Il nuovo scenario regolatorio dell’energia: cosa è emerso all’evento di FIVERS

Come sta cambiando la regolamentazione in ambito energetico? E come indirizzerà gli investimenti nelle rinnovabili, nelle rete e, forse, nel nucleare?

Se ne è parlato all’incontro “Il nuovo scenario regolatorio energetico: politiche, sicurezza e investimenti”, organizzato da FIVERS Studio Legale e Tributario, con l’intervento di esponenti del Governo, delle Autorità di regolazione e di importanti player del settore.

Una prima tavola rotonda ha riguardato il legame tra politiche energetiche e sicurezza del sistema energetico, con gli interventi di Davide Ponte, Consigliere di Stato e Consigliere Giuridico del Ministro del MASE; Pietro Maria Putti, Amministratore Delegato – Gestore dei Mercati Energetici (GME), e Maria Siclari, Direttore Generale – ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), moderati da Sergio Fienga, partner FIVERS.

Il tema al centro della discussione è stata la convivenza tra più livelli: vincoli comunitari, normative nazionali e leggi regionali. Che coesistono, sì, ma non sempre in modo armonioso, come dimostrano i diversi contrasti emersi negli ultimi anni, a volte più per logiche politico-elettorali che giuridiche.

Il paradosso idroelettrico

Paradossalmente, il dibattito si concentra soprattutto su fotovoltaico ed eolico, trascurando una fonte rinnovabile essenziale nel nostro Paese, cioè l’idroelettrico, che pesa per circa il 15% del consumo. Oltre l’80% delle concessioni idroelettriche sono scadute o in scadenza entro il 2029, ma la riassegnazione è in stallo.

La Commissione europea ha infatti aperto una procedura di infrazione contro l’Italia, perché la Direttiva UE 2006/123 impone una procedura di selezione in caso di scarsità delle risorse naturali e, di conseguenza, delle concessioni. Il PNRR prevederebbe una revisione del quadro normativo relativo alle concessioni, ma ogni tentativo ha incontrato contenziosi legali e incertezze normative.

Una possibile via di uscita è rappresentata dal modello francese, basato su autorizzazioni con obbligo di investimento, capace di assicurare continuità di gestione e di investimenti.

Il nodo del nucleare

C’è stato modo anche di approfondire il tema del ritorno al nucleare. Che non dipende dalla volontà governativa, ma dall’inevitabile referendum. Dalla tavola rotonda è emersa una posizione critica sull’attuale dibattito pubblico, ridotto a una polarizzazione tra sì e no, senza informazione e approfondimento.

Servirebbe una riflessione su tempi, costi, emissioni e impatti locali. Sulla scia, anche qui, del modello francese, che coinvolge le comunità e offre centri di informazione. Le questioni pratiche non mancano: la gestione dei rifiuti radioattivi ad alta attività, l'individuazione di un deposito geologico, il consumo di risorse idriche e così via.

Le procedure di valutazione ambientale (VIA, VAS, AIA) sono già previste dalle direttive comunitarie e applicabili. Il problema è come, e quando, avviare un dibattito pubblico strutturato sul territorio. La strada appare parecchio in salita.

Dal "first come, first served" al "first ready, first served”

La seconda tavola rotonda si è invece occupata di “Connessione e flessibilità”, con gli interventi di Marilena Barbaro, Direttore Generale infrastrutture e sicurezza – Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE); Fabio Bulgarelli, Responsabile Affari Regolatori – Terna; Oreste D’Addese, Head of Network Development Italy – E-Distribuzione; Federico Pontoni, Program Director – Technologies for Energy Transition, Fondazione ENI Enrico Mattei (FEEM); e Francesca Salvemini, Componente – Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA). Questo secondo panel è stato moderato dal partner FIVERS Maria Teresa Solaro.

Il cambiamento più discusso è il passaggio da un modello statico di connessione alla rete, basato sull’ordine di arrivo delle richieste, a uno dinamico, che privilegia i progetti più maturi dal punto di vista autorizzativo.

L’obiettivo è evitare la saturazione virtuale della rete, causata dall’accumulo di richieste di connessione “prenotate”, ma non ancora autorizzate e utilizzate. Un concetto ben diverso dalla reale saturazione dei limiti fisici delle infrastruttura.

Il blocco attuale è infatti causato dalla saturazione virtuale e servono regole per liberare la capacità occupata virtualmente da progetti fermi.

Questo, ovviamente, può porre problemi di equità verso gli operatori che hanno già investito tempo e risorse nel vecchio sistema: una tensione da evitare salvaguardando le domande esistenti, con logiche di transizione.

Verso l’open season

Il nuovo modello si baserà anche sul cosiddetto “open season”, al centro di una bozza di normativa in circolazione da appena qualche giorno. Si tratta di finestre periodiche di presentazione delle domande, con tempi di risposta certi.

La creazione di queste scadenze potrebbe ridurre sia le richieste su più nodi di connessione, sia facilitare la gestione burocratica delle richieste. Ci sono infatti regioni ingolfate da centinaia di procedimenti, in carico a staff di pochi addetti.

Gli accumuli come elemento strutturale

Infine, un riferimento agli accumuli, BESS e non solo. Che sono considerati un elemento strutturale del nuovo sistema energetico che sta prendendo forma, all’interno di una prospettiva che integra generazione, stoccaggio e domanda.

Proprio gli accumuli consentiranno di usare le infrastrutture di rete in modo più efficiente e ridurranno la variabilità della generazione rinnovabile. L’esperienza diretta degli operatori, inoltre, conferma la possibilità di ottenerne nuovi flussi di ricavo, legati ai servizi ancillari e non al semplice arbitraggio.

«Attraverso i Soci di FIVERS che quotidianamente supportano operatori del settore energetico, abbiamo organizzato questo incontro allo scopo di approfondire una fase di cambiamento di particolare centralità del quadro regolatorio del settore energetico italiano e promuovere un confronto pubblico–privato aperto e qualificato, essenziale per accompagnare la transizione in corso – commenta Francesco Di Carlo, fondatore e co-managing partner FIVERS. Un sentito ringraziamento va agli esponenti delle istituzioni e delle principali realtà del settore per aver aderito alla nostra iniziativa, contribuendo a rafforzarne il valore, oltre che ad Associazione Civita, che ci ha ospitato».