Dopo aver chiuso il 2022 con una crescita a tre cifre e un fatturato sopra il miliardo di euro, MET Energia Italia punta a posizionarsi tra i primi 10 operatori nazionali nella vendita di gas e tra i primi 20 del settore elettrico.
Portando gli attuali 21mila clienti alla cifra più che doppia di 50mila entro il 2025, raggiungendo la soglia del miliardo di metri cubi di gas venduti e i 3 TW di energia elettrica, con un mix che vede la produzione da fonti rinnovabili in forte crescita.
Trading, vendita e sviluppo di asset
Ma partiamo dall’inizio. MET Group è una multinazionale attiva nel settore energetico dal 2007, presente in 14 paesi europei e attiva su 30 mercati nazionali e presso 22 hub commerciali internazionali. Il gruppo, che nel 2022 ha superato i 41,5 miliardi di euro di fatturato, opera in tre settori: nel trading di commodity, con volumi importanti sia nel gas sia nel mercato elettrico, nella vendita al cliente finale e nello sviluppo e gestione di asset, sia nel campo delle rinnovabili sia nel segmento dei cicli combinati a gas.
Un competence center per le rinnovabili
«La divisione Europe Sales del Gruppo, dopo aver consolidato la propria presenza nei Balcani e nell’Est Europa, negli ultimi anni ha intrapreso una forte espansione in Europa occidentale, partendo da Spagna, Germania, Francia e Italia». Chi parla è Giuseppe Rebuzzini, CEO di MET Energia Italia, a capo della struttura attiva nel nostro Paese dal 2017. «Il team italiano è composto da una trentina di persone ed è in continua crescita: entro la fine dell’anno sono previste diverse nuove assunzioni e proprio a Milano, nei nostri uffici, il gruppo sta creando un competence center di portata europea per lo sviluppo di asset rinnovabili, che farà capo alla holding. Abbiamo già 7 persone operative in quest’ambito ed entro fine anno ne arriveranno altre 15».
Grandi clienti industriali
MET Energia Italia vende gas ed energia elettrica a circa 21mila clienti finali, che coprono tutti i segmenti, dai grandi gruppi industriali alle Pmi ai clienti residenziali.
Spiega Rebuzzini: «Dal punto di vista numerico, i grandi clienti sono la minoranza, ma coprono la quasi totalità dei volumi: nel settore gas, il 93% dei 600 milioni di metri cubi che abbiamo venduto nel 2022. Nell’elettrico, i clienti di grossa taglia totalizzano la metà dei volumi. A tendere, il loro peso dovrà ridursi, attestandosi entro il 45% nel settore elettrico e intorno al 75% in ambito gas».
Energy solutions per il residenziale
Da qualche tempo, l’azienda ha aperto le porte anche al business delle energy solutions, offrendo ai propri clienti offerte accessorie alla fornitura di commodity.
«Abbiamo iniziato vendendo wallbox per la ricarica di veicoli elettrici e ora ci stiamo concentrando sul fotovoltaico, con una strategia chiara: impianti su tetto con moduli standard dai 3 ai 6 KW, con o senza accumulo, prevalentemente destinati ai clienti residenziali e alle piccole imprese, senza escludere progetti di portata maggiore, per i quali abbiamo le competenze tecniche e organizzative», sottolinea Rebuzzini.
Per l’azienda, infatti, il fotovoltaico su tetto, sia residenziale sia aziendale, è la vera chiave per la transizione energetica.
Ritorno al prezzo fisso
Le Pmi costituiscono una parte rilevante del business e qualche migliaio di clienti residenziali completano il bouquet di un’offerta che non punta solo sui volumi ma sull’affidabilità e su una presenza consolidata in vari ambiti di mercato.
«In un periodo di estrema instabilità e con un livello di volatilità dei prezzi inimmaginabile nell’era precrisi, la possibilità di sfruttare la relazione gas to power e produrre energia elettrica ottimizzando le nostre posizioni su entrambe le commodity è un elemento di grande sicurezza. Un elemento che ci consente di contribuire alla stabilità del sistema elettrico e che da febbraio ci ha permesso di tornare a garantire ai nostri clienti tariffe a prezzo fisso, nell’ambito di condizioni contrattuali predefinite che i nostri clienti sono abituati a rispettare», conclude Rebuzzini.
Un mix bilanciato di gas e rinnovabili
Lo sviluppo di asset segue una strategia di crescita bilanciata. Se le centrali termoelettriche alimentate a gas, che l’azienda identifica come “flexibility asset”, restano indispensabili per il dispacciamento e per l’equilibrio delle reti, lo sviluppo delle Fer è indispensabile per la transizione energetica e un business rilevante per MET Group, dei cui investimenti assorbe una quota consistente.
La strategia della holding punta sulla diversificazione, sia a livello geografico sia a livello di fonte, con l’obiettivo di raggiungere i 2 GW di impianti operativi entro il 2026.
«Abbiamo impianti sviluppati in Ungheria e Bulgaria, questi ultimi in parte acquisiti da Enel. In Italia sono in fase di sviluppo 200 MW fotovoltaico, che dovrebbero essere pronti per l’inizio del 2025, come i 250 MW in via di realizzazione in Spagna. Ma stiamo valutando altre ipotesi, tra cui parchi eolici in Serbia e Polonia», afferma il CEO di MET Energia Italia Giuseppe Rebuzzini.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di giugno 2023 di Energia&Mercato