Una ricerca qualitativa ha coinvolto gli stakeholder del trasporto pubblico locale, evidenziando come gli utenti chiedano sistemi avanzati, basati sull’integrazione dei servizi di mobilità attraverso piattaforme digitali
La mobilità sostenibile avanza anche sul fronte del trasporto pubblico locale, supportata da risorse e finanziamenti destinati al territorio: dal PNRR sono previsti 1,9 miliardi di nuovi fondi per i Comuni, mentre 0,6 miliardi arriverano alle Regioni attraverso il Fondo Complementare; alle città con più di 100mila abitanti sono riservati anche gli 1,1 miliardi del fondo relativo al Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile (PSNMS), grazie al quale nei prossimi anni gli enti locali saranno in grado di acquistare 8mila mezzi a basse o zero emissioni.
Tanti mezzi, una piattaforma
Alla decisa virata delle politiche europee e nazionali corrisponde un’altrettanto marcata evoluzione delle abitudini, della sensibilità e delle esigenze dei cittadini. I quali identificano nell’intermobilità il modello che deve caratterizzare il trasporto pubblico del futuro e riconoscono alla tecnologia un ruolo di primo piano verso l’integrazione di mezzi e servizi tipica dei sistemi avanzati di mobilità.
Ormai abituati a servirsi di app, QR-code, geolocalizzazione e sistemi diversificati di pagamento per accedere a servizi di ogni tipo, dall’e-commerce al bike sharing al menu del ristorante, gli utenti dei servizi di mobilità pubblica chiedono mezzi efficienti, in grado di parlarsi tra loro, connessi in rete da un’unica piattaforma digitale, che consenta di pianificare gli spostamenti, prenotare e pagare tutto quel che serve per raggiungere la destinazione.
Verso sistemi avanzati di mobilità
L’intermobilità è un bisogno dichiarato per il 70% degli italiani che usano i mezzi pubblici, l’85% preferisce veicoli ecologici e il 60% chiede un trasporto su gomma che investa su sistemi all’avanguardia. La quasi totalità (95%) è consapevole del ruolo abilitante delle tecnologie digitali e sa che avranno un ruolo cruciale per l’evoluzione della mobilità pubblica verso il modello definito “Mobility as a Service” (Maas).
Questa, per sommi capi, la fotografia che emerge da una ricerca qualitativa condotta tra gli stakeholder del settore da GPF Inspiring Research in previsione di IBE Intermobility and Bus Expo, la fiera biennale dell’intermobilità promossa da Italian Exhibition Group a Rimini dal 12 al 14 ottobre 2022. Obiettivo dichiarato dell’indagine, “scandagliare ampiezza e profondità della domanda di nuova mobilità nel settore del trasporto pubblico locale”, sempre più interconnesso e orientato al servizio del cittadino-cliente.
Sogno versus realtà
Se, dicevamo, quasi 7 utenti su 10 sognano un modello avanzato di mobilità basato sull’integrazione dei servizi attraverso una piattaforma digitale, una semplice App installata su smartphone, 8 su 10 riconoscono che la realtà attuale è ben diversa e che malgrado gli importanti passi avanti compiuti, nel nostro Paese esiste un gap sostanziale tra lo scenario auspicato e lo stato dell’arte.
Gli utenti dei sistemi chiusi, come le reti metropolitane con tornelli, sono già abituati a scegliere tra diverse modalità di pagamento, che vanno dal biglietto cartaceo a quello via App, dalla carta di credito touch alle app di Apple e Google attive sullo smartphone. Ma l’intermobilità – si legge nella ricerca - non si limita a un sistema di servizi indipendenti né a coincidenze ottimali tra mezzi: richiede infatti un ripensamento radicale e impone di essere disegnata attorno al passeggero-cliente, investendo tutti i punti di contatto tra l’utente e il sistema.
