L’impatto sociale della mobilità elettrica

L’auto elettrica fa bene all’ambiente. Ma forse non fa altrettanto bene alla società. In ambito investimenti, infatti, si parla spesso di ESG, acronimo di Environment (ambiente), Society (società) e Governance (i meccanismi di governo delle aziende) per sintetizzare un approccio sostenibile alle scelte di investimento.

E, secondo Nesche Yazgan, Senior Corporate Analyst di BlueBay Asset Management, se nel settore automobilistico l’attenzione alla mobilità elettrica è forte per ridurre l’impatto sul cambiamento climatico, si guarda meno alle possibili conseguenze sociali della mobilità ambientalmente sostenibile.

Industria auto in crisi

Nello specifico, la Yazgan sottolinea che la recessione globale in atto dopo il Covid metta in dura difficoltà il settore automobilistico. Si rischia una raffica di licenziamenti, insomma, in particolare in Paesi che nell’automotive hanno una storia forte, come la Germania (e l’Italia, aggiungiamo noi).

Si incentiva qualcosa che i clienti ancora non comprano

Il Governo tedesco, nel tentativo di spingere i cittadini all’acquisto di automobili green, deve scontrarsi con i limiti delle vetture elettriche: costano parecchio, le batterie vanno ricaricate dopo tot chilometri e, in fondo, il diesel costa poco. Se i veicoli elettrici sono il 4% delle vendite in Germania, nonostante gli incentivi, è anche perché il consumatore ancora non si fida.

... e i veicoli inquinanti rendono di più

Sui produttori di auto, però, pesa anche la mancanza di incentivi per i veicoli detti MCI (motore a combustione interna) e di disincentivi per i diesel. In pratica: si incentiva un prodotto che il cliente non si fida a comprare e si scoraggia l’acquisto del prodotto più inquinante ma più remunerativo per il settore. Dal punto di vista delle esternalità, il discorso fila. Ma per i posti di lavoro, funziona meno.

Le conseguenze sulla filiera produttiva

L’impatto riguarda tutta la filiera. Un veicolo MCI è composto in media da circa 2.600 parti, uno elettrico a batteria da solo 400: se la catena di fornitura è meno estesa si può immaginare un impatto sui posti di lavoro alimentati dalla costruzione di automobili. I componenti per i veicoli elettrici, tra l’altro, sono meno complessi e possono in molti casi essere prodotti internamente, senza coinvolgere fornitori esterni.

In pratica, le caratteristiche “buone” dell’automobile dal punto di vista ambientale diventano cattive se si guarda al loro impatto sociale sul numero di posti di lavoro. Non serve a nulla demonizzare l'auto elettrica, ma va considerato ogni aspetto della transizione verso la mobilità sostenibile.