Uno standard tecnologico, più sostenibilità nel riciclo, normative più chiare. Ecco i prossimi obiettivi nell’industria delle batterie per i veicoli elettrici, secondo Candriam.
1) Una tecnologia standardizzata
Anche se la tecnologia agli ioni di litio è ormai utilizzata dalla maggior parte dei produttori di auto elettriche, attualmente non esiste nessuno standard di progettazione per queste batterie, utile invece per favorire il loro riciclo.
2) Riciclo e sostenibilità (anche economica)
Oltre a una maggiore sostenibilità in termini ambientali, il riciclo delle batterie ha anche bisogno di diventare più sostenibile in termini economici, cioè di garantire risparmi maggiori. Secondo uno studio condotto in Svezia, del resto, entro il 2030 il riciclo delle batterie in Europa potrebbe permettere il recupero di nichel, cobalto, alluminio e litio per un importo stimato tra i 400 e i 550 milioni di euro.
3) Un quadro legislativo e normativo favorevole
Indipendentemente dalla redditività generata dal riciclo delle batterie, serve anche una normativa unica che regoli tutte le fasi del processo: dalla progettazione fino al fine vita e al riciclo. In Europa la Direttiva 2006/66/CE prescrive già che le batterie agli ioni di litio dei veicoli elettrici debbano essere riciclate almeno al 50%, però non specifica le priorità per le diverse parti della batteria da riciclare.
Le iniziative di Renault e BMW
Si tratta di tre sfide importanti, anche perché sono tra i principali freni allo sviluppo dell’eMobiliy, spiega lo studio: siamo infatti ancora molto lontani dai 38,5 milioni di veicoli che dovrebbero essere in circolazione nel 2030 secondo le stime. Eppure qualche brand dell’automotive è già a buon punto su questa strada: Renault ad esempio ha firmato nel marzo 2018 un «Innovation Deal», che mira a incoraggiare il riciclaggio e il riuso delle batterie. BMW invece ha stretto un accordo con Umicore per dare nuova vita alle batterie dei veicoli elettrici. È anche nato un consorzio tra BMW, Umicore e la svedese Northvolt.