Sersys Ambiente si rafforza nel biometano e nelle attività di monitoraggio e analisi ambientali

Sersys Ambiente ha annunciato l’acquisizione di due impianti di biogas, che saranno poi convertiti in impianti per la produzione di biometano, e il raddoppio della capacità di. monitoraggio e analisi ambientale dei propri laboratori.

Si tratta di due impianti di biogas con cogenerazione (produzione combinata di energia elettrica e calore) da 1MW, che gestiscono oltre 65.000 tonnellate. l’anno di rifiuti organici. Il primo impianto è situato in provincia di Pavia (Zinasco), tratta rifiuti organici dell’area circostante e ha un potenziale autorizzativo di 30.000 tonnellate.

Il secondo si trova in provincia di Napoli (nella zona industriale di Caivano), ed è autorizzato a trattare 36.000 tonnellate/anno di rifiuti, che provengono pressoché interamente dalla Regione Campania.

Obiettivo delle acquisizioni è il consolidamento degli impianti e il successivo upgrading (attraverso. il processo di rimozione dell’anidride carbonica dal biogas) con produzione di biometano, trasformato poi dallo stato gassoso a quello liquido con l’obiettivo di fornire biocarburanti per l’autotrazione.

«L’Italia è oggi ancora carente di adeguata impiantistica per lo sviluppo del biometano, soprattutto nel Centro-Sud, necessaria per la gestione e il riciclo della frazione umida proveniente dalle raccolte differenziate - afferma Marco Steardo, Amministratore Delegato di Sersys Ambiente. Per questo abbiamo deciso di investire nel comparto che ha interessanti potenzialità di crescita. nell’ambito delle varie iniziative per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, in particolare, della mobilità. Sersys Ambiente è impegnata in questo settore per dare un contributo significativo alla transizione ecologica del Paese».

Il recente progetto Lab 2.0 ha visto Sersys Ambiente raddoppiare le capacità operative e di ricerca dei suoi laboratori, da 200 a 400 campioni giornalieri su 15 differenti matrici ambientali (acqua, suolo e sottosuolo, aria, rifiuti, manufatti contenenti amianto, gas interstiziali, flora e fauna)

I laboratori, specializzati in chimica organica e inorganica, microbiologia, eco-tossicologia e amianto ed accreditati secondo gli standard internazionali, sono stati ampliati di 1.000 metri quadrati con un significativo potenziamento del parco strumentale, che comprende anche sistemi avanzati per la determinazione della presenza del virus SARS-CoV 2 sulle superfici.