Kantar: 4 trend per la mobilità del futuro

Connected, Autonomous, Shared, Electric. È il cosiddetto “effetto” C.A.S.E. a definire la mobilità del futuro: quattro trend che vedono l’Italia e il resto d’Europa a buon punto, benché ancora dietro la Cina.

6 italiani su 10 apprezzano l’elettrico

A esprimersi così è Andrea Galimberti, Head of Mobility in Kantar, Insights Division, nel corso dell’evento AutoteQ 5G a Torino. Un’occasione per fare il punto sulla percezione dei “driver” circa l’evoluzione della mobilità. In Italia c’è grande apertura: il dato più alto riguarda l’elettrico e vede un buon 67% del campione apprezzarne i vantaggi, contro il 53% della media UE e il 29% in USA e Canada. Più avanti però la Cina, dove il 79% degli intervistati si rivela un fan dell’eMobility.

Kantar C.A.S.E

L’IoT piace più di guida autonoma e sharing

Apprezzati anche i vantaggi, per così dire, “connected”: è così per il 60% del campione in Italia, contro il 53% della media europea e il 51% americano. E la Cina è ancora in testa, con il 75% di intervistati fan della tecnologia connessa per i veicoli. Piace meno invece la guida autonoma: solo un 45% del panel italiano si dimostra sensibile a questa innovazione. Appena il 36% in UE e il 24% in USA e Canada, ma ancora il 75% nel Paese del Dragone. C’è ancora molto da fare poi anche sul fronte della sharing economy: un mix di servizi sì molto diffusi in Italia ma apprezzati solo dal 35% del campione (il 68% in Cina, il 21% in UE e l’8% in USA e Canada).

Kantar Mobility trust

Automotive e big data

Apprezzate o meno, le soluzioni per la mobilità del futuro aprono spazio comunque a un'altra grande opportunità per l’automotive. Perché tanto hi-tech a bordo del veicolo significa anche una vasta mole di dati. I mezzi connessi diventeranno dei ricchi “data center”, spiega Galimberti. E le case automobilistiche possono sfruttarli a loro vantaggio per mettere a punto soluzioni a misura di ogni cliente. Del resto, rivela Kantar, il “driver” si fida più dei brand dell’automotive, che dei marchi dell’hi-tech (37% vs 18% in termini di livello di fiducia).