Una transizione energetica graduale per il trasporto pubblico locale. Lo chiede l’associazione Anav (Associazione trasporto di passeggeri con autobus di Confindustria), commentando i risultati dello studio “Transizione Energetica nel TPL” del Politecnico di Milano.
Dallo studio emergono alcune possibili criticità in caso di transizione immediata alle alimentazioni alternative nel rinnovo del parco autobus. L’ideale sembrerebbe essere un introduzione graduale di bus elettrici, a idrogeno o a biometano.
Questo per affrontare gradualmente il fabbisogno energetico da fonti rinnovabili per i mezzi di trasporto pubblico locale su strada. Per sostituire tutti i bus più vecchi di 15 anni, infatti, servirebbero tra i 18 e i 22 miliardi da qui al 2033 in termini di costi attualizzati.
Con una transizione graduale si potrebbe scendere fino a 7 miliardi, utilizzando diversamente le altre risorse.
Anche perché le emissioni del settore allargato dei trasporti in Italia sono comprese tra lo 0,1% e lo 0,3% per l’anidride carbonica e tra lo 0,1% e lo 0,4% per gli altri inquinanti.
Il PNRR ha fissato come obiettivo uno spostamento del 10% della mobilità privata motorizzata verso sistemi di mobilità collettiva.