Aquila Clean Energy, dal MASE valutazione di impatto ambientale per 3 nuovi progetti agrivoltaici in Puglia

Aquila Clean Energy impianti agrivoltaici

Valutazione di impatto ambientale da parte del Ministero dell’Ambiente (MASE) per tre nuovi progetti agrivoltaici promossi in Puglia da Aquila Clean Energy, sviluppatore e operatore attivo in Italia con un portafoglio di oltre 70 progetti in fase di sviluppo nell’ambito delle rinnovabili.

Energia per oltre 97mila famiglie

I tre impianti, che saranno realizzati combinando sulla stessa superficie colture agricole e pannelli fotovoltaici collegati alla rete di trasmissione nazionale, avranno una capacità installata di circa 137 MWp. A regime, produrranno circa 263 GWh all’anno, fornendo energia a più di 97mila famiglie ed evitando l’emissione di 143mila tonnellate di CO2.

«Dopo il rilascio dell’autorizzazione unica per la nostra centrale fotovoltaica in Emilia Romagna a maggio, questi permessi ambientali rappresentano un altro importante traguardo per l’azienda, confermando il nostro impegno nello sviluppo del nostro portafoglio di energie rinnovabili in Italia, contribuendo a promuovere la transizione energetica del Paese», commenta Alberto Arcioli, Head of Development and Construction di Aquila Clean Energy in Italia.

Capacità cumulativa 2,5 GW

Aquila Clean Energy è la piattaforma di energia pulita del Gruppo Aquila, che sviluppa, costruisce e gestisce impianti di energia rinnovabile in tutta Europa, con una capacità di circa 10,3 GW.

Aquila Clean Energy è entrata nel mercato italiano nel 2020 ed è presente al Centro-Nord, al Sud e sulle isole del Paese, con un portafoglio di oltre 70 progetti in fase di sviluppo per una capacità cumulativa di circa 2,5 GW.

Specializzazione nell’agrivoltaico

La maggioranza di questi progetti sono in configurazione agri-voltaica, che si articola su un duplice utilizzo reciprocamente vantaggioso dei terreni sia per scopi agricoli che per la produzione di energia fotovoltaica (PV).

In questo modo, l’azienda contribuisce a superare il problema del consumo di suolo, senza sottrarre spazio alle colture e mantenendo intatta l’impermeabilizzazione del suolo e i cicli produttivi. L’approccio integrato garantisce che il pieno utilizzo dei terreni, con una preferenza per le colture che rappresentano l’identità del territorio e il recupero delle tecniche agricole tradizionali.