Iren. Tre pilastri per crescere ancora

Gianni Vittorio Armani, CEO di Iren

Iren entra nel nuovo anno inaugurando un piano industriale ambizioso, con investimenti lordi complessivi per 12,7 miliardi di euro nei prossimi dieci anni, nuove assunzioni per oltre 7mila addetti e una crescita della marginalità tesa a sfiorare il raddoppio, con una previsione di utile netto di gruppo al 2030 intorno ai 500 milioni di euro, in aumento di 270 milioni rispetto al 2020. Il piano, presentato dal Gruppo lo scorso 11 novembre, è il primo di portata decennale e di gran lunga il più imponente della storia della multiutility.

La quale punta a una crescita decisa in ogni area di business per consolidarsi come punto di riferimento per cittadini e PA nei propri territori di elezione in Emilia-Romagna, Piemonte e Liguria.

Green, local e servizio

Il piano di sviluppo verte sui macrotrend che caratterizzano l’evoluzione del settore energetico, dalla decarbonizzazione attraverso lo sviluppo delle rinnovabili all’elettrificazione dei consumi, dell’economia circolare all’efficientamento energetico, dalla salvaguardia delle risorse ambientali alla digitalizzazione. Con una strategia di sviluppo che insiste su tre pilastri: la transizione green, la qualità del servizio e il radicamento sul territorio. Progressiva decarbonizzazione di tutte le attività, dunque, e rafforzamento della leadership nell’economia circolare e nell’utilizzo sostenibile delle risorse, ma anche attenzione alla dimensione locale, con il rafforzamento della presenza nel perimetro dei territori storici, l’ampliamento dell’offerta di servizi, il miglioramento delle performance per la massima soddisfazione dei clienti.

Parola d’ordine: sostenibilità

L’Amministratore Delegato e Direttore Generale del gruppo, Gianni Vittorio Armani, sottolinea come la strategia industriale sia fortemente integrata con la strategia di sostenibilità, alla quale sarà rivolto l’80% degli investimenti organici, pari a 8,7 miliardi di euro. I progetti di sostenibilità si concretizzeranno nel raggiungimento di obiettivi di medio e lungo termine legati alla transizione ecologica, alla centralità delle comunità e delle persone. Con cinque aree focus principali: decarbonizzazione, economia circolare, risorse idriche, città resilienti e persone. 

Il cliente al centro

Il terzo pilastro strategico del piano, trasversale a tutte le aree di business, riguarda la qualità del servizio, con due punti di attenzione: la performance delle reti e la customer satisfaction. Su questo secondo fronte, azioni importanti riguardano l’insourcing di attività chiave sul fronte delle operations e l’aumento della presenza sul territorio, con un aumento dell’80% dei negozi; la digitalizzazione, con 300 milioni di investimento in piattaforme digitali capaci di offrire una esperienza full digital e omnicanale; la penetrazione della piattaforma IrenPlus al 30% sulle vendite al 2030.

Tutti i numeri di un piano ambizioso

Il piano di sviluppo decennale da 12,7 miliardi di euro prevede investimenti per 4,9 miliardi nelle reti, di cui il 50% destinato al potenziamento del servizio idrico integrato. 2,5 miliardi supporteranno lo sviluppo del settore ambiente, per lo sviluppo dell’attività di raccolta urbana dei rifiuti e delle filiere a essa connesse, l’automazione dei processi, la digitalizzazione e l’elettrificazione delle flotte.

Altri 2,5 miliardi di euro sono destinati alla generazione di energia, con l’obiettivo della decarbonizzazione del parco generativo e il raggiungimento della certificazione ESG Science Based Target. Entro il 2030 la generazione da fonti rinnovabili dovrebbe crescere dagli 0,6 GW del 2020 a 2,8 GW, con un apporto del solare pari all’80% e finanziamento degli impianti basato per 50% su stipula di PPA o su tariffa.

I 700 milioni di euro destinati al mercato saranno spesi per ridurre il churn rate grazie alla qualità del servizio, spinta dai servizi della piattaforma IrenPlus, puntando all’obiettivo di raggiungere 2,6 milioni di clienti entro il 2030, con focus sull’elettrico. Infine, le soluzioni smart nell’ambito della mobilità, dell’efficienza energetica e dei servizi al territorio riceveranno finanziamenti per 1,6 miliardi di euro, con 600 milioni per il digitale.