Il primo treno d’Italia alimentato a idrogeno e prodotto negli stabilimenti Alstom italiani che viaggerà sulla linea non elettrificata Brescia-Iseo-Edolo di Ferrovienord su cui il servizio è gestito da Trenord, nell’ambito del progetto H2iseO, è partito questa mattina dal sito di Savigliano alla volta di Salzigitter, in Germania.
L'azienda di trasporto lombarda ha ordinato il treno nel 2020 per sostituire gli attuali convogli ad alimentazione diesel: l'entrata in servizio è prevista nel corso del 2024.
La fase di test
Diversa da quella ufficiale, la livrea di questo treno è stata appositamente creata per identificare l’importante avvio della fase di test a cui il treno sarà sottoposto nelle prossime settimane. Nello stabilimento Alstom di Salzigitter verranno eseguiti i primi test statici con l'idrogeno e i test dinamici a bassa velocità.
Il Coradia Stream H tornerà poi in Italia per gli ultimi test dinamici lungo la linea ferroviaria della Valcamonica.
Il progetto e le tappe
Il progetto, sviluppato grazie ai finanziamenti IPCEI della
A luglio 2013, la prima power car dei nuovi treni regionali Coradia Stream a idrogeno aveva lasciato lo stabilimento Alstom di Vado Ligure, in provincia di Savona, per raggiungere il sito produttivo piemontese di Savigliano, dove è stata assemblata con le carrozze passeggeri.
La tecnologia del treno a idrogeno
La tecnologia fuel cell della motrice Alstom genera energia elettrica attraverso una reazione chimica che combina l’idrogeno immagazzinato nei serbatoi e l’ossigeno dell’aria esterna, alimentando il motore di trazione in fase di accelerazione, le batterie e le apparecchiature di bordo emettendo solo acqua e vapore.
«Il rifornimento veloce, la lunga autonomia di percorrenza e l’assenza di emissioni di CO2 nell’atmosfera, faranno dei nuovi treni ad idrogeno di Alstom e FNM la finestra aperta sul futuro della mobilità pulita e sostenibile» sottolinea il gruppo francese in una nota pubblicata su LinkedIn.
«Il Consiglio di Amministrazione di FNM – si legge nel sito dell’azienda – ha deliberato l’acquisto di 6 elettrotreni alimentati a idrogeno, con l’opzione per la fornitura di altri 8. L’investimento è stato preliminarmente stimato in oltre 160 milioni di euro. I primi di questi convogli, prodotti da Alstom, saranno consegnati entro il 2023 e saranno affidati, tramite locazione, a Trenord. I vecchi convogli diesel che saranno inizialmente sostituiti sono in servizio dai primi anni Novanta».
Alstom è attualmente il solo produttore di materiale rotabile ad aver realizzato e messo in servizio commerciale treni passeggeri di questo tipo, con i convogli Coradia I-Lint già in servizio in alcune aree della Germania.
Il nuovo convoglio a idrogeno è ispirato al Donizetti 4 casse, con 250-300 posti a sedere, attualmente già in servizio in versione a trazione elettrica sulle tratte gestite da Trenord.
Per le opere infrastrutturali connesse all’attivazione dei nuovi treni a idrogeno, Regione Lombardia ha investito 29 milioni di euro.
Il progetto H2iseO
Il varo dei treni a idrogeno si inserisce nel progetto H2iseO, un programma innovativo per lo sviluppo di una Hydrogen Valley in Valcamonica che prenderà le mosse dall’utilizzo dell’idrogeno nel trasporto pubblico locale.
Il progetto prevede la sostituzione dell’intera flotta diesel oggi circolante con la messa in servizio di 14 nuovi treni a idrogeno, di cui gli ultimi 8 diverranno operativi entro il primo semestre 2026.
Saranno realizzati 3 impianti di produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno rinnovabile senza emissioni di CO2.
La conversione a idrogeno della filiera di mobilità in Valcamonica si completa con la messa in esercizio di 40 autobus a idrogeno in sostituzione dell’intera flotta oggi utilizzata da FNM Autoservizi.
«L’investimento complessivo è stimato al momento in 392,4 milioni di euro e tiene conto degli aggiornamenti dei prezzi e delle progettazioni. L’investimento ferroviario si attesta a 362,4 milioni di euro (177,6 milioni di euro per gli impianti e 184,8 milioni di euro per i treni), di cui 177,3 milioni di euro finanziati con contributi provenienti da Regione Lombardia (80,1 milioni di euro) e PNRR (97,2 milioni di euro), e 70,8 milioni di euro relativi al primo lotto di 6 treni finanziati con fondi propri di FNM. I rimanenti 114,3 milioni di euro stimati per l’acquisto del secondo lotto di treni potranno essere finanziati con risorse pubbliche addizionali, o in alternativa con fondi propri. L’investimento per la sostituzione degli autobus è stimato in 30 milioni di euro», si legge nel comunicato diffuso da FNM lo scorso 30 giugno.