Il primo treno italiano a idrogeno sta completando i test di rifornimento nel sito di Rovato, dove sorge anche il primo impianto di manutenzione nel nostro Paese. Il convoglio, arrivato lo scorso 23 gennaio, fa parte dei 14 acquistati da FNM grazie a finanziamenti di Regione Lombardia (anche mediante risorse PNRR) dal costruttore Alstom.
Conclusa la fase di test, il treno svolgerà altre corse di prova su circuito, poi tornerà sulla linea Brescia – Iseo – Edolo per ulteriori prove. L’avvio del servizio commerciale è previsto nella prima metà del 2026, dopo il completamento delle corse prova e l’ottenimento delle autorizzazioni.
«Il percorso di modernizzazione nei trasporti e nelle infrastrutture prosegue all’insegna della sostenibilità – ha commentato il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Oggi tocchiamo con mano un nuovo servizio offerto ai cittadini che contribuisce migliorare l’efficienza del trasporto ferroviario, in un’area in cui inizia un serio percorso di decarbonizzazione. Negli ultimi anni abbiamo investito 1,7 miliardi di euro per 214 nuovi treni che daranno forte slancio al settore ed entro il prossimo anno la Lombardia potrà contare su una flotta totalmente rinnovata. Anche per questo saranno fondamentali i lavori di ammodernamento della rete ferroviaria».
Il sito di Rovato
A Rovato sorge il primo impianto ferroviario pensato, progettato e realizzato specificamente per i treni a idrogeno. Comprende cinque binari di sosta dei treni all’aperto, un impianto di manutenzione con due binari al chiuso, un binario coperto all’aperto per il lavaggio dei treni, carroponte, calacarrelli, magazzini, armadi per lo stoccaggio delle batterie di ricambio dei treni, colonnine per la connessione dei treni alla rete elettrica e zona uffici e servizi per il personale.
Presente, ovviamente, anche l’impianto di rifornimento dei treni a idrogeno, realizzato da Sapio, attrezzato con dispenser per erogare idrogeno alla pressione di 350 bar e baia per ricovero del carro bombolaio, nonché di impianto di flussaggio e inertizzazione, utile per lo svuotamento dei serbatoi dell’idrogeno del treno quando previsto ai fini manutentivi.
L’investimento complessivo per il sito è stato di 30 milioni di euro, di cui 1 milione finanziato dal PNRR e relativo all’impianto di rifornimento a idrogeno.
«La presentazione dell’impianto è un momento chiave del progetto H2iseO promosso dal Gruppo FNM fin dal 2020 – ha spiegato il Presidente di FNM Andrea Gibelli. L'introduzione di tecnologie all'avanguardia non solo per quanto riguarda i nuovi treni ma anche nelle dotazioni infrastrutturali rende questo progetto particolarmente significativo in termini di innovazione e di promozione nei nostri territori di una mobilità sempre più sostenibile. Il contributo che i nuovi convogli daranno alla decarbonizzazione della mobilità nella valle si unisce ai vantaggi che avranno i viaggiatori in termini di comfort. Senza dimenticare le potenzialità, anche da un punto di vista economico e di occupazione, che lo sviluppo di un distretto industriale basato sull’idrogeno, potrà avere».