Decreto Bollette 2026: impatto sulle imprese, risparmi attesi e prospettive

Decreto Bollette 2026: impatto sulle imprese
Avv. Antonello Lops, Director, Morri Rossetti & Franzosi

Il “Decreto Bollette 2026” approvato il 18 febbraio 2026 (d.l. 20 febbraio 2026, n. 21) è stato elaborato con un duplice scopo: il primo, di breve periodo, consistente nella riduzione del costo dell’energia; il secondo, di medio-lungo periodo, rappresentato dall’intervento su alcuni meccanismi che alimentano la volatilità dei prezzi e sulla sua estensione a tutta la filiera fino ai consumatori finali, indipendentemente dalle loro dimensioni.

La riduzione della componente ASOS

Per comprendere le ragioni dell’intervento di riduzione della componente ASOS (componente della spesa per oneri sistema relativi al sostegno delle rinnovabili e della cogenerazione) è sufficiente ricordare che la sua incidenza sulla spesa complessiva in bolletta è ormai significativa. Tanto per fare un esempio, nel rapporto redatto nel 2025 dall’Osservatorio di Confcommercio sull’Energia (OCEN), emerge che le imprese del settore terziario sono incise dalla componente ASOS, mediamente, per oltre il 20% della spesa complessiva in bolletta.

A riprova di tale significatività, nello stesso Rapporto (ma il discorso può essere generalizzato a tutte le imprese) si ricorda che nel secondo e terzo trimestre 2025, quando era stata applicata una misura emergenziale di azzeramento della componente ASOS, la quota degli oneri in bolletta era scesa fino a circa il 5%, con una riduzione del 27,3% dei costi complessivi in bolletta rispetto a inizio anno.

Questo dato dimostra che la riduzione della componente ASOS è certamente una leva diretta per produrre un risparmio percepibile.

Tuttavia, non bisogna tacere la circostanza che l’attuazione di tale misura passa da (i) una rimodulazione di parte degli incentivi riconosciuti al fotovoltaico e (ii) l’introduzione di un meccanismo opzionale di uscita anticipata dal regime del Conto Energia, attraverso il quale si intende liberare risorse per destinarle, appunto, alla riduzione dell’ASOS.

Pertanto, il beneficio per le imprese in termini di riduzione dei costi non sarà immediato (con un outlook al 2028, quando saranno attesi i primi risparmi consistenti), ma dipenderà da quanti faranno la scelta dell’opt-out dal Conto Energia, oltre che dai consumi in sé, che sono una componente fondamentale per il calcolo dell’ASOS.

L’aumento IRAP nel comparto energia come copertura redistributiva

Per rendere maggiormente efficace il meccanismo di riduzione della componente ASOS sono previsti l’aumento temporaneo dell’aliquota IRAP, di due punti percentuale, per alcuni operatori del comparto energetico (si tratta principalmente delle imprese estrattive di materie prime energetiche, di imprese manifatturiere delle stesse materie prime e delle relative imprese fornitrici, individuate con specifici codici ATECO), e la destinazione del relativo gettito alla riduzione della componente ASOS per le utenze non domestiche.

La ratio di questo intervento è chiaramente redistributiva: si chiede un contributo ai settori che hanno maggiormente beneficiato delle dinamiche di prezzo degli ultimi anni per finanziare un alleggerimento dei costi per le altre categorie produttive.

Emerge tuttavia il limite della temporaneità della misura, che resterà in vigore soltanto per il triennio 2026-2028. Se l’intervento non verrà stabilizzato o sostituito da una soluzione strutturale, il rischio è che – esaurito l’effetto – l’incidenza ASOS torni ad aumentare con un inevitabile rincaro delle bollette.

Benefici “indiretti” per le imprese: meno volatilità e più strumenti di copertura

Certamente più interessanti sono le disposizioni che mirano ad abbattere i prezzi dell’energia elettrica all’ingrosso, avendo esse carattere sistemico ed essendo prevalentemente orientate a favorire gli operatori a più alto consumo energetico.

Anzitutto, è previsto il contenimento del prezzo dell’energia elettrica pagato dai consumatori finali, attraverso la riduzione dei costi sostenuti dai produttori che prelevano gas naturale per l’alimentazione degli impianti termoelettrici, che dovrebbe comportare una correlata riduzione del prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso.

Il Decreto Bollette 2026 intende raggiungere tale obiettivo agendo su due fronti: (i) il rimborso di specifici oneri gravanti sul gas naturale utilizzato per la produzione di energia elettrica, inclusi quelli sostenuti per l’acquisto di quote ETS, e (ii) la regolazione dei comportamenti di offerta nei mercati all’ingrosso di energia elettrica.

Si introduce poi un “servizio di liquidità” temporaneo, regolato da ARERA, per contenere lo spread del prezzo del gas tra PSV italiano e TTF europeo. Nello scenario “ideale”, l’allineamento dei prezzi potrebbe ridurre il prezzo dell’energia elettrica di circa 2 €/MWh e generare un risparmio complessivo di 1,6 miliardi di euro per il sistema Paese (metà sui consumi diretti di gas, metà sulle bollette elettriche). Tuttavia, la misura potrebbe trovare due limiti nella sua temporaneità e nel tetto di spesa fissato a € 200 milioni.

Il legislatore prova poi ad estendere i benefici di dette misure lungo l’intera filiera, rendendo più agevole e meno rischio l’accesso delle PMI ai PPA.

In particolare, si punta a favorire l’incontro tra domanda e offerta via adeguamento della bacheca del GSE, con sezioni dedicate ai contratti di durata minima di tre anni, anche attraverso l’aggregazione della domanda delle PMI (con l’intervento di Acquirente Unico) e la copertura dei rischi finanziari (con l’intervento di SACE).

In buona sostanza, la ratio è quella di coinvolgere le PMI nella contrattualizzazione dell’energia a lungo termine creando le condizioni per l’acquisto di energia a prezzi stabili e calmierati.

Giusta la direzione, ma la vera partita è la strutturalità

L’impianto del Decreto Bollette 2026 risulta coerente e, tutto sommato, positivo nell’alternare misure ad impatto più immediato (riduzione degli oneri in bolletta) e misure finalizzate ad incidere nel tempo (quelle riguardanti la stabilizzazione e la riduzione dei meccanismi di formazione del prezzo dell’energia).

La vera sfida sarà rendere strutturali gli sconti oggi previsti come temporanei e dare piena ed efficace attuazione agli interventi che hanno una portata strutturale, per i quali ARERA giocherà un ruolo fondamentale di attuazione e di monitoraggio.