Ford Trucks International, Ford Trucks Italia, Ecomotive Solutions, Politecnico di Milano, LC3 Trasporti, SFBM e Greenture hanno avviato il progetto H-Dual, una soluzione dual-fuel basata sull'integrazione di diesel (HVO) con idrogeno o idrobiometano applicata al trasporto pesante. L'obiettivo è sviluppare e testare un sistema di adattamento a idrogeno su un veicolo pesante esistente, con l'intenzione di arrivare a una commercializzazione su larga scala. Il veicolo scelto per la sperimentazione è un Ford F-Max L, già equipaggiato con il sistema H-Dual ed esposto presso l'area prove della manifestazione.
A regime, il sistema prevede che l'idrogeno copra almeno il 30% del mix di combustione, con la possibilità di testare successivamente miscele H2NG, ovvero idrogeno combinato con biometano. Il progetto include anche la raccolta dati dalla stazione di rifornimento di idrogeno di Arquata Scrivia, in provincia di Alessandria, con l'obiettivo di pianificare una rete di rifornimento distribuita sul territorio italiano. Sul piano normativo, i partner lavoreranno all'omologazione della tecnologia H-Dual.
Secondo le simulazioni condotte dal gruppo di ricerca del Politecnico di Milano, il sistema consentirebbe una riduzione delle emissioni di CO2 fino al 30% rispetto a un motore diesel convenzionale, senza modifiche sostanziali al sistema di combustione originale.
«Questa partnership – afferma Michele Ambrogi, Direttore Commerciale di LC3 Trasporti – rappresenta un nuovo punto di svolta per la nostra azienda. La decarbonizzazione energetica è una sfida che affrontiamo con determinazione sulle nostre strade quotidiane. L'introduzione del veicolo di prova in condizioni reali dimostra che la collaborazione lungo l'intera filiera è l'unico vero motore del cambiamento. Il tempo delle attese è finito: servono opzioni flessibili, percorribili e capaci di abbattere le emissioni, e il progetto Dual-Fuel risponde esattamente a questa esigenza concreta».
«Per Ford Trucks Italia – prosegue Nicola Russo, Amministratore Delegato di Ford Trucks Italia – è motivo di grande soddisfazione contribuire a questo progetto, che rappresenta un passo concreto verso la trasformazione sostenibile del trasporto pesante. Con la fornitura del veicolo e il nostro know-how tecnico, supportiamo lo sviluppo di Dual-Fuel, una soluzione pragmatica e subito applicabile che valorizza i mezzi esistenti e accelera la riduzione delle emissioni. In linea con la visione di Ford Trucks, lavoriamo ogni giorno per offrire ai nostri clienti soluzioni concrete e accessibili, accompagnandoli nel percorso verso un trasporto più sostenibile».
«Ecomotive Solutions – dichiara Giovanni Deregibus, Amministratore di Ecomotive Solutions – ha sempre creduto nello sviluppo di sistemi di alimentazione flessibile per motori endotermici. La tecnologia Diesel Dual Fuel nasce in azienda nel 2009, con l'obiettivo di introdurre GPL e metano nel settore del trasporto pesante, offrendo ai veicoli circolanti e di nuova immatricolazione un'opportunità concreta di accesso ai combustibili alternativi. Nel tempo, questo percorso si è evoluto dal biometano gassoso (BioCNG) a quello liquefatto (BioLNG), fino ad arrivare all'idrogeno. In questo contesto si inserisce, insieme ai partner del progetto H-Dual, la sperimentazione su strada di un truck Ford equipaggiato con tecnologia Ecomotive Solutions, con l'obiettivo di rendere l'idrogeno immediatamente impiegabile, anche in miscela con il biometano, sui veicoli diesel professionali circolanti. Si tratta di una direttrice strategica per accompagnare la decarbonizzazione del trasporto pesante verso soluzioni a minore impatto ambientale, attraverso un approccio progressivo ed economicamente sostenibile».
«La Sfbm – aggiunge il Prof. Marco Mele, Amministratore Unico di SFBM – ha aderito con entusiasmo al progetto che mira ad offrire un'opzione concreta e percorribile per la decarbonizzazione del settore del trasporto pesante. Riteniamo necessario proporre una alternativa valida, immediatamente realizzabile, più performante e meno dispendiosa rispetto all'elettrico che, soprattutto nel caso dei mezzi pesanti, presenta notevoli criticità. La Sfbm, in quanto società di Stato, ha il dovere di partecipare al percorso di transizione ecologica, lavorando, per quanto di propria competenza, nell'interesse del cittadino e dell'ambiente, operando nel concreto e lasciando da parte le ideologie che, finora, si sono rivelate inefficaci».
«L'utilizzo di modelli di simulazione avanzata sviluppati dal nostro gruppo di ricerca – conclude Tommaso Lucchini, professore di Motori a Combustione Interna, Politecnico di Milano – ha permesso di valutare i potenziali vantaggi della combustione H-Dual, che garantisce una riduzione delle emissioni di CO2 fino al 30% mantenendo pressoché inalterato sia il sistema di combustione originale che le emissioni inquinanti. Le prossime indagini mireranno ad individuare strategie di combustione innovative che possano, al tempo stesso, incrementare l'efficienza riducendo al tempo stesso le emissioni».