Enel e i sindacati (Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil) hanno firmato un accordo sull'intelligenza artificiale. L'obiettivo è unire l'innovazione tecnologica con la tutela dell'occupazione. L'intesa stabilisce regole precise per integrare l'IA in azienda, promuovendo una gestione responsabile e condivisa del cambiamento nel settore dell'energia.
Questo accordo può rappresentare un modello importante per altre grandi aziende e per tutto il settore energetico.
Punti chiave dell'intesa
- La creazione di un comitato paritetico che monitorerà costantemente l'impatto della tecnologia.
- Il diritto alla formazione continua per tutto il personale, con corsi dedicati per imparare nuove competenze.
- La centralità della persona nelle decisioni aziendali, evitando che i processi vengano gestiti solo da automatismi.
- L'estensione delle norme di tutela e formazione anche ai lavoratori delle aziende in appalto.
Governance condivisa dell'informazione
L'accordo definisce regole basate sul dialogo tra azienda e sindacati. L'obiettivo principale è fare in modo che l'intelligenza artificiale aiuti la crescita professionale delle persone, non solo l'efficienza aziendale.
Grazie al nuovo Comitato bilaterale paritetico, l'azienda e i lavoratori discuteranno in anticipo ogni progetto tecnologico. Valuteranno insieme gli effetti sul lavoro, sulle competenze necessarie e sulla sicurezza degli impianti.
Le organizzazioni sindacali e le relazioni industriali vedono così rafforzato il loro ruolo nell'accompagnamento della transizione tecnologica. Il Comitato bilaterale ospiterà un confronto preventivo sui progetti relativi all'intelligenza artificiale e i sindacati verranno coinvolti anche nella valutazione degli impatti su organizzazione del lavoro, professionalità e occupazione.
Persone al centro
Un altro elemento chiave dell'accordo è la centralità della persona, anche di fronte all'innovazione tecnologico. "La trasformazione digitale", si legge in una nota di commento all'accordo, deve rappresentare "un'opportunità per tutti e non un fattore di esclusione e discriminazione, attraverso un uso responsabile e inclusivo dell'IA".
La formazione è essenziale per un cambiamento sostenibile. Ecco quindi che i lavoratori di Enel ottengono il diritto di frequentare corsi su come gestire l'intelligenza artificiale durante l'orario di lavoro.
Sono previsti percorsi di upskilling e reskilling dedicati all’IA riconosciuti un diritto delle lavoratrici e dei lavoratori per tutelare l’occupabilità di lungo periodo. I percorsi formativi finalizzati alla riqualificazione professionale non saranno computati nella formazione prevista dal CCNL.
Anche l'impatto sull'occupazione sarà oggetto di confronto preventivo con i sindacati. E, all'emergere di nuovi profili professionali legati all'evoluzione tecnologica, il loro inquadramento sarà definito attraverso appositi verbali di classificazione condivisi in sede di contrattazione.
E se l'adozione dell'AI porterà i dipendenti a essere più produttivi, allora questo incrementi dovranno essere considerati nel definire il premio di risultato. Il beneficio dell'AI diventerà così effettivamente condiviso, anche dal punto di vista economico.
Trasparenza e protezione dei dati
Infine, il pilastro della trasparenza e della privacy. Le decisioni aziendali potranno essere supportate dall'AI, ma non completamente delegate: il principio human-in-the-loop è ben presente nell'accordo tra Enel e organizzazioni sindacali. Qualunque decisione relativa a un rapporto di lavoro resterà affidata a una persona in carne e ossa, senza automatismi.
Questo a piena tutela del lavoratore, insieme al contratto a qualunque bias discriminatorio, con particolare riferimento al genere, all’età e ad altri fattori sensibili, affinché l’utilizzo dell'IA garantisca equità e affidabilità.
Non solo. L'IA troverà applicazione pratica e concreta per migliorare gli standard di prevenzione e nella riduzione di rischi, infortuni e malattie professionali. Più sicurezza sul luogo di lavoro, quindi, anche grazie all'utilizzo di tecnologie e intelligenza artificiale per l'analisi degli impatti sull’organizzazione del lavoro, sui rischi emergenti e sui comportamenti in sicurezza, assicurando il coinvolgimento degli organismi competenti e un’adeguata formazione delle lavoratrici e dei lavoratori.
L’accordo ribadisce inoltre il rispetto dei principi di protezione dei dati personali previsti dal GDPR, con particolare riferimento all’art. 35, e degli articoli 4 e 8 della legge n. 300/1970.
Attenzione anche ai fornitori
«Si tratta di un accordo altamente innovativo e concreto – hanno commentato le Segreterie nazionali di Filctem-Cgil Flaei-Cisl Uiltec-Uil - volto a sostenere la crescita professionale e a garantire piena occupabilità nel lungo periodo. L’obiettivo è di assicurare a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori la possibilità di affrontare il cambiamento e la transizione digitale e tecnologica con competenze adeguate e con la consapevolezza dei nuovi strumenti. Un elemento di particolare rilievo riguarda la filiera degli appalti: Enel si impegna a promuovere i principi dell’accordo anche nei confronti dei fornitori, estendendo così le garanzie di reskilling e tutela occupazionale alle lavoratrici e lavoratori delle imprese che operano per l’Azienda. È un segnale importante di responsabilità sociale e di attenzione alla sostenibilità complessiva del sistema produttivo. Una scelta chiara volta a governare l’innovazione, senza subirla, con il metodo del dialogo, della partecipazione e della codeterminazione».