Trasporto sostenibile: Milano nella top 10 della trasformazione

Milano è al sesto posto tra le città in cui la trasformazione verso il trasporto sostenibile sarà più forte. Lo rivela lo studio Mobility Future di Kantar, presentato all’UN Habitat World Urban Forum di Abu Dhabi qualche settimana fa, appena prima dell’emergenza Coronavirus.

Viaggi in auto privata: -10%

Il report prevede, nel prossimo decennio, un calo del 10% dei tragitti delle auto private nelle grandi città del mondo, sulla scia della crescita della sharing economy e dei veicoli autonomi, ma anche dell’invecchiamento generale della popolazione. Continueremo a spostarci, ovviamente, ma lo faremo sempre più con mezzi pubblici, biciclette e sistemi ecologici. Oltre, ovviamente, alle nostre gambe e ai nostri piedi.

1 viaggio urbano su 2 sarà green

Il trasporto green, entro il 2030, arriverà al 49% degli spostamenti nei grandi centri urbani, mentre le automobili scenderanno al 46%. Il 5% rimanente si divide tra taxi, car sharing e altre modalità di trasporto, come i traghetti in uso in alcune grandi città del mondo. A sostenere il cambio di abitudini saranno anche i progetti avviati o in pianificazione in molte città per estendere le piste ciclabili, creare nuovi sistemi di sharing, pedonalizzare alcune aree, migliorare il trasporto pubblico. Kantar ha esaminato 31 città del mondo. La più trasformata sarà Manchester, seguita da Mosca e San Paolo. Al quarto posto Parigi, al quinto Johannesburg, al sesto, pari merito, città apparentemente diverse come Milano e Guangzhou.

A 4 cittadini su 10 piace l'innovazione (ma a volte manca la fiducia)

Per facilitare questo cambiamento serve la tecnologia: il 40% dei cittadini interpellati da Kantar è infatti attratto da soluzioni di trasporto “innovative”. Ma qui c’è un gap tra le città tecnologicamente pronte per il livello di disponibilità a condividere i veicoli, il livello di PIL e la presenza di infrastrutture per il pagamento digitale. Le più avanti sono Amsterdam, Londra e Los Angeles. Altro fattore distintivo è la fiducia dei cittadini verso le iniziative dell’amministrazione: qui, a sorpresa, si rileva una certa sfiducia dei cittadini a Berlino, Amsterdam e New York.

Tre modelli innovativi di mobilità urbana

Cerchiamo di capire come cambierebbe concretamente la mobilità all’interno delle città, guardando ad alcuni modelli riportati dalla stessa Kantar.

  • Mobility as a Service (Maas): questo modello integra tra loro diversi mezzi di trasporto, tra cui autobus, tram, bici e car sharing, e li unisce in un singolo biglietto o in unica app. In questo modo si potrà ottimizzare l’esperienza di viaggio multimodale in una user experience unica che abbia la stessa comodità di un viaggio nella propria automobile.
  • Mobility hubs: dislocati nella periferia delle città, queste stazioni permettono ai pendolari di passare dalle loro auto inquinanti a veicoli con zero emissioni, come autobus elettrici, e-bike e scooter, così da contribuire alla diminuzione dell’inquinamento e al decongestionamento urbano
  • Veicoli autonomi per la consegna di pacchi: veicoli a consegna automatica di pacchi che funzionino come stazioni mobili, dove il cliente possa attivare la consegna tramite un’app, indirizzare il veicolo presso un luogo prestabilito e recuperare il pacco dal veicolo autonomamente. Questo sistema aiuta a limitare i viaggi con consegna non riuscita, riducendo significativamente il traffico e garantendo maggior efficacia.

Come cambia il trasporto a Milano

Veniamo a Milano, al sesto posto nella classifica delle città più in trasformazione. Da qui al 2030 addirittura 552mila residenti cambieranno abitudini: crescerà impetuosamente la bicicletta, insieme al trasporto pubblico e allo spostamento a piedi. L’uso dell’auto privata è dato in calo addirittura del 20%