È una crescita continua e costante quella dell’auto connessa: un mercato che solo in Italia lo scorso anno ha toccato i 2,9 miliardi di euro, con un balzo del 17% rispetto al 2022.
Alla fine del 2023, nel nostro Paese si contavano 16,9 milioni di auto connesse: una ogni 4 abitanti e più del 40% dell’intero parco circolante. Il risultato appare rilevante, anche nel confronto con quello dei principali Paesi occidentali, compreso tra il +10% e il +20%.
I risultati della ricerca annuale dell’Osservatorio Connected Car & Mobility della School of Management del Politecnico di Milano, presentati lo scorso maggio, mostrano un comparto vivace, dominato dalle soluzioni per l’auto connessa, che da sole valgono 1,56 miliardi di euro (+11%); i sistemi di Advanced Driver Assistance Systems (ADAS) integrati nei nuovi modelli, tra cui la frenata automatica d’emergenza e il mantenimento del veicolo in corsia, raggiungono i 950 milioni di euro, crescendo del 28%, mentre le soluzioni per la smart mobility urbana, prima tra tutte la gestione di parcheggi e sharing, sale del 18% su base annua toccando i 400 milioni di euro.
Dai big data alla guida autonoma
«Il settore è spinto da innovazioni tecnologiche e novità normative. Sempre più aziende sono in grado di raccogliere grandi quantità di dati da veicoli e infrastrutture connesse, utilizzabili per offrire nuovi servizi di valore. E i risultati si vedono: nel 2023 il fatturato della vendita di servizi è cresciuto del 29%, toccando i 620 milioni di euro.
Sul fronte normativo, incide sia l’obbligo a partire dal 2024 di integrare specifici ADAS all’interno di tutte le vetture di nuova immatricolazione che quello dal 2035 di immatricolare solo veicoli a zero emissioni. La connettività avrà un ruolo molto importante nella gestione dei nuovi modelli elettrici e ibridi, e nel garantire scambi di informazioni tra veicolo e infrastruttura», spiega Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Connected Car & Mobility.
«Il settore Automotive attraversa una fase di profonda trasformazione, dettata dalla necessità di ridurre le emissioni inquinanti, dai cambiamenti nelle aspettative dei consumatori e dalle innovazioni tecnologiche. Tra queste spicca l’Intelligenza Artificiale, che sarà in grado di migliorare sicurezza e diffusione dei veicoli a guida autonoma», riflette Giovanni Miragliotta, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Connected Car & Mobility.
Ma l’automazione totale non convince
Dei 16,9 milioni di auto connesse, 5,1 milioni sono nativamente connesse tramite SIM in ambito consumer (+19% vs 2022), 1,5 milioni sono auto aziendali connesse per il fleet management (+25%), 10,3 milioni hanno box GPS/GPRS per la localizzazione e la registrazione dei parametri di guida con finalità assicurative (+3%).
Solo il 15% degli utenti, tuttavia, si dichiara propenso a servirsi di un’auto a guida autonoma. I contrari sono frenati soprattutto dalla sensazione di non avere il controllo della vettura (36%), dal piacere di guidare in prima persona (32%) e dalla sensazione di insicurezza (31%).
Progetti e sperimentazioni per la smart mobility e la smart road
Il tema Smart Mobility è considerato fondamentale o molto rilevante da più di 4 comuni italiani su 5 (83%) con popolazione superiore ai 15.000 abitanti. Sono in lieve aumento le iniziative: nel 2023 il 53% dei comuni ha avviato progetti, nel 2022 erano il 50%. Poco più di 3 comuni su 4 (77%) hanno avviato almeno un progetto nel triennio 2021-2023, con mobilità elettrica (88%) e sharing mobility (72%) ai primi posti.
Per il futuro, si guarda anche a nuove sperimentazioni, in primis in ambito guida autonoma (31%), Air Mobility e Mobility as a Service (MaaS, 16%), spinta dallo stanziamento di 16 milioni di euro per il progetto MaaS4Italy a valere sul PNRR.
Crescono le sperimentazioni anche sul fronte della Smart Road: dei 258 progetti attivati nel mondo a partire dal 2015, 141 sono partiti nel biennio 2022-23. In Italia, negli ultimi 3 anni sono state avviate 19 iniziative.
«L’evoluzione delle tecnologie V2X giocherà un ruolo chiave, permettendo a veicoli e infrastrutture di condividere in tempo reale grandi volumi di dati, aumentando la capacità di coordinamento delle manovre in scenari complessi di mobilità e rendendo la comunicazione efficiente, robusta, versatile e sicura», commenta Monica Nicoli, Responsabile scientifica dell’Osservatorio Connected Car & Mobility.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di settembre 2024 di Energia&Mercato