Iren vara il piano al 2035: 10,4 miliardi per reti, acqua e termovalorizzazione

Iren vara il piano al 2035

Iren ha approvato l’aggiornamento del Piano industriale 2026-2035, che programma 10,4 miliardi di euro di investimenti e 2.800 assunzioni. La strategia combina sviluppo delle infrastrutture idriche ed elettriche, potenziamento dei termovalorizzatori ed efficienza operativa, con obiettivi di crescita economica e progressivo contenimento dell’indebitamento.

Il piano offre una prospettiva decennale sulle priorità infrastrutturali di una utility multi-business. Per gli operatori del settore energetico, i dati indicano una quota rilevante di capitale indirizzata a reti e impianti, insieme a interventi di digitalizzazione e razionalizzazione.

Risorse concentrate sulle infrastrutture

Il 50% degli investimenti è destinato a tre aree: 2,4 miliardi al servizio idrico integrato, 1,4 miliardi alla distribuzione elettrica e 1,2 miliardi ai termovalorizzatori. Il programma comprende inoltre l’estensione del teleriscaldamento, l’installazione di aerotermi negli impianti di generazione a gas e interventi per mantenere la base clienti.

Secondo il piano, il 73% delle risorse sarà destinato ad attività regolate o semi-regolate; al 2035, queste attività dovrebbero rappresentare l’80% dell’Ebitda. Il gruppo associa alla crescita infrastrutturale un percorso di miglioramento operativo basato su sinergie, digitalizzazione, intelligenza artificiale e semplificazione organizzativa.

Obiettivi economici e struttura finanziaria

Iren punta a un Ebitda di circa 1,95 miliardi di euro al 2035, circa 600 milioni in più rispetto al 2025, con una crescita media annua del 4%. L’utile netto di gruppo è atteso a 550 milioni, con un incremento medio annuo del 6%; il ROI è previsto in aumento fino al 10% a fine piano.

Il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed Ebitda dovrebbe scendere progressivamente a 2,8 volte nel 2035. La società conferma inoltre la politica dei dividendi: crescita annua dell’8% fino al 2027 e del 6% dal 2028 al 2030. Il piano prevede il mantenimento della disciplina finanziaria necessaria a sostenere investimenti e remunerazione degli azionisti.

Transizione e ricambio generazionale

Circa 7,6 miliardi, pari a oltre il 73% degli investimenti, sono associati a progetti di sostenibilità e transizione; il 62% del totale è indicato come ammissibile alla tassonomia europea. Le priorità comprendono tutela delle risorse idriche, resilienza urbana, economia circolare e decarbonizzazione, nell’ambito di un piano di sostenibilità aggiornato al 2040.

Sul fronte del lavoro, le 2.800 assunzioni sono pensate per accompagnare il ricambio generazionale e manageriale, affiancando la crescita delle competenze interne. L’attuazione del piano dipenderà quindi non solo dalla disponibilità di capitale, ma anche dalla capacità di realizzare gli interventi e integrare le nuove competenze nei processi operativi.