L’Energy Release 2.0 è un meccanismo introdotto dal Governo Italiano per incentivare lo sviluppo di nuova capacità di generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Le regole operative dovrebbero essere definite entro la fine del 2025, con il lancio di una gara per i nuovi impianti a inizio 2026.
Il cuore del programma è l'anticipazione di energia elettrica a imprese energivore a prezzi calmierati per un periodo di tre anni, a fronte dell’impegno da parte dei queste aziende a realizzare, anche tramite Soggetti Terzi, nuovi impianti rinnovabili e a restituire l’energia anticipata nei venti anni successivi.
Questi nuovi impianti dovranno essere pronti entro 40 mesi dalla firma dei contratti e rispettare una serie di criteri.
Meccanismo operativo del Release 2.0
Anticipazione triennale di energia rinnovabile
Il meccanismo Energy Release 2.0 si basa su un'anticipazione di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Le imprese energivore selezionate, o i soggetti da loro delegati, riceveranno per un periodo di tre anni energia a un prezzo prestabilito.
Questo beneficio viene fornito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che gestisce anche le relative Garanzie di Origine (GO). L'idea è quella di fornire un sostegno immediato e prevedibile ai costi energetici, permettendo alle aziende di stabilizzare i costi operativi e pianificare meglio il loro futuro e trarre sollievo, visto l'andamento dei mercati energetici. Un prezzo calmierato può aiutarle a rimanere competitive e a dirottare risorse in investimenti in energia rinnovabile.
Obbligo di realizzazione di nuova capacità produttiva
In cambio di questa energia anticipata, infatti, le imprese si assumono un impegno significativo: devono realizzare nuova capacità produttiva da fonti rinnovabili.
Non solo: la capacità da costruire deve essere almeno il doppio dell'energia che hanno ricevuto in anticipo e a prezzi calmierati.
Questo meccanismo non si limita quindi a fornire un aiuto temporaneo, ma stimola attivamente la creazione di nuova capacità di produzione di energia rinnovabile sul territorio nazionale.
Contratti per differenza a due vie
Il rapporto tra il GSE e le imprese beneficiarie è regolato da contratti per differenza a due vie. Questo strumento finanziario serve a gestire il rischio e a garantire che il meccanismo rimanga equilibrato nel tempo.
Il contratto prevede che l'impresa restituisca l'energia ricevuta in un arco di tempo di vent'anni, a partire dall'entrata in funzione dei nuovi impianti che si impegna a realizzare.
Se alla fine del periodo ventennale dovesse esserci ancora un divario economico da recuperare, il contratto potrebbe essere esteso. Questo sistema mira a evitare sia sovra-remunerazioni per le imprese sia perdite per il sistema, assicurando che l'incentivo sia ben calibrato e sostenibile nel lungo periodo.
Fuori dalla logica dei sussidi
«L'Energy Release 2.0 è una misura di sostegno sperimentale di politica industriale introdotta dalla Commissione Europea per iniettare un'accelerazione strategica nella nostra transizione energetica - spiega avvocato Andrea Marega, Partner dello Studio Legale Ughi e Nunziante. Non è un sussidio diretto, ma un contratto forzato di scambio gestito dal GSE».
«L'obiettivo è duplice: stabilizzare i costi per circa 4.000 aziende energivore e generare 5 GW di nuova capacità rinnovabile - prosegue Marega. Il meccanismo offre l'anticipazione di 23 TWh annui per tre anni a un prezzo d'ancoraggio fisso di 65 euro/MWh. In cambio, l'industria è vincolata a realizzare impianti eolici, fotovoltaici o idroelettrici, con una capacità che deve essere almeno il doppio (2X) di quella necessaria per restituire l'energia ricevuta. Questo requisito (2X) è la garanzia che il GSE si è imposto per assicurare il rientro nei 20 anni, mitigando il rischio di bassa producibilità».
Ruolo del GSE
Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) avrà quindi un ruolo centrale nell'attuazione dell'Energy Release 2.0. Sarà infatti il GSE a gestire la procedura pubblica competitiva per selezionare le imprese o i soggetti terzi che realizzeranno i nuovi impianti rinnovabili.
Inoltre, il GSE si occuperà di definire il prezzo calmierato per l'energia rinnovabile che verrà anticipata alle imprese energivore e di gestire i contratti per differenza a due vie, che regoleranno la restituzione dell'energia nel lungo periodo.
«La vera sfida non è finanziaria, ma temporale - sottolinea Marega. Il principale elemento di rischio operativo è la scadenza perentoria di 40 mesi per l'entrata in esercizio della nuova capacità di generazione. Un arco di tempo estremamente serrato, specialmente in Italia, dove gli iter autorizzativi possono superare i tre anni. Questo vincolo favorisce in modo netto i progetti già in fase avanzata (ready-to-build), trasformando l'ER 2.0 in un catalizzatore selettivo: solo chi ha progetti maturi può partecipare, accelerando di fatto l'immissione in rete dei GW già pianificati».
Principali novità introdotte dal Release 2.0
Il nuovo decreto Energy Release 2.0 porta con sé alcune modifiche importanti rispetto alla versione precedente, pensate per rendere il meccanismo più efficace e trasparente.
Una delle novità più significative è l'introduzione di una procedura pubblica competitiva per selezionare chi realizzerà la nuova capacità di produzione da fonti rinnovabili. Il GSE dovrà organizzare una gara telematica, aperta a tutti e senza favoritismi, dove le offerte verranno valutate principalmente in base al prezzo richiesto.
Il Ministero, su proposta del GSE, definirà entro 60 giorni le nuove regole che spiegheranno nel dettaglio come funzioneranno le aste, quali requisiti tecnici e ambientali saranno necessari (incluso il rispetto del principio "Do No Significant Harm"), come verranno gestite le garanzie economiche e come si calcolerà l'energia anticipata e quella restituita.
«L'architettura del contratto per differenza garantisce la stabilità del costo finale a 65 €/MWh - prosegue Marega. Tuttavia, in un contesto di spike dei prezzi spot, l'industria deve essere pronta a sostenere un esborso immediato: se il prezzo di mercato supera la soglia, è l'impresa che deve versare la differenza al GSE. Stabilità a lungo termine non significa quindi prevedibilità immediata dei flussi di cassa. Nonostante ciò, Energy Rrelease 2.0 rappresenta un passo importante verso il disaccoppiamento del prezzo dell'elettricità dal gas. Il contratto ventennale di restituzione, con un prezzo minimo garantito, mitiga il rischio di prezzo per i futuri impianti rinnovabili, fungendo da "PPA pubblico" che rende gli asset estremamente attraenti per la finanza verde. Il successo di Energy Release 2.0 sarà misurato non solo dai 5 GW promessi, ma dalla capacità dell'apparato pubblico e della burocrazia italiana di tenere il passo con il timing imposto dal mercato».
Tempistiche operative del Release 2.0
Ecco i prossimi passi. Il GSE deve mettere nero su bianco le regole operative e definire come funzioneranno i contratti, probabilmente entro metà novembre 2025. Dopodiché, entro la fine del 2025, le aziende interessate dovrebbero poter firmare i contratti per ottenere quell'anticipazione di energia a prezzo fisso.
La gara per i nuovi impianti dovrebbe partire nei primi mesi del 2026. Una volta che tutto è definito e i contratti sono firmati, ci saranno 40 mesi di tempo per realizzare effettivamente questi nuovi impianti rinnovabili.