Presentato a metà maggio, il piano industriale del Gruppo ERG prosegue nel percorso di decarbonizzazione che negli ultimi 16 anni ha trasformato l’azienda da primario gruppo petrolifero a primo operatore italiano nella produzione di energia eolica.
«In seguito alla cessione del business termoelettrico e all’uscita definitiva dalle fonti fossili, ERG ha completato con successo la propria trasformazione in operatore rinnovabile puro wind&solar. La scelta di concentrarci su queste tecnologie fu dettata da un’approfondita analisi delle prospettive del mercato energetico nel contesto della transizione energetica, trasformazione avviata in largo anticipo rispetto ad altri operatori e prima che temi come l’elettrificazione, la decarbonizzazione e la lotta ai cambiamenti climatici entrassero con l’attuale urgenza nelle agende di governi e imprese», spiega il CEO dell’azienda, Paolo Merli.
Domanda: quali criteri guidano oggi l’evoluzione di ERG nel segno delle rinnovabili?
Risposta: Il piano industriale 2024-2026 rappresenta la prosecuzione di questo percorso, con l’obiettivo di consolidare il posizionamento industriale raggiunto e di continuare a sviluppare il portafoglio asset rinnovabile. La crescita sarà perseguita attraverso una strategia che abbiamo definito “Value over Volume”, che non significa che cresceremo meno, ma che cercheremo di farlo con un approccio estremamente selettivo nella scelta degli investimenti, tramite sviluppo organico, repowering e M&A, con target IRR più sfidanti ma coerenti con il contesto attuale di mercato, caratterizzato da elevata volatilità dei prezzi e incertezza regolatoria.
L’obiettivo è quello di raggiungere 4,5 GW di capacità installata al 2026. Nel prossimo triennio ci concentreremo sulle geografie in cui siamo già presenti, consolidando il nostro posizionamento internazionale con un focus particolare sugli Stati Uniti, dove puntiamo a raggiungere una capacità installata eolica e solare di 0,5-0,7 GW. Altro obiettivo è l’aumento della flessibilità del nostro portafoglio asset, con progetti di accumulo e ibridizzazione.
Sostenibilità e solidità finanziaria continueranno ad essere le basi su cui costruire il nostro percorso di crescita e di creazione di valore. Gli investimenti ammontano complessivamente a circa 1,2 miliardi di euro in Italia, Europa e Stati Uniti, con una proiezione al 2028 pari a circa 2 miliardi di euro.
D: Nel dettaglio, quali investimenti riguardano l’Italia?
R: In Italia proseguiremo con il programma di repowering dei parchi eolici: un intervento di rinnovamento tecnologico che permette, circa, di raddoppiare la capacità installata e triplicare le produzioni a parità di occupazione di suolo. Proseguiremo anche nello sviluppo di impianti solari, dal momento che la diversificazione tecnologica è un pilastro della nostra strategia, con lo sviluppo organico.
L’obiettivo è di stabilizzare i prezzi di vendita dell’energia attraverso tariffe CfD aggiudicate tramite aste gestite dal GSE oppure con Power Purchase Agreement. Per sviluppare i nostri progetti e mettere a terra gli importanti investimenti che abbiamo in programma sarà fondamentale il Decreto FER X, oggi in via di definizione ma in forte ritardo rispetto agli obiettivi di crescita del Paese, soprattutto con riferimento all’eolico.
D: Quali progetti di espansione avete in Europa?
R: ERG oggi può contare su una presenza consolidata in Europa con asset eolici onshore e solari in Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, Bulgaria, Romania, Polonia e Svezia. Ci siamo impegnati a proseguire l’internazionalizzazione del Gruppo puntando ai mercati in cui siamo già presenti.
Un esempio è l’importante avanzamento in termini di MW installati in Francia, primo mercato di riferimento del Gruppo in Europa dopo l’Italia, dove abbiamo recentemente avviato due parchi, per complessivi 41 MW, entrambi derivanti dallo sviluppo organico, raggiungendo così una capacità installata di oltre 700 MW nel Paese. Anche Germania e UK rappresentano dei mercati importanti, dove stiamo lavorando sia a progetti di repowering sia greenfield. L’asset rotation è un’ulteriore leva di creazione di valore.
D: All’inizio del 2024 è stato definito l’ingresso di ERG sul mercato statunitense: come si concretizza questa operazione?
R: Con l’ingresso negli USA abbiamo consolidato il nostro impegno nello sviluppo di un portafoglio rinnovabile di respiro globale. Oggi ERG è un gruppo internazionale che opera in dieci Paesi in due continenti. La partnership con Apex, operatore leader nel settore delle rinnovabili negli USA, con un solido track record e comprovata esperienza, rappresenta per ERG un’opportunità per entrare in questo nuovo mercato.
Nella holding di diritto statunitense che abbiamo costituito con Apex (75% ERG) sono stati conferiti un parco eo-lico onshore da 224,4 MW situato in Iowa, con una produzione stimata annua di oltre 800 GWh, e di un parco fotovoltaico da 92,4 MW situato in Illinois, con una produzione stimata annua di circa 162 GWh, pari a 387 kt di CO2 evitata, per complessivi 317 MW di capacità istallata.
L’accordo include un preferential right a favore di ERG per l’acquisizione fino a 1 GW di nuovi progetti solari ed eolici onshore ready-to-build sviluppati da Apex negli Stati Uniti.
Questa partnership ci consente di gettare le basi per lo sviluppo futuro del Gruppo nel Paese, dove stiamo creando una nostra struttura composta da un team di nostre persone che saranno supportate da Apex nella gestione degli impianti. L’obiettivo è quello di raggiungere gli 0,5-0,7 GW di capacità installata nel periodo di piano.
