Piccole auto elettriche da 25mila euro: così l’Europa potrebbe competere con la Cina

Utilitarie elettriche europee

Negli ultimi anni, le grandi case automobilistiche europee hanno abbandonato la produzione delle piccole utilitarie economiche, dirottando la produzione su vetture più grandi e costose, in grado di assicurare profitti cresciuti più dell’inflazione.

Un risultato ottenuto dando priorità alle vendite di SUV, una tipologia di auto che nel 2010 rappresentava il 9% del parco circolante in Europa e che oggi costituisce il 53% delle vendite nel Vecchio Continente. In particolare, nel 2022 i SUV hanno coperto il 51% del mercato dell’elettrico, malgrado i consumi più alti e il maggior impiego di materie prime rispetto alle motorizzazioni inferiori.

Una leva competitiva per l’automotive europeo

Eppure, a fronte di un mercato globale in cui l’ingresso dei produttori cinesi promette effetti dirompenti, le case automobilistiche europee potrebbero continuare a essere competitive e realizzare profitti producendo veicoli elettrici “made in Europe” di piccole dimensioni e con un prezzo fissato a 25mila euro.

Il dato emerge da uno studio promosso dall’organizzazione ambientalista Transport & Environment basato sull’analisi della società di consulenza Syndex, che mostra come il calo dei costi di produzione e dei prezzi delle batterie possano rendere possibile l’elettrificazione del mercato di massa con veicoli del segmento B entro il 2025.

La disponibilità di veicoli elettrici più piccoli ed economici, sottolinea lo studio, potrebbe essere decisiva per l’adozione di auto elettriche di produzione europea, un elemento cruciale nel contesto della sfida con le aziende cinesi che stanno penetrando in Europa.

Profitti al 4% entro il 2025

Secondo lo scenario rappresentato dal rapporto, entro il 2025 i produttori europei potrebbero ottenere margini di profitto pari al 4% su veicoli elettrici di piccole dimensioni prodotti in Europa. In questo scenario, infatti, i costi delle batterie scenderebbero a 100 dollari per kWh, in linea con le previsioni di BloombergNEF e di altri enti.

Il rapporto tiene conto di altre riduzioni dei costi diretti, mantenendo allo stesso tempo le aspettative generali del settore sui costi indiretti e sui margini. Il veicolo di segmento B avrebbe una batteria LFP da 40 kWh e un'autonomia di 250-300 km.

Elettrico, il prezzo è la barriera all’acquisto

«Sondaggio dopo sondaggio, è emerso che i prezzi sono una delle principali barriere che impediscono agli automobilisti di passare all'elettrico. Un veicolo BEV di piccole dimensioni da 25mila euro potrà cambiare le carte in tavola e favorire l'adozione delle auto elettriche da parte del grande pubblico. Portare questi modelli sul mercato rapidamente e in quantità sarà fondamentale per i produttori europei che vogliono competere con i rivali cinesi che stanno già percorrendo questa strada offrendo piccole auto elettriche a basso costo», commenta Carlo Tritto, Policy Officer di T&E Italia.

+11% di acquirenti se l’auto costa 25mila euro

Secondo un nuovo sondaggio di YouGov per T&E, l’arrivo di auto elettriche più economiche e di piccole dimensioni accelererebbe la diffusione delle auto a zero emissioni in Europa. Oltre un quarto (27%) dei potenziali acquirenti di nuove auto in Italia intende già comprare un'auto elettrica il prossimo anno.

Ma quando viene offerta l'opzione di una piccola auto elettrica da 25mila euro, la percentuale di nuovi acquirenti disposti ad acquistare un modello elettrico a batteria sale al 38%. In questo scenario si arriverebbe a vendere 136mila veicoli elettrici in più all'anno in Italia, sostituendo con i nuovi veicoli gli inquinanti equivalenti a combustione.

Servono politiche per indirizzare la svolta

Secondo T&E, i legislatori devono creare le condizioni affinché le aziende automobilistiche diano priorità alle piccole auto elettriche, che hanno un impatto minore sull'ambiente, sono più accessibili per le famiglie a basso reddito e garantiscono la competitività dell'industria automobilistica europea.

T&E auspica una strategia congiunta che preveda norme sull'efficienza dei veicoli elettrici a livello europeo, tasse e sovvenzioni che penalizzino i veicoli più pesanti a livello nazionale e tariffe di parcheggio più elevate per i SUV a livello locale.

«Sempre più cittadini compreranno l’elettrico se modelli più piccoli e accessibili saranno disponibili. Ma, a differenza di come è storicamente stato in Italia, in questo momento le case automobilistiche sono felici di spingere il mercato dei grandi SUV per fare profitto, anche se si tratta di veicoli sovradimensionati e troppo costosi per molte famiglie a basso reddito. Sarebbe il caso che i legislatori intervengano con politiche coerenti capaci di favorire la diffusione di veicoli elettrici più piccoli, efficienti e accessibili a tutti», conclude Carlo Tritto.