Procediamo con ordine. Iberdrola è una delle prime tre aziende elettriche del mondo e la maggiore utility elettrica europea per capitalizzazione di mercato, superando su questo fronte i 70 miliardi di euro.
Il gruppo, attivo nelle rinnovabili, nelle reti intelligenti e nelle soluzioni smart per i clienti, è in prima linea nell’attuazione della transizione energetica per un’economia a basse emissioni di carbonio, fin da quando, nei primi anni Duemila, il Presidente Ignacio Galán intuì le potenzialità del nascente paradigma energetico che nel giro di due decenni avrebbe condotto all’attuale percorso di decarbonizzazione e digitalizzazione.
Energia per 100 milioni di persone
Oggi il gruppo fornisce energia a quasi 100 milioni di persone in decine di Paesi, principalmente in Europa, con sedi in Spagna, Regno Unito, Portogallo, Francia, Germania, Italia e Grecia, e nel mondo, con presenza negli Stati Uniti e in Brasile, Messico e Australia, Giappone e Taiwan.
L’azienda, che ha un organico di oltre 40mila persone e un patrimonio di oltre 154,6 miliardi di euro, ha chiuso il 2022 con un fatturato di quasi 54 miliardi di euro, un utile netto di 4,34 miliardi di euro e 7,5 miliardi di euro di contributi fiscali nei Paesi in cui opera, con investimenti per più di 130 miliardi di euro negli ultimi vent’anni.
2023, utili e investimenti in crescita
I dati del primo semestre del 2023, rilasciati dall’azienda alla fine di luglio, mostrano investimenti in aumento, con un EBITDA di 7,56 miliardi di euro, cresciuto del 17%, e un utile netto di 2,52 miliardi, con una variazione pari al 21%: risultati raggiunti grazie alla forte performance operativa e ai nuovi investimenti, con il recupero dei deficit di vendita al dettaglio nel Regno Unito e la normalizzazione della generazione senza emissioni nell’UE.
In particolare, l’aumento della produzione di energia eolica, solare, idroelettrica e nucleare ha comportato una riduzione degli acquisti di energia sul mercato spot per soddisfare la domanda dei clienti, mentre la diversificazione geografica, l’aumento della base di asset nelle reti di tutti i Paesi e la normalizzazione dei mercati all’ingrosso e al dettaglio hanno contribuito al risultato.
Per il secondo semestre, l’azienda prevede una crescita degli utili netti a una sola cifra, trainata da ulteriori investimenti e da nuova capacità rinnovabile, da previsioni di produzione positive e da nuovi casi tariffari negli Stati Uniti e in Brasile.
Italia, focus sul target business
Nel nostro Paese, il gruppo è attivo attraverso Iberdrola Clienti Italia, la branch guidata dal Country Manager Lorenzo Costantini, che si rivolge ai clienti business con prodotti e servizi che vanno dall’autoconsumo industriale alla mobilità elettrica, all’efficientamento energetico. Obiettivo, supportare le aziende nella conquista della neutralità climatica attraverso la transizione ecologica.
«Le tre grandi emergenze che stanno segnando la nostra epoca – la pandemia, la guerra in Ucraina e il cambiamento climatico – hanno un filo comune che le unisce: l’energia, fattore spesso invisibile che fa muovere il mondo e che, di recente, ha iniziato a bussare con maggiore insistenza alle porte della realtà. Per affrontare questi pericoli ed eventuali future minacce senza paura di esserne travolti, è essenziale continuare a promuovere con forza un nuovo approccio al mondo dell’energia, perseguendo sinergie per costruire, insieme, il mondo verde di domani», osserva Lorenzo Costantini.
Domanda: Attraverso quali soluzioni si concretizza la proposta di Iberdola per il mondo corporate?
Risposta: Il processo di decarbonizzazione passa soprattutto dalle aziende, che hanno la responsabilità di accelerare la transizione verso un mondo sempre più sostenibile.
La proposta di Iberdrola nel campo dell’energia rinnovabile include l’autoproduzione, con impianti fotovoltaici da installare on site presso gli stabilimenti dei clienti (Smart Solar), ma anche soluzioni di mobilità sostenibile per la gestione delle flotte aziendali (Smart Mobility) e servizi energetici per la gestione dei consumi e la valorizzazione dell’energia scambiata con la rete elettrica (Energy Management).
Infine, per supportare le aziende nel miglioramento del proprio grado di efficienza, Iberdrola è pronta a lanciare un set di servizi di diagnosi energetica e soluzioni di monitoraggio che consentono di individuare le inefficienze e di identificare le migliori soluzioni per abbattere i consumi.
D: Quali sono le possibilità sul fronte dell’autoproduzione per i clienti industriali?
R: Le soluzioni per l’autoconsumo solare si declinano in due tipologie di impianti: Engineering Procurement Construction (EPC) e Power Purchase Agreement (PPA). I primi sono i tipici impianti fotovoltaici “chiavi in mano”, con investimento diretto del cliente, e rappresentano la soluzione ideale per le imprese intenzionate a risparmiare producendo la propria energia da fonti rinnovabili, massimizzando l’autoconsumo.
