Powy, operatore della rete indipendente di infrastrutture di ricarica pubblica per veicoli elettrici, e WaveLAB, startup deep-tech che lavora su tecnologie Edge AI per le smart city, hanno avviato un progetto per lo sviluppo di tecnologie per la gestione delle stazioni di ricarica. Tra le priorità condivise dai partner rilevano il contrasto ai parcheggi abusivi negli stalli di ricarica e il miglioramento della gestione delle infrastrutture.
Per quanto concerne il contrasto ai parcheggi abusivi, la soluzione prospettata è l'integrazione tra il sistema di gestione Powy e la tecnologia di riconoscimento e controllo di WaveLAB. I sensori collegati alla rete di ricarica possono infatti rilevare l'avvicinamento dei veicoli, verificare se sono autorizzati alla ricarica e monitorare lo stato di ricarica. In caso di veicolo non abilitato, un dissuasore automatico blocca l'accesso allo stallo.
Per quanto invece riguarda il secondo obiettivo, l'integrazione tra i sistemi delle due aziende permette di ottimizzare i posti disponibili, predisporre sistemi di prenotazione automatica e implementare la gestione predittiva dei flussi di ricarica. Le nuove tecnologie saranno oggetto di test a Bolzano per valutarne l'eventuale implementazione nelle stazioni Powy presenti sul territorio italiano.
«Con WaveLAB stiamo costruendo un laboratorio di innovazione che trasforma la gestione delle stazioni di ricarica da reattiva a proattiva. È un approccio che aumenta l'efficienza operativa, valorizza le nostre infrastrutture, ma soprattutto - spiega Federico Fea, CEO di Powy - migliora concretamente l'esperienza degli utenti e favorisce una maggiore propensione verso la mobilità elettrica».
«L'infrastruttura di ricarica – afferma Marco Mazzoleni, CEO di WaveLAB - non è più solo hardware che eroga energia: è una piattaforma digitale che deve generare valore per operatori, città e utenti. Con Powy stiamo dimostrando che un approccio aperto e interoperabile può trasformare ogni colonnina in un nodo intelligente, senza sostituire nulla. Il futuro della mobilità elettrica si costruisce insieme, non in silos isolati».