Cresce l’interesse degli italiani per l’auto elettrica, che tuttavia non si traduce in una maggiore propensione all’acquisto.
Questa, anzi, appare in calo, condizionata dalla congiuntura economica incerta e dai costi dei modelli sul mercato, percepiti come ancora troppo elevati. Guadagna invece terreno l’alimentazione ibrida, percepita come una soluzione di mobilità sostenibile più praticabile.
Il dato emerge da una survey condotta dalla società di consulenza strategica Areté, che aveva già proposto una analoga indagine lo scorso anno. Alla domanda “che alimentazione avrà la tua prossima auto?”, il 41% ha indicato l’ibrido e il 27% l’elettrico, in calo di 11 punti percentuali rispetto al 2022. In coda, le preferenze per benzina e diesel, segnalate dal 14% e dal 10% degli interpellati.
A oggi, tuttavia, non tutte queste dichiarazioni di intenti trovano riscontro sul mercato delle immatricolazioni, che vede l’elettrico sotto il 4% e l’acquisto di auto fortemente supportato da strumenti di dilazione dei pagamenti, come finanziamento, noleggio a lungo termine e leasing.
Il principale freno all’acquisto resta il costo dei modelli, che fatica a incrociare il budget disponibile per comprare l’automobile, nel 76% dei casi italiani inferiore ai 30mila euro.
Un prodotto ancora di nicchia
Il 74% degli automobilisti coinvolti nello studio di Areté utilizza l’auto per gli spostamenti abituali. L’interesse per l’auto elettrica è diffuso e in ascesa, tanto che 9 intervistati su 10 si dichiarano interessati a provarla per qualche giorno, attratti dal ridotto impatto ambientale e dai risparmi sui consumi e sulla manutenzione, per utilizzo urbano (30% del campione) e anche extra-urbano (per il 61%).
«I dati della nostra nuova instant survey rivelano un interesse crescente per le auto elettriche nel nostro Paese che però stenta a trasformarsi in reale propensione all’acquisto, che addirittura risulta in calo nel confronto con lo scorso anno.
La tecnologia elettrica interessa agli italiani per le emissioni di CO2 azzerate e perché si aspettano risparmi nei consumi e nei costi di manutenzione. Tuttavia, il prezzo attuale delle elettriche le rende un prodotto di nicchia», conclude Massimo Ghenzer, Presidente di Areté.
Ma l’elettrico si fa largo nell’usato
Le auto bride ed elettriche cominciano a ritagliarsi uno spazio nel mercato dell’usato, di cui nel 2023 potrebbero arrivare a coprire il 10%. Lo rivela un’analisi promossa da AutoScout24, marketplace automotive online pan-europeo, che ha coinvolto la propria community per delineare le principali tendenze del mercato dell’usato per i prossimi mesi.
L’indagine mostra come il caro carburanti non influisca nella scelta dell’alimentazione, con il diesel in testa nelle intenzioni di acquisto (45%), seguito dalle vetture a benzina (36%) e dal GPL/metano (9%).
«Nel 2023, continueranno a prevalere i motori diesel e benzina, ai quali si affiancherà una quota sempre maggiore di vetture ibride, soprattutto nella declinazione mild hybrid. Si conferma l’interesse per l’usato elettrico, un modo ideale per familiarizzare con i veicoli a batteria», dichiara Sergio Lanfranchi, del Centro Studi di AutoScout24.
Sempre più auto usate sul mercato: +53%
Stando alle elaborazioni del Centro Studi AutoScout24 su dati ACI, nel 2022 le vetture ibride hanno coperto il 4% dei passaggi di proprietà nell’usato, l’elettrico puro lo 0,5%. I dati AutoScout24 relativi all’anno passato confermano tuttavia il trend in ascesa dei segmenti ibrido ed elettrico, che nel 2022 hanno registrato un incremento del 53% sull’anno precedente in termini di vetture disponibili sulla piattaforma.
Una quota minoritaria spetta all’elettrico puro, che anche nell’usato sconta i costi ancora elevati, sottolineati dal 47% del campione, e la scarsa autonomia delle batterie, rilevante per il 23% degli intervistati. Tra le vetture ibride usate più richieste, al primo posto la Toyota Yaris, tra le elettriche la Tesla Model 3.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di settembre 2023 di Energia&Mercato