Mobilità elettrica, il futuro parte da casa

Un insieme di incentivi per la riqualificazione energetica, volti a favorire il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili: il Superbonus 110% nasce anche per dare grande impulso alla transizione ecologica del nostro Paese.

Una delle sfide contenute nel PNRR di recente pubblicazione, che contiene una serie di indicazioni per potenziare le reti, sviluppare infrastrutture per la ricarica elettrica e favorire un modello di mobilità più sostenibile. L’intento dell’agevolazione, che ha di recente introdotto anche la possibilità di ottenere gli sgravi fiscali per l’installazione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici, è infatti quello di creare un circolo virtuoso che favorisca lo sviluppo dell’e-mobility in Italia, da sempre frenato dalla ridotta disponibilità di postazioni per la ricarica.

Una ricca opportunità che anticipa un’esigenza che diventerà una richiesta standard da parte degli utenti negli anni a venire: il parco vetture elettriche circolante è oggi pari a 100mila unità, con previsioni di crescita fino a superare il mercato dei veicoli alimentati da motori a combustione interna nel 2030. E gli incentivi statali possono dare un’accelerazione importante, offrendo terreno fertile per lo sviluppo delle imprese del settore, della competitività e della sostenibilità ambientale.

Avere la colonnina di ricarica direttamente a casa propria: cosa prevede il Superbonus

Nello specifico, l’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio consente l’installazione delle colonnine di ricarica tra gli interventi trainati, ossia all’interno di un piano di ristrutturazione più ampio che preveda un intervento primario, definito trainante e a fronte di una serie di regole per le spese sostenute fino al 30.6.2022.

Le ultime modifiche al decreto hanno stabilito nuovi tetti di rimborsabilità: 2.000 euro per edifici unifamiliari/unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti e dispongano di accessi autonomi dall’esterno; 1.500 euro per edifici plurifamiliari/condomini che installino un numero massimo di 8 colonnine; 1.200 euro per edifici plurifamiliari/condomini che installino un numero superiore a 8 colonnine.

Quali soluzioni offre il mercato e quali sono i prodotti italiani?

ARERA nelle scorse settimane ha censito e testato i 225 modelli di dispositivi di ricarica per le auto elettriche, con potenze dai 2 kW ai 350 kW, prodotti da 24 aziende. Due le proposte tutte italiane: quella di Enel X e Prism BASIC della start up padovana Silla Industries. Prism è una versione semplificata del prodotto di punta Prism Solar.

Consente un upgrade al top di gamma con il semplice cambio del frontalino, per agevolare la massima flessibilità in base in base alle mutate esigenze di residenti, proprietari di immobili e gestori di colonnine di ricariche. Per sostenere lo sviluppo della mobilità elettrica, offrendo adeguato supporto al consumatore, Silla Industries si è impegnata anche per costruire la prima rete di installatori certificati in tutta Italia. Un segno importante di quanto l’Italia stia puntando davvero sul futuro elettrico.