Aziende, protagoniste della nuova mobilità

«Le città intelligenti utilizzano le nuove tecnologie per migliorare la qualità della vita delle persone e soddisfare le esigenze di cittadini, imprese e istituzioni. È la definizione di smart city che si legge su Wikipedia: un’ottima definizione, che identifica nella tecnologia il mezzo per migliorare la qualità della vita delle persone. Molto più difficile calare la definizione nel concreto: in genere immaginiamo la smart city come una città ordinata, sicura, innovativa. Una città ideale, che non trova facile riscontro nel mondo in cui viviamo». Chi parla è Stefano Porro, Head of Future Mobility di Pirelli, che ci offre l’opportunità di osservare l’universo smart city dal punto di vista di una grande azienda del settore automotive.

Qual è il ruolo della mobilità nello sviluppo delle città del futuro?

Esistono varie classifiche delle città più smart al mondo, ognuna stilata secondo diversi parametri. Nessuna, tuttavia, può prescindere dalla qualità delle infrastrutture, sia tradizionali che digitali, e tutte mostrano un’attenzione particolare per la mobilità oltre che per la capacità di garantire l’accesso ai servizi urbani in modo sicuro, efficiente e a basso impatto ambientale. I modelli innovativi di mobilità non si traducono solo in una migliore gestione della viabilità, ma innescano benefici in termini di sostenibilità per la comunità intera. E anche le aziende, prime tra tutte quelle del settore automotive, sono chiamate a farsi promotrici dei nuovi modelli di mobilità.

Quali sono le trasformazioni in atto e quali le discontinuità innescate dalla pandemia?

Ben prima che l’emergenza Covid rivoluzionasse le nostre abitudini, la mobilità attraversava una fase di profonda trasformazione. Elettrificazione, sviluppo di mezzi a guida autonoma, incremento della micromobilità e di percorsi di fruizione multimodali: sono alcuni dei trend che alla vigilia della pandemia promettevano di ridisegnare nel medio periodo la fisionomia della mobilità. Il settore dell’automotive è toccato direttamente, insieme ad altri a vario titolo coinvolti nel cambiamento, tra cui quello energetico. Se per molti aspetti l’emergenza Covid ha accelerato una transizione già in atto, per altri versi ha agito da freno: da un lato, riducendo drasticamente gli spostamenti per effetto del lavoro a distanza, dall’altro inducendo una fuga dal trasporto pubblico legata al timore del contagio, alimentando un maggior ricorso ai mezzi privati e portando alla ribalta bici e monopattini come opzioni alternative all’auto.

Quale ruolo e quali opportunità si profilano per le aziende?

Il cambiamento provocato dall’emergenza è probabilmente destinato a sopravvivere al momento di crisi e a diventare un elemento caratteristico del cosiddetto “new normal”. Assegnando alle aziende un ruolo sempre più importante nella gestione della mobilità, sia per quanto riguarda la domanda stessa di mobilità, sia per la definizione di modalità innovative di spostamento. Abbiamo l’opportunità di diventare hub di mobilità sostenibile, coinvolgendo non solo i dipendenti ma anche i loro familiari, con un impatto positivo sui quartieri e sulle comunità in cui si trovano. Pirelli, poi, è una società automotive: siamo doppiamente consapevoli del nostro ruolo nella transizione verso la mobilità sostenibile, cioè verso una mobilità sicura, pulita ed efficiente.

 

MEZZI LEGGERI, SERVIZI SUL TERRITORIO, DIALOGO CON LE ISTITUZIONI: LA NUOVA MOBILITÀ DI PIRELLI

Nell’ambito nuova mobilità, Pirelli investe sia sul fronte dello sviluppo di prodotto, con l’attivazione delle business unit Velo e Micromobility, sia su quello dell’organizzazione interna, con iniziative che si estendono al territorio circostante e riguardano la gestione della mobilità dei dipendenti, a cui sono dedicati servizi per gli spostamenti casa-lavoro. Nel 2019 è stata condotta una survey sulla nuova mobilità, punto di inizio della trasformazione interna nel segno della smart mobility. Il sondaggio ha rilevato l’interesse crescente dei dipendenti verso servizi di ciclabilità, privilegiati rispetto allo sharing e ai mezzi pubblici per ovvie motivazioni legate alla pandemia. L’emergenza sanitaria è stata anche l’occasione per intensificare il dialogo con le istituzioni comunali: insieme agli altri Mobility manager della zona Bicocca, è stata proposta una serie interventi infrastrutturali al comune di Milano e dei comuni limitrofi, da Sesto a Monza a Cinisello, tra cui la zona 30 per il quartiere Bicocca e la superciclabile Milano-Monza. Inoltre, è stata allestito Cycl_E around, un servizio di bike sharing aziendale con biciclette elettriche prenotabili tramite app da usare per il percorso casa-lavoro. Una prima fase pilota si è chiusa a luglio, una seconda è partita a ottobre per entrare a regime nel 2021 offendo il servizio anche ad altre aziende.

 

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2020 di Energia&Mercato