Rimanda i consumi, aiuta la rete elettrica e ottieni è uno sconto. È la filosofia degli “Energy Break”, una iniziativa che Octopus Energy ha testato la prima volta a dicembre 2024 e che nella sua ultima edizione, ad agosto 2026, ha coinvolto oltre 95mila clienti.
Un modo per fare andare a braccetto demand response e fidelizzazione: il cliente, infatti, riceve uno sconto di pochi euro, ma viene chiamato a contribuire in prima persona alla sostenibilità dei consumi e all’uso ottimale della rete elettrica.
Ne abbiamo parlato con Giorgio Tomassetti, CEO di Octopus Energy Italia.
AG. Che cos'è Energy Break e come funziona concretamente dal punto di vista del cliente?
GT. Oggi, la penetrazione delle fonti rinnovabili nel mix energetico cresce ogni giorno, ma le regole di gestione della rete sono ancora modellate sull'era dei combustibili fossili. Un sistema più rinnovabile offre enormi opportunità di risparmio, a patto di imparare a gestire i consumi in modo diverso: con i nostri programmi vogliamo trasformare quella che spesso viene vista come una criticità per la rete in un vantaggio economico diretto per le famiglie.
Gli Energy Break sono eventi in cui chiediamo alle persone di spostare i consumi fuori dalle fasce orarie in cui la domanda di energia elettrica è più alta. Così, da un lato aiutiamo la rete nei momenti di maggiore pressione, dall'altro riconosciamo un beneficio economico diretto a chi raggiunge l'obiettivo di risparmio energetico indicato.
Avvisiamo i clienti via email sul giorno e sull'orario dell'Energy Break, di solito entro le 24 ore precedenti, indicando l'obiettivo di riduzione dei consumi rispetto alla media abituale per quella fascia oraria. Al termine dell'evento, chi ha raggiunto l'obiettivo riceve una mail di conferma e lo sconto viene applicato nella prima bolletta utile.
AG. Non è l’unica iniziativa per stimolare la flessibilità dei consumi. Che differenza c’è tra Energy Break, Power Up e Intelligent Octopus, e come si integrano tra loro?
GT. Sono tre modi complementari di rendere flessibili i consumi, per bilanciare meglio la rete, abbassare i costi di sistema e offrire un vantaggio economico diretto alle famiglie.
Oggi chi gestisce il sistema elettrico tende ancora a ignorare il potenziale dei consumatori residenziali, continuando a preferire soluzioni tradizionali ed economicamente inefficienti per la gestione della rete. Questo approccio genera uno spreco enorme, perché si spendono enormi risorse pubbliche per tagliare la produzione rinnovabile in eccesso o per remunerare impianti a gas nei momenti di picco, quando basterebbe coinvolgere le persone fornendo loro indicazioni chiare e vantaggi concreti.
Con Energy Break chiediamo di alleggerire il sistema nei momenti critici, spostando i consumi fuori da alcune fasce orarie, con Power Up facciamo il contrario: segnaliamo i momenti di grande abbondanza di rinnovabili e invitiamo le persone a consumare di più in quella fascia, rendendo gratuita l'energia oltre la soglia abituale.
Questo è anche un modo per contrastare il fenomeno del curtailment (distacco), per cui quando la rete non riesce a bilanciare l'eccesso di produzione rinnovabile, Terna è costretta a pagare i produttori per spegnere gli impianti e non immettere in rete energia pulita e a basso costo: un fenomeno che nel 2025 è costato all’Italia lo spreco di 802 GWh di energia rinnovabile non assorbita, un quantitativo che equivale al consumo annuo di circa 300.000 famiglie), con indennizzi per 32 milioni di euro ai produttori solo per il settore eolico (il dato relativo agli indennizzi per il settore solare non è pubblicato da Terna e dall’Autorità, ma potrebbe essere maggiore).
Intelligent Octopus, infine, è una tecnologia che automatizza la ricarica domestica di veicoli elettrici e dispositivi intelligenti individuando i momenti in cui il prezzo dell’energia sulla rete è più basso. Tutti hanno l’obiettivo di restituire concretamente ai clienti il beneficio di un sistema più rinnovabile e più flessibile.
AG. Il programma Energy Break è cresciuto del 307% negli iscritti in meno di due anni: cosa ha determinato questa accelerazione e quali sono gli obiettivi di crescita per i prossimi 12-24 Mesi?
GT. Questi risultati confermano quello di cui siamo certi: con strumenti semplici e chiari, le persone sono pronte a cambiare le proprie abitudini di consumo anche con un preavviso di poche ore. È il mercato a dover adeguare le regole per facilitare questi benefici per i consumatori, perché chi consuma energia è già pronto.
Il nostro obiettivo è continuare a coinvolgere sempre più persone e rendere programmi come questo una componente stabile della gestione della rete e dei consumi in Italia. Vogliamo passare da un sistema che chiede alle persone solo di pagare la bolletta a uno che le riconosce come risorsa attiva e distribuita, perché nessuna tecnologia può cambiare davvero le cose se le persone non vengono coinvolte e premiate per il valore che le loro scelte generano per il sistema.
AG. I dati mostrano che il 42% dei partecipanti ha più che dimezzato i consumi nella fascia di picco: che tipo di comportamenti concreti stanno adottando i clienti per ottenere questi risultati, e quanto è “automatico” il processo rispetto a uno sforzo attivo delle persone?
GT. Per partecipare a iniziative come gli Energy Break o i Power Up, le famiglie regolano l'uso di elettrodomestici come lavatrice, lavastoviglie o forno elettrico, oltre all'accensione di luci, riscaldamento e climatizzazione, in base alle fasce orarie che indichiamo.
