispondere;
- Rinnovare l'iscrizione al Registro Pubblico delle Opposizioni: il RPO è uno strumento utile, ma ha un limite preciso: i consensi prestati dopo l'ultima data di iscrizione non vengono annullati. Chi si è iscritto anni fa e nel frattempo ha compilato qualche form online potrebbe aver reso validi nuovi consensi a propria insaputa, rinnovare l'iscrizione azzera la situazione e obbliga gli operatori regolari a consultare il registro prima di qualsiasi campagna;
- Non confermare mai la propria identità a un numero sconosciuto. Quando si riceve una chiamata spam in cui il call center chiede di parlare con "il sig./la sig.ra [Cognome]", la risposta più efficace è "Mi spiace, ha sbagliato numero", seguito da un saluto immediato, non bisogna dire altro. Nel tempo, questo porta i sistemi dei call center a classificare il numero come "non utile", riducendo progressivamente le chiamate.
Se ci caschi: quando un contratto è nullo
La recente disciplina ha stabilito che i contratti per la fornitura di luce e gas perfezionati telefonicamente sono da considerarsi nulli. Esistono solo due eccezioni previste per legge: quando sia il consumatore a richiedere un contatto tramite canali digitali ufficiali, o quando il cliente abbia già espresso un consenso specifico a essere ricontattato.
Nonostante tale chiarezza, molte associazioni segnalano che il fenomeno non ha subito significative battute d'arresto, evidenziando come i soggetti scorretti ignorino sistematicamente le nuove disposizioni.
Le strategie fraudolente dei call center
Le società di vendita hanno trovato modi ingegnosi per bypassare l'obbligo di consenso.
La pratica più comune è descritta come segue:
- L'utente riceve una chiamata breve da un numero italiano che si interrompe quasi subito.
- Incuriosito o pensando a un contatto noto, l'utente richiama il numero.
- La risposta giunge da operatori commerciali che, in questo modo, sostengono di aver ricevuto una chiamata sollecitata dall'utente, aggirando così il ban.
La reazione delle autorità e il nuovo piano di contrasto
Agcom e il Garante per la Privacy stanno ora adottando un approccio basato su verifiche concrete anziché solo su restrizioni legislative. L'obiettivo è colpire la struttura economica dei call center irregolari.
| Misura adottata | Obiettivo pricipale |
| Controlli a campione | Verificare la legittimità dei contratti stipulati |
| Revoca della numerazione | Impedire l'uso di numeri telefonici utilizzati per attività illecite |
| Sanzioni agli operatori | Responsabilizzare chi fornisce infrastruttura ai call center abusivi |
L'intervento punta a rendere le sanzioni più dolorose per chi gestisce le numerazioni.
Poiché i call center si frammentano e possono riaprire sotto nuove ragioni sociali, l'attenzione si sposta verso i fornitori di servizi di telefonia, che saranno chiamati a rispondere per la gestione dei traffici utilizzati da chi non opera nel rispetto delle regole.