Il 70% degli italiani vorrebbe un’auto elettrica, ma le immatricolazioni sono inferiori al 4%

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le auto elettriche in italia rappresentano il 4% delle immatricolazioni

Secondo lo EY Mobility Consumer Index 2023, lo studio annuale condotto da EY su 20 Paesi, inclusa l’Italia, il 55% di coloro che nel mondo intende comprare un veicolo, ne acquisterà uno elettrico o ibrido. Per il 38% degli intervistati i costi elevati del carburante per i veicoli con motore a combustione interna (ICE) costituisce la motivazione principale per l'acquisto di un veicolo elettrico.

Nonostante la forte propensione all’acquisto dell’elettrico, i dati di mercato dal gennaio scorso evidenziano ancora un gap nella realtà di tali intenzioni. La quota di immatricolato BEV da gennaio a oggi è appena del 3,9%.

Tra le motivazioni che limitano l’adozione dell’elettrico rimane persistente il tema della percezione di un’infrastruttura di ricarica non adeguata alle proprie esigenze. Il fattore costo d’acquisto della vettura è oggi meno impattante nel passaggio al mondo 100% elettrico rispetto a due anni fa grazie ai sussidi all’acquisto previsti e al progressivo calo dei prezzi di acquisto. Anche il range di autonomia è comunque un punto critico ancora percepito dai clienti.

Tuttavia, soprattutto nel corso dell’ultimo anno, si sono fatti importanti progressi per rafforzare l’infrastruttura. Oggi si contano oltre 45.000 punti di ricarica, con un aumento del 47% rispetto a giugno 2022.

«I risultati italiani evidenziano un’importante propensione dei consumatori ad acquistare un veicolo elettrico o ibrido – afferma Giovanni Passalacqua, Partner e Automotive Consulting Leader di EY in Italia – Dietro a tale tendenza, il tema della sostenibilità mantiene la propria importanza così come la componente economica legata all’aumento di prezzo dei carburanti che è indicata come prima ragione di predilezione per l’elettrico. Nonostante i grandi passi avanti fatti nell’ultimo anno, l'infrastruttura di ricarica e la customer experience rappresentano degli aspetti su cui accelerare. Tra i fattori che hanno avuto maggior impatto nell’esperienza di ricarica, per il 44% degli intervistati nel Paese primeggiano i tempi di attesa troppo lunghi, conseguenza della scarsa presenza di colonnine fast, e per il 39% i punti di ricarica poco funzionanti o difficili da trovare. Il tema della customer experience interessa l’ecosistema elettrico di tutti i Paesi. Per questo è necessaria la collaborazione degli attori coinvolti nella filiera per rispondere alle attuali e future esigenze dei consumatori e del mercato».

Panorama italiano: nuovi comportamenti e abitudini di mobilità

A differenza delle precedenti rilevazioni, si assiste a una nuova fase che vede sempre più un progressivo ritorno nei luoghi di lavoro fisici. Solo il 14% degli intervistati dichiara di lavorare da remoto per più di 3-4 giorni contro circa il 20% della scorsa rilevazione. In generale, il lavoro ibrido rimane la modalità prediletta da circa il 50% dei rispondenti.

Questa tendenza si riflette nelle abitudini di mobilità. In Italia, l’utilizzo dell’auto personale ha avuto una crescita importante rispetto allo scorso anno registrando un +10% mentre si assiste al continuo calo nell’uso dei mezzi di trasporto pubblici, car sharing, shared mobility, biciclette e monopattini. È aumentato del 5% l’uso di mezzi a motore a due ruote.

Propensione all’acquisto di una nuova auto

Il 55% dei rispondenti vorrebbe acquistare una nuova auto nei prossimi 24 mesi. In Italia si osserva nel 2023 un dato stabile rispetto all’anno precedente delle intenzioni di acquisto di veicoli elettrificati (BEV, PHEV o HYBRID) nei prossimi 24 mesi

La propensione all’acquisto di veicoli BEV cala leggermente rispetto alle rilevazioni del 2022 mentre rimane stabile la propensione al plugin equivalente al 22% e superiore alla media globale.

Tra i principali motivi dietro all’acquisto di veicoli BEV nel Paese, per la prima volta l’aumento dei prezzi dei carburanti è in testa per il 40% mentre le tematiche di sostenibilità ambientale si posizionano al secondo posto per il 38% assieme a quelle di incentivazione monetaria e sussidi.