Ecomembrane aderisce al Consorzio H2 Technology e punta sugli USA

Consorzio H2 Technology Ecomembrane
Fabio Malfarà, Direttore del Consorzio H2 Technology e Lorenzo Spedini, Ceo di Ecomembrane S.p.A.

Ecomembrane aderisce al Consorzio H2 Technology. L’iniziativa italo-statunitense guidata da Fabio Malfarà, varata a Houston nel 2022 per sostenere le aziende italiane dell’idrogeno interessate ad accedere al mercato americano, riunisce realtà imprenditoriali e commerciali in un sistema integrato di competenze lungo l’intera catena del valore.

La società lombarda Ecomembrane, basata nel Cremonese e attiva nella progettazione e realizzazione di sistemi di stoccaggio e contenimento dei gas per la produzione di energia verde, è quotata da un anno sul segmento EGM di Borsa Italiana.

Ha recentemente acquisito Ecomembrane SBS SOLAR, realtà specializzata nella produzione di inseguitori solari fotovoltaici, e collabora con il Consorzio Italiano Biogas (CIB).

«Essere parte di H2 Technology Consortium è per noi un orgoglio e motivo di ulteriore accelerazione verso lo sviluppo del business dell’idrogeno, un mercato in cui si prevedono enormi investimenti in Usa e nel mondo nei prossimi anni», afferma Lorenzo Spedini, Ceo di Ecomembrane S.p.A.

«Ringraziamo Ecomembrane partner di questa iniziativa e per avere fornito prezioso know-how ed assets per lo sviluppo del progetto H2 TECHNOLOGY Consortium, che intende rappresentare e supportare aziende italiane ed europee della filiera dell’idrogeno nell’accesso e sviluppo delle proprie attività sul mercato nordamericano.

L’obiettivo è aggiungere un primo modello concettuale di un impianto multi-Megawatt per la produzione di idrogeno, che sarà presentato ufficialmente all’Hydrogen Technology Expo North America di Houston a fine giugno. Stiamo lavorando per trovare un partner americano che possa farlo diventare una realtà a partire dal 2025.

Il concept innovativo prevede una modularità spinta in grado di soddisfare sia le esigenze delle produzioni delocalizzate a basso impatto ambientale, che le medie produzioni concentrate nei poli logistici per esigenze di trasporto», sottolinea Fabio Malfarà, Direttore del Consorzio H2 Technology.

Huston, capitale globale dell’idrogeno

Nel contesto dell’imponente transizione energetica che investe gli Stati Uniti, supportata da massicci investimenti privati e pubblici, Houston si candida a diventare il centro dell’industria globale dell’idrogeno, a un ritmo di crescita che Prescient & Strategic Intelligence stima nell’ordine del 45%, per un valore nel 2030 raggiungerà i 200 miliardi di dollari.

La capitale americana dell’industria petrolifera e del gas, infatti, ospita già 48 impianti che producono 3,6 tonnellate di idrogeno all’anno: più di un terzo della produzione statunitense, utilizzata principalmente da raffinerie e impianti industriali.

Con la concentrazione delle attività di produzione e distribuzione, la costa del Texas sarà probabilmente il centro della produzione di idrogeno degli Stati Uniti.

Stoccaggio a bassa pressione

Ecomembrane potrà giocare un ruolo anche nel campo dello stoccaggio di idrogeno: nel maggio 2023 la società ha infatti brevettato il Gasometro Pneumatico a membrane per lo stoccaggio di idrogeno gassoso a bassa pressione.

Una rivoluzione tecnologica per realizzare sistemi di stoccaggio a bassa pressione dell’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili, con una notevole riduzione di consumi energetici e di costi di gestione.

Un gasometro di questo tipo, denominato H2 MASTER, sarà realizzato dall’azienda italiana nei Paesi Bassi per conto di XINTC Electrolysers: caratterizzato da una tripla membrana, contiene un volume di 400m3 e sarà operativo entro giugno 2024.

Stoccaggio della CO2

L’azienda è impegnata anche nella ricerca di soluzioni avanzate per lo stoccaggio di anidride carbonica: nel 2022 ha realizzato CO2 MASTER, un gasometro a doppia membrana di forma cilindrica per lo stoccaggio di CO2, con un volume di 32.000m3 commissionato da Energy Dome.

L’impianto opera mediante un processo termodinamico a ciclo chiuso che impiega anidride carbonica (CO2), fungendo da sistema di stoccaggio e contribuendo in modo efficiente e a costi sostenibili alla regolazione e stabilizzazione della rete elettrica regionale.