Entro il 2025 un impianto elettrico su due sarà digitale. E ridurrà i costi e le emissioni di CO2. Sono le previsioni di un recente studio di Capgemini, che ha analizzato a livello globale il rapporto tra gli investimenti nell’innovazione e il miglioramento dell’efficienza nel campo energetico.
Il futuro degli impianti: uno su due è digitale
I numeri parlano chiaro. Se le aziende attive nel settore dell’utility continueranno a investire nelle nuove tecnologie come hanno fatto negli ultimi cinque anni, ossia 330 milioni di dollari di media, la metà degli impianti sarà completamente digitalizzata entro il 2025: è l’opinione del 19% dei manager intervistati. Si possono così ridurre i costi almeno del 27%, mentre ogni singolo stabilimento farà risparmiare circa 21 milioni di dollari l’anno. Oltre a contenere le emissioni di carbonio di circa il 4,7%: investendo nel digitale si può inoltre puntare sulle fonti di energia rinnovabile.
Verso l’energia eco-friendly
Capgemini stima 625 milioni di tonnellate di emissioni di carbonio in meno negli impianti digital entro il 2025. E i vantaggi per l’ambiente sono diversi: 28,6 milioni di alberi in più e 133 milioni di auto in meno in tutto il mondo. Le aziende ancora impreparate devono quindi correre e accelerare sugli investimenti. Un’azienda poco esperta nell’area digitale registra in genere il 33% di produttività in meno rispetto a quanto otterrebbe grazie alla digitalizzazione.
Il ritardo delle imprese
La strada verso una completa digitalizzazione degli impianti è però ancora lunga. Solo l’8% delle imprese del settore è al momento preparato dal punto di vista digitale e le prospettive per i prossimi 5 anni non sono tanto più rosee: soltanto il 19% degli impianti riuscirà a trasformarsi totalmente.