D: Come procede il repowering di parchi esistenti?
R: Il repowering è uno dei pilastri fondamentali della nostra crescita e del nostro piano industriale. Grazie a questo intervento di rinnovamento tecnologico totale miglioriamo l’efficienza degli impianti eolici sostituendo le turbine obsolete con aerogeneratori di ultima generazione, più potenti e performanti. Questo raddoppia la capacità, triplica la produzione e dimezza il numero di turbine eoliche a parità di suolo occupato.
Siamo stati i pionieri del repowering e per questo contiamo su una solida pipeline di 750 MW in Italia, Francia e Germania; 82 MW in costruzione e oltre 193 MW già in esercizio, in particolare in Sicilia, dove abbiamo completato il repowering di Partinico Monreale, Camporeale e Mineo-Militello-Vizzini, col progetto di Salemi-Castelvetrano in fase di costruzione avanzata.
Anche in questo ambito, la nostra la pipeline verrà attivata secondo l’impostazione “Value over Volume”, con un approccio flessibile in base alle dinamiche di mercato e all’evoluzione del contesto regolatorio. E anche qui, per garantire lo sviluppo dei progetti sarà fondamentale il decreto FER X.
D: La sottoscrizione di PPA è parte fondamentale della vostra strategia: quali operazioni sono state concluse e quali sono previste in futuro?
R: Col nostro piano industriale 2024-2026 intendiamo far leva sulla nostra consolidata esperienza nell’energy management per ottimizzare la strategia di accesso al mercato. Il target confermato è quello di raggiungere l’85-90% dell’EBITDA securizzato tramite CFD e PPA con primarie controparti corporate nelle diverse aree geografiche in cui siamo presenti.
I Power Purchase Agreement si confermano uno strumento fondamentale, in grado di dare una risposta concreta alla persistente volatilità del mercato. Dal 2021 a oggi abbiamo securizzato la produzione dei nostri impianti in Italia e all’estero con importanti controparti. Il 2023 è stato caratterizzato dalla firma di 4 importanti PPA di lungo termine con primarie controparti corporate.
Il primo con EssilorLuxottica, per la fornitura di circa 70GWh/anno per 12 anni relativo alle produzioni del parco eolico oggetto di repowering di Partinico-Monreale. E poi con STMicroelectronics per circa 260 GWh/anno per 15 anni sulle produzioni dei parchi eolici, anch’essi oggetto di repowering, di Camporeale e Mineo-Militello-Vizzini.
Inoltre, è stato aggiornato il PPA stipulato nel 2021 con Tim per la fornitura di 340 GWh/anno, con l’aggiunta di ulteriori 200 GWh/anno di energia pulita per il periodo 2023-2031. Non ultimo, il PPA di tipo pay as produced con Google, dalla durata ventennale per la fornitura di 100 GWh/anno di energia prodotta dal parco greenfield di Roccapalumba in Sicilia, il cui completamento ed energizzazione sono stati annunciati lo scorso febbraio. A oggi possiamo contare su PPA per circa 2,9 TWh annui di energia prodotta dai nostri asset.
D: Lo storage è un tema chiave per lo sviluppo delle rinnovabili: avete in cantiere progetti in questo ambito?
R: Tramite un maggiore impulso ai progetti di battery storage e ibridizzazione eolica e solare dei nostri impianti, puntiamo ad aumentare la flessibilità del portafoglio asset per integrare la generazione di energia da sole e vento con sistemi in grado di bilanciarne la produzione e aumentarne l’efficacia. Per quanto riguarda il battery storage, il nostro primo progetto italiano in costruzione si trova a Vicari per 12,5 MW con avvio nel 2025.
Contiamo poi su una pipeline di oltre 200 MW tra Italia, Spagna, Francia e Regno Unito. Attraverso i progetti di ibridizzazione, puntiamo ad aumentare la produzione di energia sfruttando al meglio le attuali connessioni. Anche la digitalizzazione avrà un ruolo fondamentale nell’ottimizzare la performance degli asset.
D: La produzione di idrogeno è l’altro capitolo decisivo nel contesto della transizione energetica: è un comparto che state valutando?
R: Non è parte dei nostri piani di investimento. Tuttavia, come operatore RES, ERG potrebbe giocare un ruolo indiretto come fornitore di energia rinnovabile a operatori specializzati nella filiera dell’idrogeno verde, qualora si sviluppasse.
La sostenibilità? È sostanza
«Per ERG la sostenibilità è sostanza. I temi ESG sono pienamente integrati nel modello di business e nella strategia industriale. Oltre che sugli elementi ambientali, già parte organica del modello wind&solar puro, per il Gruppo il concetto di sostenibilità si concentra in particolare sull’impatto che ERG può avere sui territori in cui opera e sulle persone.
Da sempre l’obiettivo del Gruppo è quello di realizzare un modello di sviluppo sostenibile in grado di creare valore nel tempo per tutti i suoi stakeholder. A partire dal 2021, grazie a una nuova organizzazione, abbiamo portato l’ESG davvero al centro della nostra strategia e i risultati non si sono fatti attendere. Siamo nei top tiers dei principali rating ESG e abbiamo un piano ESG basato su obiettivi misurabili e inseriti nel sistema di incentivazione del management a breve e a lungo termine. In poche parole, il nostro approccio si basa sulla sostanza e non sulla forma.
Un piano condiviso e inclusivo poiché nella sua ideazione e implementazione si sono impegnate e si impegnano molte persone attive in diverse divisioni, contribuendo con impegno e passione alla sua concreta realizzazione», afferma il CEO del Gruppo ERG, Paolo Merli.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di settembre 2024 di Energia&Mercato