Carburante dai rifiuti, il Gpl diventa green

green lg energy
Francesco Franchi, Presidente di Green LG Energy

Lo scorso luglio a Milano è nata Green LG Energy, una joint venture strategica per lo sviluppo di tecnologie destinate alla produzione e distribuzione di GPL green, ottenuto da fonti rinnovabili e carbon free. A promuoverla, alcune tra le principali aziende italiane ed europee attive nella distribuzione di GPL: AutoGAS Nord Energy, Beyfin, Veroniki Holding – Butangas, Cavagna Group e Socogas.

L’iniziativa si pone l’obiettivo di favorire la ricerca e lo sviluppo per la sostenibilità della filiera del GPL, al fine di impiegare i rifiuti organici per la produzione, secondo il paradigma dell’economia circolare, puntando ad arrivare rapidamente alla successiva fase di commercializzazione.

«La costituzione di questa società tutta italiana permette di traguardare lo sviluppo di ulteriori opzioni di decarbonizzazione, nel quadro di un crescente pragmatismo e della ricerca di soluzioni innovative a livello anche europeo, come registrato della recente tassonomia che ha incluso gas e nucleare tra gli investimenti green», afferma il presidente di Green LG Energy, Francesco Franchi, che spiega: «Puntiamo a una parziale decarbonizzazione del GPL nel giro di pochi anni, per poi arrivare alla totale decarbonizzazione. Il GPL è uno dei vettori della transizione ecologica perché già oggi libera nell’aria livelli minimi di CO2 e quasi zero PM10. Grazie alla produzione da componente bio, il GPL diventerà un vettore totalmente green, nel rispetto di tutti gli obiettivi che l’Europa e l’Italia si sono date in termini di riduzione dell’impatto ambientale dell’energia».

Domanda: Due milioni di italiani possiedono attualmente auto alimentate a GPL. Quale impatto avrebbe la decarbonizzazione della produzione e quali sono i potenziali di sviluppo di questo tipo di alimentazione?

Risposta: Come appena ricordato, tra i vettori energetici reperibili sul mercato, il GPL è tra quelli con le emissioni più basse, sia in termini di gas climalterante globale, vale a dire la CO2, sia per quanto riguarda gli inquinanti locali come PM10 e PM2,5 oltre che ossido di azoto e ossido di zolfo. Questo vale sia per la combustione sia per l’autotrazione, con costi tra l’altro già ora sostenibili per i consumatori, anche nel contesto dell’attuale crisi energetica legata all’ascesa dei prezzi. Riuscire ad alimentare con bioGPL i veicoli già esistenti migliorerebbe queste già eccellenti qualità, diminuendo ulteriormente l’impronta carbonica e contribuendo a traguardare gli importanti obiettivi che l’Europa ha assegnato ai paesi membri.

Inoltre, considerando che a oggi in Italia circolano circa 24 milioni di veicoli da Euro 0 a Euro 4 e che con un costo medio inferiore ai mille euro per automezzo si potrebbe riconvertire questi mezzi alimentandoli a GPL, presto anche bio, è evidente l’immediato e importante beneficio a vantaggio della qualità dell’aria dei centri urbani e il contributo alla riduzione delle emissioni di CO2 del nostro Paese.

D: La transizione verso la mobilità sostenibile è attualmente orientata all’elettrificazione: quale ruolo è auspicabile per il GPL?

R: Sono in corso analisi scientifiche di Life Cycle Assesment che considerano l’intero ciclo di vita di un bene, un’auto nel caso che ci interessa. Dalle prime indicazioni emerge come un veicolo a gas, che sia a GPL o a metano, sia il vettore energetico meno impattante nell’intero ciclo di vita, a partire dalle materie prime fino all’utilizzo e al successivo smaltimento. Con costi sostenibili, non dimentichiamolo. Non va dimenticato nemmeno che crescono sempre di più dubbi e criticità riguardanti la sostenibilità e la sicurezza dell’approvvigionamento di materie prime e materiali essenziali per lo sviluppo del vettore elettrico, considerando le quali le osservazioni a favore dei biocarburanti emergono ulteriormente rafforzate.

D: Quali sono i vantaggi dell’alimentazione a GPL, allo stato attuale e in prospettiva?

R: In primo luogo, si tratta di una fonte che non richiede ulteriori investimenti in infrastrutture come depositi, stazioni di servizio, trasporti e altro, dal momento che è già presente in tutta Italia con una distribuzione capillare. In prospettiva, come già ricordato, è un’energia pulita e con un costo sostenibile.

Tenendo conto dello sviluppo della tecnologia che ci permetterà di produrre bioGPL da fonti pienamente rinnovabili, sarà una soluzione ottimale per il trasporto leggero oltre che per tutti gli usi da combustione, tra cui riscaldamento, produzione di acqua calda e cucina.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di settembre 2022 di Energia&Mercato