Compagnie aeree indietro sui SAF. E la compensazione non sfonda tra i clienti

Compagnie aeree indietro sui SAF

L’impatto ambientale dei viaggi aerei preoccupa molto più i consumatori che le compagnie. La grandissima maggioranza degli operatori, infatti, non starebbe lavorando a un piano credibile di transizione verso i carburanti sostenibili per l’aviazione (in breve SAF, dall’inglese Sustainable Aviation Fuels).

Secondo i dati diffusi da Transport & Environment (T&E) appena 10 compagnie, su 77 oggetto di valutazione, stanno compiendo azioni concrete per sostituire il cherosene fossile. Tra i progetti delle altre 67 spicca la volontà di acquistare quantità limitate di SAF (o di non acquistarne affatto), oppure compare un tipo scorretto di carburante alternativo.

Le compagnie sono state valutate su una serie di criteri e hanno ricevuto un punteggio per ciascuno di essi. Air France-KLM, United Airlines e Norwegian sono quelle che hanno ottenuto più punti: e infatti stanno lavorando per usare l’e-cherosene o biocarburanti avanzati da rifiuti. La metà delle compagnie oggetto dell’analisi, compresa ITA, ha invece ottenuto zero punti.

Non tutti i SAF sono uguali

Il report di T&E evidenzia come l’e-cherosene (detto anche cherosene sintetico) sia il più sostenibile e scalabile dei SAF: si ottiene infatti combinando carbonio e idrogeno elettrolitico prodotto da elettricità rinnovabile. I biocarburanti, cioè i SAF che derivano da biomassa, hanno invece livelli molto differenti di sostenibilità e scalabilità.

Viene infatti ritenuta non sostenibile la produzione di SAF da colture dedicate, perché occupa suolo entrando in competizione con la filiera alimentare. Vanno meglio i biocarburanti derivati da rifiuti o residui, ma sono soggetti a possibili frodi di etichettatura e alla indisponibilità di materie prime sufficienti.

Ecco quindi che il “giusto” SAF rientra in meno del 10% degli accordi siglati dalle compagnie aeree, mentre in oltre il 30% si punta sui biocarburanti ritenuti “insostenibili”, perché derivanti da colture come mais, soia o palma. T&E invita le compagnie aeree a esigere di più dai loro fornitori, per rendere davvero sostenibili i loro voli.

L’industria del petrolio frena

Secondo T&E, i produttori di petrolio stanno ritardando gli investimenti necessari a sviluppare i carburanti verdi: i progetti in corso valutati nell’analisi (con Eni, TotalEnergies, Shell, BP, Chevron, ExxonMobil, Sinopec e Saudi Aramco) potrebbero arrivare a produrre intorno alle 3 milioni di tonnellate di SAF nel 2030. Cioè meno del 3% dell’attuale produzione di carburante aereo. Soprattutto, spicca lo scarso interesse per i SAF a base di cherosene sintetico, il cui mercato è oggi in mano a raffinerie di piccole dimensioni o a startup.

Anche il lato della domanda, comunque, non brilla in quanto a numeri. Le compagnie aeree valutate hanno consumato 2,6 milioni di barili di SAF nel 2023: meno dello 0,15% del consumo totale di carburante. L’uso di cherosene fossile, nello stesso periodo di tempo, ha toccato 1,6 miliardi di barili. Si parla proprio di unità di misura differenti. Le proiezioni al 2030 vedono le compagnie aeree nordamericane usare circa il 2,7% di SAF nel 2030, mentre quelle europee arriveranno appena all’1,3%.

Una mano potrebbe arrivare dalla normativa, che sia in UE sia in UK impongono una crescente adozione dei SAF proprio dal 2030 in poi. E c’è attesa per il prossimo Clean Industrial Deal, che potrebbe introdurre misure e incentivi mirati per sostenere i carburanti sintetici.

I consumatori sono attenti al tema

A fare la differenza potrebbe essere la pressione dei consumatori. Secondo un’indagine realizzata da Analytics Arts per Volotea, su un campione di italiani adulti che hanno viaggiato in aereo almeno una volta nell’ultimo anno, la “sostenibilità” è uno dei criteri che vengono valutati nell’organizzazione di un viaggio. Il 34% ha dichiarato che il cambiamento climatico influenza la scelta della destinazione e il 40% privilegia i collegamenti diretti, per ridurre l’inquinamento (oltre ai tempi di viaggio). Il 48% ritiene che le compagnie aeree abbiano iniziato a fare qualche passo in avanti.

1 su 5 pagherebbe un sovrapprezzo

Un capitolo a parte riguarda il pagamento di un sovrapprezzo per compensare le emissioni di CO2. La ricerca di Analytics Arts ci dice che il 22% del campione sarebbe disposto a pagare un sovrapprezzo sul biglietto per essere più rispettoso del pianeta, ma nella metà dei casi l’adesione dipenderebbe dall’ammontare richiesto.

Attenzione alla comunicazione

E proprio sulla possibilità di compensare le emissioni del volo si è concentrata la lente della Commissione Europea, che lo scorso aprile (in seguito alla segnalazione delle associazioni di consumatori europee) ha contattato 20 compagnie aeree invitandole a rivedere una serie di “asserzioni ambientali potenzialmente ingannevoli” comunicate ai consumatori. Nel mirino la prassi di richiedere un sovrapprezzo per finanziare l’uso di carburanti sostenibili o compensare la CO2 emessa tramite riforestazione o altri strumenti.

Le informazioni sui siti sono state definite dalla italiana Altroconsumo “fuorvianti e prive di fondamenti scientifici”. Un tentativo per riversare la responsabilità dell’impatto ambientale dei voli sul viaggiatore e di puntare sulla compensazione delle emissioni anziché sulla loro produzione.

Easyjet vola in Norvegia con il SAF Enilive

Enilive ed easyJet hanno firmato un accordo per rifornire alcuni voli in partenza da Milano Malpensa con SAF in purezza miscelato al 20% con il jet convenzionale permette alla compagnia aerea di soddisfare il proprio fabbisogno per i voli sulle due nuove rotte verso la Norvegia (Malpensa-Oslo e Malpensa-Tromsø) durante la stagione invernale. La compagnia beneficerà del SAF Support Program 2024 di SEA, che ha previsto un contributo di 800€/ton ai vettori che nel corso dell’anno utilizzano questo carburante sugli scali milanesi, per un valore complessivo di 500mila euro.

Enilive ed easyJet hanno anche firmato una Lettera di Intenti per una potenziale fornitura aggiuntiva di circa 30mila tonnellate di SAF Enilive in purezza in altri aeroporti italiani in cui la compagnia opera.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2024 di Energia&Mercato. Se vuoi ricevere Energia&Mercato, puoi abbonarti nel nostro shop.