eMobility. Anche per le startup la vera sfida è la ricarica

Ricaricare in modo più semplice la batteria dell’auto elettrica. È questa la principale sfida affrontata dalle startup partecipanti al contest MOTUS-E: d’altronde, in Italia ci sono già 20mila veicoli elettrici ma solo 5mila colonnine per la ricarica.

Come ti “semplifico” la ricarica

Daze Technology, la startup vincitrice di MOTUS-E, ha infatti pensato a un modo più semplice per la ricarica dell’auto. L’idea che ha vinto i 5mila euro in palio è DazePlug: un’alimentatore che sembra una pedana. Si installa a terra, nel box di casa o altrove, e permette di caricare l’auto senza cavi. Basta parcheggiarci sopra: il sistema si avvia in automatico e, tramite una tecnologia a induzione, carica direttamente le batterie del veicolo, poste nella parte inferiore della macchina.

E GAP

Niente colonnina? La ricarica è “a domicilio”

Ma che fare se siamo lontani da casa e non ci sono colonnine vicine? La risposta di E-GAP, che ha vinto il secondo premio da 3mila euro, è “la ricarica te la portiamo noi”. In caso di emergenza, E-GAP manda al cliente uno dei suoi “furgoncini caricabatterie”, con tanto di operatore che provvederà al recharge della nostra batteria. Il tutto geolocalizzandosi via app e scegliendo tra varie tariffe.

Ricarica che noia!

I tempi di ricarica, ancora molto lunghi, sono un altro dei problemi dell’eMobility. Digital System Integrator, tra le altre startup finaliste, ha pensato alle cosiddette Smart Service Station: stazioni di servizio evolute dove, oltre alle colonnine di ricarica, si trovano anche servizi medici, ludoteche, palestre e banche per ingannare l’attesa.

Mobilità connessa e cybersecurity

Ma ricaricare la propria e-car, connessa in rete, significa anche pagare digitalmente per il servizio e utilizzare app per individuare le colonnine più vicine. Tecnologie che richiedono l’accesso ai nostri dati personali e che devono essere sicure. Swascan ha per questo pensato a una suite con una serie di strumenti di analisi delle applicazioni e dei siti web dell’eMobility, per individuare violazioni e attacchi hacker. E intervenire di conseguenza per rafforzare la cybersecurity.

La flotta aziendale sempre sotto controllo

Alla mobilità elettrica guardano con interesse anche le aziende. Qui non si parla di veicoli singoli ma di flotte aziendali, con molte auto da tenere sotto controllo. Fleetmatica è una piattaforma per monitorare le flotte aziendali e determinare quanti e quali veicoli possono essere sostituiti con mezzi elettrici, calcolando i risparmi in termini di CO2 e costi. Oltre che per individuare i punti migliori per il posizionamento delle colonnine.

Non solo auto “green”: dalle bici…

Ma l’eMobility connessa non è solo l’auto. Anche ACC, produttore di biciclette “cargo” a 4 ruote, elettriche e personalizzabili, si è infatti ingegnata per risolvere il problema della ricarica e ha dato vita a ZodiaC, una “cargo bike connessa” che si ricarica grazie ai pannelli solari sul tetto e può trasportare passeggeri o carichi commerciali.

… agli eScooter “di design”

Nito è invece andata oltre le difficoltà del recharge, puntando a conquistare i suoi clienti con il design: l’azienda torinese ha infatti creato uno scooter che unisce al motore elettrico, con batteria al litio, diverse possibilità di personalizzazione.

Sharing as a service

Mentre ha puntato sui servizi per “abilitare” la mobilità condivisa 2hire, produttore di una tecnologia (un gateway) in grado di connettere in rete ogni tipo di veicolo elettrico, come quelli del car o del bike sharing, per poi monitorarli da remoto.

Dalle startup alle “semplici” idee

Il tema della ricarica, “mission impossibile” per eccellenza nel settore della mobilità elettrica, lo ritroviamo però al centro delle idee progettuali presentate al MOTUS-E Event: nessuna startup in questo caso ma solo una serie di business plan ancora lontani dallo sviluppo di un prototipo. Ecco le idee che si sono distinte:

Ricarico: un “Airbnb della ricarica elettrica”, che mette in contatto persone che necessitano di ricaricare il proprio veicolo elettrico con altre che dispongono di una postazione di ricarica da condividere, generalmente privati;

Electric City: per gestire gli "abbonamenti" alle aree di parcheggio con servizi di ricarica (i cosiddetti “Parking Charging”) tramite una tessera digitale, l’Electripass;

Z – servizio di ricarica mobile: un altro servizio in stile E-GAP, pensato come alternativa alle colonnine di ricarica fisse;

Drive MeLECTRIC: app di navigazione per chi noleggia un’auto elettrica con la segnalazione delle stazioni di ricarica più vicine;

Motus-Eyes: una sorta di sistema di allarme per le colonnine che segnala alle autorità chi sosta abusivamente nello spazio per la ricarica;

• E infine l’idea di ridare “centralità al trasporto ferroviario”, installando nuove colonnine proprio nei punti di scambio tra mezzo pubblico e privato, come le stazioni del treno.

«La crescita del settore ha alcuni importanti risvolti pratici, di cui ci stiamo occupando in maniera attiva – sottolinea il Segretario Generale di MOTUS-E Dino Marcozzi. È necessaria una riconversione dei modelli scolastici e accademici, per questo abbiamo lanciato una call for startup e una call for ideas e abbiamo avviato dei percorsi accademici post-lauream ad hoc con le migliori realtà universitarie italiane».