L’economia circolare italiana si racconta. Enel e Fondazione Symbola presentano “100 Italian circular economy stories“, una raccolta dei migliori progetti realizzati dalle aziende attente ai temi del green, del riciclo e della sostenibilità.
Sale al 18,5% la materia circolare italiana
Dai rottami di Brescia agli stracci di Prato, fino alla carta da macero di Lucca, sono diversi e ambientati in quasi tutte le regioni d’Italia i racconti messi insieme da Enel e Symbola. Il nostro Paese del resto è tra i più avanzati nell’economia circolare: un modello di sviluppo in cui gli scarti di un’impresa diventano la materia prima di un’altra. Tra i grandi Paesi europei, come certifica Eurostat, siamo infatti quello con la quota maggiore di materia circolare (materia prima seconda) impiegata dal sistema produttivo: quasi un quinto del totale (18,5%), davanti alla Germania (10,7%).
Economia circolare: l’Italia si distingue in Europa
I risultati sono minori costi produttivi, minore dipendenza dall’estero per le risorse, maggiore competitività. E i dati tornano a dimostrarlo: l'Italia, con 256,3 tonnellate per milione di euro prodotto, è il più efficiente tra i grandi Paesi europei nel consumo di materia dopo la Gran Bretagna (223,4 tonnellate). Siamo secondi inoltre per riciclo industriale, con 48,5 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi avviati a recupero (dopo la Germania ma prima di Francia, Regno Unito e Spagna). Un recupero che fa risparmiare emissioni per circa 60 milioni di tonnellate di CO2.
«L’economia circolare permette di creare nuovi modelli di business – afferma l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel, Francesco Starace. Il rapporto presentato oggi dimostra che tra le 100 eccellenze dell’economia circolare in Italia non ci sono solo grandi imprese, ma anche piccole e medie realtà, istituzioni, associazioni e cooperative».