Nel 2023, in Europa, le auto elettriche hanno rappresentato il 15,7% di tutte le vendite. Parliamo di un totale di 2.011.209 unità immatricolate. Le vendite dei modelli BEV vanno quasi a eguagliare quelle delle vetture diesel (2.049.157). Nel nostro Paese, invece, l’aumento dei prezzi e le incertezze sulla fonte di alimentazione rallentano l’acquisto di veicoli.
Vediamo il quadro complessivo: stando ai dati UNRAE - Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, nel 2023 le immatricolazioni di auto in Italia sono cresciute del 10% sul 2022, superando i 1,5 milioni di unità, ma i numeri restano distanti dal picco degli 1,9 milioni registrato nel 2019.
Il 4,2% delle immatricolazioni ha riguardato auto elettriche, cresciute dello 0,5% rispetto al 2022: parliamo di 66.300 nuovi mezzi, che portano a 220mila il numero complessivo degli EV italiani. Più numerose le ibride plug-in, che sono oggi 242mila, a fronte di un calo dello 0,7% che ne arresta la quota al 4,4%.
Complessivamente, le due categorie rappresentando appena l’1,1% del parco circolante nazionale. Nel nostro Paese, il 2023 è stato infatti dominato dalla vendita di auto ibride (36,1%), che hanno superato sia l’alimentazione a benzina (28,6%) sia il diesel (17,5%).
Bene gli incentivi, ma non bastano
Pur giudicando positivamente gli eco-incentivi, oltre 6 italiani su 10 li ritengono insufficienti a stimolare l’acquisto di una vettura meno inquinante. I prezzi, in costante crescita, restano ancora troppo alti e costituiscono il principale ostacolo alla diffusione dei nuovi modelli.
Lo spunto emerge da una instant survey condotta dalla società di consulenza strategica Areté a fine giugno, all’indomani dell’entrata in vigore degli incentivi, a tre anni di distanza da un’analisi analoga che nell’ottobre 2021 aveva indicato un apprezzamento molto maggiore (il numero di chi allora riteneva gli incentivi insufficienti era inferiore a quella odierna di ben 15 punti percentuali).
Oggi gli italiani paiono temporeggiare: il 58% degli intervistati resta in attesa di incentivi più elevati o di modelli con prezzi più accessibili per cambiare la propria auto con una nuova.
Ibride sul podio
Sul fonte delle alimentazioni, i numeri confermano alcuni dei trend in atto nel mercato: metà della popolazione desidera acquistare un’ibrida (nelle sue diverse forme), il 30% è convinto di restare alla guida di un’auto endotermica, il 20% si dice pronto a passare all’elettrico. L’ibrido vince per ragioni ambientali ed economiche: il prezzo, inferiore rispetto a quello dell’elettrico, è citato dal 25% del campione.
«La nostra survey, condotta pochi giorni dopo l’entrata in vigore dei nuovi incentivi mostra un mercato in cui la propensione all’acquisto di auto nel breve termine (entro 3 mesi) è diminuita rispetto a tre anni fa: dal 12% del 2021 al 7% attuale. Nonostante la chiarezza delle modalità di accesso ai nuovi benefici, gli italiani li reputano non sufficienti a stimolare la domanda di auto elettrificate, ancora troppo care per una diffusione di massa. L’alternativa valida resta così l’ibrido, full o mild, in quanto, a costi più accessibili di elettrico e plug-in, consente di ridurre le emissioni connesse alla mobilità privata», osserva Massimo Ghenzer, Presidente di Areté.
La nuova geopolitica dell’auto
Completa il quadro il fattore geopolitico, che avrà un peso sempre maggiore: nel 2019, il 42% delle auto vendute in Cina apparteneva a marchi europei, a fronte del 27% di brand locali; nel 2023, la situazione appare ribaltata, con i marchi europei scesi al 32% e i marchi locali saliti al 43%.
I marchi cinesi si sono affacciati sul mercato globale e cominciano ad approdare anche in Europa, tanto che le previsioni al 2030 per il Vecchio Continente assegnano loro una quota pari almeno al 7%.
Mobilità green, il ruolo virtuoso del noleggio
In Italia il noleggio continua a marciare spedito, avvicinando il nostro Paese ai numeri dei più avanzati partner europei. Secondo lo studio annuale condotto da ANIASA in collaborazione con Bain & Company, nel 2023 il giro d’affari del comparto ha toccato i 14 miliardi di euro, per una flotta di 1,3 milioni di veicoli in circolazione. Record le immatricolazioni (oltre 525mila unità, circa il 30% dell’intero mercato italiano) e in aumento la quota di veicoli green; il 33% delle nuove immatricolazioni elettriche e il 53% delle ibride plug-in italiane sono a noleggio.
Nello specifico, cresce il noleggio a breve termine (+18% nel 2023), ma soprattutto quello a lungo termine, che ha superato i 10,6 miliardi di euro di fatturato complessivo, mentre cresce la durata di utilizzo delle vetture in sharing.
«Nel nostro Paese prosegue la transizione da un modello ancorato alla proprietà dell’auto a formule basate sull’uso. I dati fotografano con chiarezza come sempre più italiani, complice l’incertezza relativa all’alimentazione da scegliere e le limitate capacità di spesa a fronte di listini in continuo aumento, preferiscano prendere una vettura a noleggio, anziché acquistarla. Una scelta che consente agli automobilisti di scaricare il rischio tecnologico del veicolo sugli operatori di noleggio e di accedere a vetture green altrimenti difficili da comprare», commenta il Presidente ANIASA, Alberto Viano.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di settembre 2024 di Energia&Mercato