Un buon punto di partenza è l’integrazione tariffaria con pagamento a bordo, da estendere nell’ambito di un’area ampia di riferimento, che include il trasporto urbano e locale ma può arrivare a integrare il medio-raggio.
Verso sistemi di trasporto aperti
Nel prossimo futuro, gli stakeholder si aspettano un passaggio verso sistemi di trasporto aperti, in cui sia possibile scegliere tra varie vie, modalità e fornitori in una logica MaaS allargata e compiuta. Lo scenario delineato della ricerca spinge l’approccio MaaS oltre gli aspetti puramente tecnologici, in cui sistemi informativi dialoganti connettano i fornitori e la tecnologia user friendly raggiunga gli utenti.
Prospetta infatti una collaborazione permanente tra un numero sempre più ampio e variegato di attori, dalle autorità regolatorie agli amministratori pubblici, dai costruttori agli sviluppatori di software, in un dialogo continuo tra mercato e istituzioni, al centro del quale sta il cliente-utente.
Nuovi bus, diesel addio
Da qualche tempo, il monitoraggio sull’evoluzione del parco autobus destinato al trasporto pubblico locale mostra un chiaro spostamento verso mezzi più moderni e meno inquinanti: tra gli autobus diesel, sale la degli Euro 5-6, che passa dal 55,4% al 58,1% a scapito della quota di mezzi Euro 1-3, scesa dal 37,7% dell’ottobre 2021 al 34,9% del marzo 2022.
A partire da ottobre del 2021 si nota anche, per la prima volta, una diminuzione del valore assoluto di autobus diesel, che passano da 38.936 a 38.803, lasciando spazio ai nuovi mezzi a zero emissioni.
La normativa nazionale fissa al 1° gennaio 2031 la data a partire dalla quale non si potrà più acquistare autobus nuovi a gasolio, ma alcune normative locali sono addirittura più stringenti: è il caso della città di Bologna, dove il divieto è scattato a gennaio 2020.
Non solo elettrico: si fa strada l’idrogeno
Secondo il campione qualitativo coinvolto nella ricerca promossa da GPF Inspiring Research per IBE Intermobility and Bus Expo, il processo di elettrificazione dei mezzi di trasporto pubblico sta raggiungendo buoni risultati, ma è caratterizzato da limiti infrastrutturali, tecnologici e dalle modalità di produzione dell'energia.
Ma non c’è solo l’elettrico: il campione cita spontaneamente l’idrogeno, percepito come una risorsa promettente per varcare la frontiera della sostenibilità, come testimoniato dai progetti inclusi nel PNRR e dai recenti provvedimenti governativi. La dinamica dei prezzi indica che i veicoli alimentati a idrogeno in poco tempo hanno circa dimezzato il proprio costo, passando da circa 1,2 milioni di euro a circa 600mila.
Tecnologie intelligenti, a che punto siamo?
Le tecnologie digitali già disponibili oggi consentono al conducente di conoscere in tempo reale e con esattezza il numero di passeggeri a bordo e la situazione alla pensilina, per calibrare l’afflusso e la densità dei passeggeri anche su mezzi privi di filtraggio con tornelli. Un esempio virtuoso è costituito dalla app Roger, sviluppata da TPER, l’ente di trasporto passeggeri dell’Emilia-Romagna, attiva nelle città principali della regione. Lato utente, le funzionalità includono il pagamento della sosta auto, l’individuazione dei parcheggi, le informazioni sull’affollamento di ogni mezzo in arrivo.
Attualmente, l’evoluzione più marcata nei servizi tecnologici intelligenti per il conducente e utente-cittadino riguadra la sicurezza, intesa sia come incolumità e prevenzione degli incidenti sia come protezione e sicurezza personale. In particolare, sistemi anti-frenata, mantenimento della corsia, radar per individuazione degli ostacoli, mantenimento della traiettoria del veicolo, sistemi anti-rischi di ribaltamento hanno permesso di passare da logica di sicurezza passiva a una attiva, aumentando l’interazione tra il conducente e il mezzo.