I PPA sono invece contratti di fornitura di energia rinnovabile attraverso cui i clienti possono beneficiare di un prezzo fisso e garantito, a condizioni vantaggiose rispetto al mercato.
In caso di PPA basato su impianti costruiti presso gli stabilimenti dei clienti, Iberdrola sostiene interamente il costo dell’investimento e della manutenzione. Questa modalità offre alle aziende numerosi vantaggi, primo tra tutti quello di non richiedere alcun investimento: sarà Iberdrola a realizzare l’impianto e a concordare un prezzo fisso pluriennale di fornitura.
D: L’evoluzione della mobilità, specie nella direzione dell’elettrificazione, costituisce una delle sfide dei prossimi anni. Come si sta muovendo l’azienda per agevolare il rinnovamento delle flotte dei propri clienti?
R: Oltre a un’ampia gamma di soluzioni per i punti di ricarica, che possono coprire tutte le esigenze dei clienti, l’offerta di Iberdrola include una serie di servizi complementari che vanno da I-Connect, la piattaforma web che grazie alla partnership con E-mobitaly permette di monitorare i punti di ricarica, visionare lo storico delle ricariche e includere assistenza tecnica da remoto, a Connect&Support che include anche l’assistenza tecnica in loco e una manutenzione ordinaria l’anno.
Esiste inoltre un servizio di ricarica pubblica, con la possibilità di rendere visibile il proprio punto di ricarica nelle principali piattaforme di interoperabilità.
D: Iberdrola è attiva nel nostro Paese anche sul fronte della produzione utility scale. Quali sono i progetti in cantiere in questo ambito?
R: Dallo scorso anno è operativo il primo impianto fotovoltaico italiano, installato a Montalto di Castro. Per i prossimi anni, attraverso la società Iberdrola Renovables Italia, l’azienda ha un piano di sviluppo molto ambizioso, che punta a costruire un significativo portafoglio di impianti rinnovabili fotovoltaici ed eolici, da rendere operativi entro il 2025.
Questi investimenti aumenteranno la produzione di energia pulita, miglioreranno la sicurezza dell’approvvigionamento, favoriranno la crescita economica e i livelli occupazionali nelle regioni coinvolte dalle iniziative.
17 miliardi per le rinnovabili
Per il triennio 2023-2025, Iberdrola ha stanziato 17 miliardi di euro per sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili, portando a un aumento di 12 GW della potenza installata. Nell’ultimo anno, il gruppo ha investito 10,54 miliardi di euro, aumentando l’utile netto del 21%, toccando i 2,52 miliardi di euro.
Questo impegno, sottolinea la utility, è stato assunto per raggiungere un asset base di reti di 40 miliardi di euro e 41.250 MW di capacità rinnovabile installata.
In anticipo sul piano industriale
La realizzazione del piano industriale è in anticipo sui tempi previsti, con il 60% della capacità rinnovabile pianificata già in fase di costruzione o assicurata e il 100% degli investimenti nelle reti nell’ambito di quadri concordati o in fase di negoziazione avanzata.
Sul fronte operativo, l’azienda ha più di 40mila MW di capacità rinnovabile installata, con un aumento del 5,3% rispetto al primo quadrimestre del 2021. La capacità solare fotovoltaica è aumentata del 40%, raggiungendo i 4.576 MW, grazie alle nuove installazioni in Australia, Spagna, Stati Uniti e Brasile, mentre l’eolico onshore è aumentato del 4%, superando i 20,2mila MW.
Progressi anche nell’eolico offshore, con 3,5mila MW in costruzione, per un investimento totale di 11 miliardi di euro per il nuovo parco eolico offshore di Saint-Brieuc, in Francia, per Vineyard Wind, negli Stati Uniti, in attività entro l’anno, e per Baltic Eagle, in Germania. Infine, accordi per contratti PPA con Amazon Web Services, Mercedes e Meta e 116 TWh di vendite assicurate attraverso contratti con clienti retail e PMI, PPA a lungo termine e meccanismi regolamentati.
Dalla crisi un’opportunità per il paradigma green
Il conflitto russo-ucraino, sottolinea il Country Manager di Iberdrola, Lorenzo Costantini, ha acceso una crisi energetica assolutamente inaspettata e costantemente al centro del dibattito internazionale, che pesa sulle tasche di famiglie e imprese, tanto da mettere il mondo spalle al muro.
Tuttavia, proprio la tragedia della guerra ha stimolato gli sforzi per diversificare le fonti di approvvigionamento, portando una maggiore attenzione verso le politiche di sostenibilità energetica nell’Unione Europea.
«Dalla crisi è scaturita l’opportunità di accelerare la transizione green. Anche perché, nel frattempo, un altro fenomeno epocale ha continuato a minacciarci sempre più da vicino: il cambiamento climatico.
Ormai da tempo, l’incremento della domanda energetica e la crescente importanza dell’energia green hanno imposto un nuovo paradigma. Le aziende hanno acquisito la consapevolezza che il processo di decarbonizzazione dipende in maniera decisiva dalle loro scelte e che a loro spetta il compito di accelerare facendo squadra e costruendo collaborazioni virtuose».
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di settembre 2023 di Energia&Mercato