Ludoil Capital ha completato l’acquisizione del 51% di ISAB da GOI Energy e assume la guida industriale del polo di Priolo, Melilli e Siracusa. Il gruppo prevede investimenti per 1,3 miliardi di euro nei prossimi cinque anni: il piano combina il ripristino di unità convenzionali con lo sviluppo di biocarburanti, mantenendo l’attuale organico.
La quota è stata rilevata da GOI Energy. Il valore dell’asset è indicato in circa un miliardo di euro in termini di enterprise value. La revisione antitrust e quella ai sensi del regolamento europeo sulle sovvenzioni estere si sono concluse senza condizioni; il procedimento Golden Power ha consentito il completamento dell’operazione. Il finanziamento è sostenuto da una garanzia SACE e coinvolge BPER, UniCredit e MPS.
ISAB ha inoltre un accordo di fornitura e commercializzazione con Trafigura valido fino al 2033: il trader fornisce greggio e altri input e acquista circa il 90% dei prodotti raffinati. Il cambio di controllo avviene quindi mantenendo un’integrazione rilevante con le catene internazionali di approvvigionamento e vendita.
Riavvio degli impianti e carburanti rinnovabili
Una parte degli investimenti riguarda il riavvio e l’ammodernamento di unità ferme: distillazione primaria e desolforazione (HDS) nel sito Nord, oltre a deasfaltazione con solvente e cracking termico nell’area IGCC Sud. L’obiettivo dichiarato è recuperare capacità di lavorazione e orientare la produzione verso distillati con minore contenuto di zolfo e carbonio.
Il secondo asse riguarda la conversione progressiva verso i biocarburanti. Il piano prevede l’impiego di oli vegetali non alimentari, inizialmente attraverso impianti esistenti e in seguito con unità dedicate, per produrre biogasoline, carburante sostenibile per l’aviazione (SAF) e olio vegetale idrotrattato (HVO). Il co-processing nella FCC del sito Nord è stato avviato nel luglio 2026.
Impatto occupazionale e prospettive
Ludoil dichiara che manterrà l’intera forza lavoro attuale. I cantieri del programma quinquennale potrebbero coinvolgere circa mille lavoratori aggiuntivi tra ingegneria, logistica e costruzioni; a regime sono previsti circa cento nuovi tecnici e operatori specializzati. Per il settore, la sfida sarà realizzare gli interventi senza interrompere l’operatività e verificare nel tempo capacità, affidabilità e produzione effettivamente conseguite.
L’integrazione di ISAB completa la filiera di Ludoil, che comprende anche attività di stoccaggio, distribuzione, biom biometano e generazione rinnovabile. Il piano descrive una transizione per fasi: ammodernare gli asset esistenti e affiancare nuove produzioni, senza abbandonare nel breve termine la raffinazione convenzionale.
I consulenti coinvolti
Nell’operazione, BonelliErede ha assistito GOI Energy con un team multidisciplinare coordinato dal partner Alberto Saravalle.
Dei profili corporate/M&A si è occupato un team guidato dai partner Alberto Saravalle e Francesca Peruzzi, con gli associate Angelo Finamore, Cesare Giovetti e Lucrezia Pavese. I profili antitrust, golden power e relativi alla foreign subsidies regulation (FSR) sono stati curati dai partner Massimo Merola e Sara Lembo, supportati dal managing associate Omar Diaz e da Riccardo Lacerenza. Il partner Andrea Novarese, con il supporto degli associate Francesco De Filippi e Ludovica Pomanti, ha seguito i profili banking connessi all’operazione, mentre la partner Ilaria Parrilla, con il managing associate Francesco Farracchiati e l’associate Nicolò Gaggero, si è occupata di altre tematiche finanziarie. Taluni aspetti di diritto tributario sono stati seguiti dal partner Stefano Brunello Dormal coadiuvato dal senior associate Matteo Sturla, mentre per i profili oil&gas hanno agito il partner Giuseppe Manzo insieme alla senior associate Giulia Vannoni.
Ludoil ha gestito l’operazione internamente con il proprio legal team in-house guidato dall’Head of legal Marco Russo Spena, con il supporto di Camilla Lentini e Martina Mangano. I profili finanziari dell’operazione sono stati curati dal CFO Raffaele Romano, con il supporto di Fabrizio Mancino e Matteo Ticli.
Gli aspetti notarili dell’operazione sono stati curati dal notaio Filippo Zabban, insieme al notaio Armando Scorza e a Camilla Camisassi dello Studio ZNR Notai.