Ha aperto a Imola Fib3r, l’impianto progettato da Herambiente che rigenera la fibra di carbonio su scala industriale.
L’impianto, attraverso un processo chiamato pirogassificazione, lavora fibre di scarto a fine vita, producendone di rigenerate.
L’obiettivo di produzione è di 160 tonnellate di fibre di carbonio riciclate ogni anno, con un risparmio energetico del 75% rispetto alla fibra vergine.
Si otterrà così un prodotto pronto per essere riutilizzato, ritessuto o impregnato, da destinare a settori che richiedono materiali altamente performanti: dall'automotive all'aerospaziale, dalla nautica all'arredo, fino al tessile e alla moda.
Il progetto
Il progetto è firmato dal Gruppo Hera e messo a punto dalla controllata Herambiente, con un investimento che ammonta a 8 milioni di euro e un percorso di ricerca, sperimentazione e progettazione iniziato nel 2012.
Al progetto hanno collaborato il dipartimento di Chimica industriale dell'Università di Bologna e l’azienda di Ravenna Curti Costruzioni Meccaniche, che ha messo a disposizione la sua conoscenza e il suo impianto pilota, per la modellizzazione della soluzione.
La progettazione dell’impianto si inserisce nel Piano industriale 2024-2028 di Hera, che prevede un piano di investimenti per due miliardi di euro destinati alla rigenerazione delle risorse.
Il mercato della fibra di carbonio
Per i prossimi anni si prevede un aumento della domanda di fibra di carbonio. Un materiale ritenuto interessante anche dall'Unione Europea, che ha stanziato a Fib3r un contributo di oltre 2,2 milioni di euro nell'ambito di NextGenerationEU.
Herambiente ha già delle partnership attive con aziende della complessa filiera del carbonio.
È il caso del Gruppo Leonardo, che ha avviato attraverso la Divisione Aerostrutture un progetto di recupero delle fibre di carbonio di rinforzo dei compositi a matrice polimerica, materiale utilizzato per la costruzione di parti di aeromobili.
Dunque, grazie agli asset di Herambiente e al know-how sviluppato nei laboratori del Gruppo Leonardo, questo materiale verrà riciclato con positive ricadute in termini di sostenibilità e circolarità.
In particolare, la Divisione Aerostrutture di Leonardo conferirà a Herambiente parte delle fibre di scarto derivanti dalla costruzione delle componenti di alcuni fra gli aeromobili civili più noti nel settore dell'aviazione commerciale, come per esempio lo stabilizzatore dei turboelica Atr, la fusoliera e lo stabilizzatore orizzontale del Boeing 787 e i piani di coda dell'Airbus A220.
L’amministratore Delegato di Hera, Orazio Iacono, dichiara: «nel suo genere Fib3r è il primo impianto in Europa per il riciclo della fibra di carbonio, con l'obiettivo di promuovere filiere corte e circolari, in linea con la nostra strategia di rendere i nostri territori più competitivi e resilienti. Il recupero della fibra di carbonio non solo consente di ridurre l'impatto ambientale di questi scarti, ma crea anche nuove opportunità di mercato in settori strategici dell'industria. Investire in infrastrutture circolari di questo tipo significa aumentare la resilienza delle filiere produttive, ridurre la dipendenza dalle importazioni di materie prime critiche e, al contempo, creare valore attraverso modelli di business sostenibili.Con oltre 100 impianti all'avanguardia e cinque nuove strutture in corso di realizzazione prosegue l’ad abbiamo consolidato nel tempo la più grande e moderna piattaforma impiantistica del Paese per il trattamento e recupero di materia, rafforzando il nostro ruolo di operatore di riferimento nel settore e di motore dell'economia circolare in Italia».