Con prodotti come Intelligent Octopus, invece, il processo è del tutto automatico: basta indicare nell'app le proprie preferenze (orario di distacco e livello di carica desiderato, ad esempio “80% di ricarica entro le 8 del mattino”), e il software gestisce da remoto la ricarica nel momento tecnicamente ed economicamente più vantaggioso per soddisfare le specifiche esigenze dell’utente.
AG. I risultati dell’estate 2026 vengono ricollegati a un PUN cresciuto del 62% rispetto al 2025: quanto pesa la volatilità dei prezzi all’ingrosso nella progettazione di questi programmi, e come cambia l’incentivo economico offerto ai clienti in base alle condizioni di mercato?
GT. La volatilità dei prezzi all’ingrosso è un elemento ormai stabile del nostro sistema energetico, non deve far paura e dobbiamo imparare a conviverci, a patto di disporre degli strumenti giusti per gestirla. Ed è qui che la modulazione dei consumi diventa fondamentale, perché più riusciamo a rendere flessibile la domanda domestica, più abbattiamo i costi complessivi della rete e dell'energia per tutti. Quello che dobbiamo assolutamente evitare sono i picchi estremi di prezzo serali e le situazioni paradossali di prezzo zero o negativo nei momenti di massimo surplus, uno spreco ingiustificato e un costo enorme per il sistema.
I nostri programmi di flessibilità domestica modulano l'incentivo economico adattandolo in tempo reale alle dinamiche di mercato, così quando il PUN sale e la rete è sotto stress, aumenta il valore economico riconosciuto a chi riduce i consumi; al contrario, quando c'è un surplus di produzione verde e i prezzi crollano, trasferiamo quel vantaggio al cliente azzerando il costo dell'energia utilizzata in più. Non è più l'offerta che deve adattarsi alla domanda, dunque, ma la domanda che si sposta verso le ore in cui l'energia pulita abbonda, alleggerendo la rete quando è sotto pressione.
AG. Hai sottolineato più volte come “il sistema elettrico italiano è ancora pensato per i combustibili fossili”: quali sono, concretamente, i principali ostacoli infrastrutturali o normativi che rallentano la diffusione della flessibilità della domanda in Italia?
GT. Il mercato è fondato su un sistema energetico progettato per l'era dei combustibili fossili, che quindi oggi fatica a integrare energia rinnovabile, flessibilità e consumatori attivi. Questa complessità, però, non può cadere sulle famiglie: serve un mercato energetico meno rigido e centralizzato, che cambi proprio come stanno cambiando i consumatori.
Proprio nei giorni scorsi abbiamo proposto un nuovo metodo per la regolazione: privilegiare la semplificazione alla trasparenza, dare priorità agli interventi con impatto reale e ascoltare le persone prima di fare nuove norme che le riguardano. Da questo metodo nascono proposte concrete come la promozione della flessibilità domestica stessa, l'introduzione dei prezzi zonali per dare un beneficio reale a chi vive dove si produce energia rinnovabile, e la riduzione della burocrazia per l'allaccio dei nuovi impianti.
AG. Guardando al Manifesto e ai suoi dieci impegni, quale ruolo giocano iniziative come Energy Break nella strategia di lungo periodo di Octopus per il mercato energetico italiano, e quali nuovi strumenti di flessibilità avete in cantiere?
GT. La promozione dei programmi di flessibilità domestica, che è proprio uno dei punti del nostro Manifesto, s’inserisce nella nostra missione, quella di creare un mercato energetico più equo e accessibile per tutti, con l’aiuto della tecnologia.
Crediamo in una rivoluzione energetica che non sia calata dall’alto, ma che coinvolga le persone e le renda parte attiva di un sistema energetico più democratico e distribuito: il Manifesto è nato proprio dall’ascolto continuo delle esigenze reali e quotidiane dei consumatori, per farci portatori di un cambiamento concreto del mercato. In meno di due anni abbiamo già ottenuto diversi risultati importanti, e continueremo a impegnarci e a dialogare con istituzioni, autorità e partner per chiedere interventi decisivi e migliorativi.
AG. Con oltre 4.000 auto elettriche già gestite da Intelligent Octopus e la crescita della mobilità elettrica, come pensate di scalare questi modelli di flessibilità intelligente nei prossimi anni, anche in vista di una possibile integrazione con le Comunità Energetiche Rinnovabili di Solar Club?
GT. La ricarica intelligente è solo il primo passo. Il prossimo, secondo noi, sono tecnologie come il Vehicle-to-Grid (V2G), che permette alle batterie delle auto elettriche non solo di assorbire energia dalla rete, ma anche di restituirla nei momenti di maggiore necessità, comportandosi come tante piccole batterie mobili distribuite sul territorio. Secondo le stime di Terna, il V2G potrebbe offrire in Italia un potenziale di accumulo di circa 300 GWh entro il 2030, una capacità utile a coprire fino al 10% del picco estivo della rete.
Vogliamo continuare a crescere su questa strada, ampliando il numero di veicoli gestiti da Intelligent Octopus e lavorando perché la flessibilità domestica si integri sempre più con la produzione rinnovabile locale, anche attraverso le Comunità Energetiche Rinnovabili locali che promuoviamo con il nostro programma Solar Club.
Unire generazione di prossimità e gestione intelligente dei consumi è, secondo noi, la direzione in cui la flessibilità può generare più valore, sia per le famiglie che per la rete.