Nelle principali città italiane, 9 persone su 10 conoscono il car sharing, più della metà lo ha utilizzato e 6 su 10 si dicono disponibili ad abbandonare l’auto di proprietà per servirsi di soluzioni di mobilità condivisa su quattro ruote per gli spostamenti cittadini.
La diffusione delle nuove forme di mobilità condivisa è tuttavia limitata da vincoli di spesa: 8 persone su 10 si dichiarano disponibili a spendere massimo 200 euro al mese. E il 51% teme di rimanere senza auto in caso di necessità, mostrandosi più incline a mantenere la proprietà del mezzo.
Sono alcune delle evidenze emerse dalla instant survey “Auto privata o mobilità condivisa?”, condotta dalla società di consulenza strategica Areté per indagare la propensione degli italiani che vivono nelle città di Roma, Milano, Torino, Firenze e Bologna verso varie forme di mobilità condivisa, car sharing e car pooling su tutte.
Nelle città campione, 8 persone su 10 si spostano con la propria auto o con i mezzi pubblici, a pari merito, a fronte di un 10% che usa la moto o lo scooter. Quasi il 90% possiede un’auto, acquistata in un’unica soluzione o a rate, mostrandosi tuttavia consapevole dei problemi di traffico e impatto ambientale connessi con l’uso del mezzo privato.
Il car sharing potrebbe essere una soluzione: il 70% degli intervistati lo identifica come un potenziale antidoto al congestionamento urbano, mentre il 20% coglie soprattutto i benefici economici rispetto all’acquisto del bene.
Il ricorso ai mezzi pubblici varia molto a seconda delle città. Complice la capillarità della rete metropolitana, Milano è la città in cui è più diffuso l’utilizzo dei mezzi pubblici, a cui si affida il 55% dei rispondenti a fronte di un 25% che usa l’auto.
A Roma, dove la rete dei trasporti è meno efficiente, le preferenze per l’utilizzo di bus e metro per gli spostamenti urbani quotidiani scendono al 34% e l’uso dell’auto viene preferito dal 47% del campione. Se a Firenze e Bologna le percentuali di utilizzo di auto e mezzi pubblici sono pressoché appaiate, a Torino la mobilità privata prevale decisamente su quella pubblica: 51% vs 34%.
I dati relativi alle 5 città attestano quindi una prevalenza complessiva della mobilità privata su quella pubblica (con alcune eccezioni) anche a causa di problemi atavici che attanagliano l’offerta di questi mezzi in Italia.
Eppure la survey rivela come 6 italiani su 10 sarebbero disposti in futuro ad abbandonare l’auto di proprietà per gli spostamenti cittadini in favore delle soluzioni di mobilità condivisa su quattro ruote.
«Nella nostra nuova instant survey abbiamo chiesto a un campione di abitanti delle città di Milano, Roma, Firenze, Bologna e Torino che strumenti utilizzeranno per gli spostamenti cittadini nei prossimi anni: il 37% di loro ha confermato che continuerà a usare l’auto di proprietà, il 32% ha dichiarato che si servirà dei mezzi pubblici, mentre il 13% si affiderà alle E-Bike, in decisa crescita e che si candida quindi a diventare la terza modalità di trasporto più diffusa in queste città.
Più in generale, dal mercato emerge una crescita dell’interesse degli italiani per le forme di mobilità cittadina alternative alla proprietà dell’auto.
Per una più ampia diffusione nelle principali città italiane restano ancora due nodi da sciogliere: il prezzo, ancora non allineato alle aspettative del cliente e una più ampia e capillare disponibilità di queste vetture», sottolinea il Presidente di Areté, Massimo Ghenzer.