Veroniki Holding. GPL e rinnovabili per la transizione green

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Christos Christofides, Direttore Generale di Veroniki Holding

Qual è e quale sarà il ruolo del GPL nella transizione energetica? Ne abbiamo parlato con Christos Christofides, Direttore Generale di Veroniki Holding, presente in 9 paesi europei in diversi settori, tra cui il GPL, che è anche Direttore Generale della controllata ButanGas, uno dei maggiori player del mercato italiano del GPL, e membro dello Steering Committee di Liquid Gas Europe.

Domanda: La strategia europea ha tracciato la visione di medio e lungo periodo sulle sfide della decarbonizzazione: qual è la vostra valutazione sui provvedimenti assunti?

Risposta: Il Green Deal europeo delinea un percorso verso un’Europa decarbonizzata, innovativa, equa e circolare entro il 2050. Ma la vera domanda è: possiamo trasformare questo obiettivo ambizioso in una realtà giusta, equa e realizzabile per tutti? Siamo sicuri di poterlo raggiungere con le misure in atto e con gli attuali e i potenziali futuri divieti relativi a combustibili e tecnologie?

Come mostrano i dati della IEA – International Energy Agency, l’elettrificazione pulita è un elemento imprescindibile, ma non è possibile elettrificare tutto e, comunque, fino al 2050 i combustibili liquidi, gassosi e solidi di vario tipo continueranno a fornire un importante contributo al mix energetico. L’aumento della capacità delle rinnovabili crescerà più che mai nei prossimi cinque anni, ma non è sufficiente per soddisfare lo scenario Net Zero entro il 2050. Inoltre, l’approccio Zero Tailpipe Emissions deve considerare anche i materiali necessari e la loro origine. Un esempio: un’auto elettrica richiede sei volte più risorse minerarie di una convenzionale.

D: Che cosa bisogna fare, allora, per raggiungere l’obiettivo NZE?

R: Dobbiamo considerare tre principi: neutralità dei combustibili; neutralità tecnologica; analisi del ciclo di vita (LCA). Quest’ultimo, in particolare, dovrebbe essere lo strumento base di comparazione per poter prendere tutte le decisioni.

D: Quale sarà il ruolo del GPL nella transizione energetica?

R: Ritengo che il GPL sia il carburante ponte verso la decarbonizzazione del 2050: continuerà a ricoprire una funzione di primo piano nel mix energetico e il mio auspicio è che, insieme agli altri “alternative gaseous fuels”, vada progressivamente a sostituire i “liquid and solid” molto più inquinanti. Non mi stancherò di sottolineare che il GPL è il combustibile fossile più sostenibile. Primo, è un sottoprodotto della lavorazione del gas naturale e del greggio. Fino a quando ci sarà l’estrazione del gas naturale e del greggio, il GPL sarà di conseguenza presente: se non venisse utilizzato verrebbe bruciato in torcia. Le infrastrutture logistiche hanno diffusione capillare e non richiedono ulteriori investimenti. Inoltre, il GPL, rispetto agli altri combustibili tradizionali, ha basse emissioni di particolato e NOx, nonché un basso contenuto di zolfo ed emette il 35% in meno di CO2 rispetto al carbone e il 12% in meno rispetto al petrolio. Non è un Gas a effetto serra. A temperatura ambiente, se sottoposto a moderata pressione, passa allo stato liquido, facilitandone lo stoccaggio e il trasporto, ideale per l’utilizzo nelle zone rurali, isolate e off-grid. Il BioGPL è già disponibile in Europa e viene progressivamente introdotto nel mix energetico. Stiamo studiando il modo in cui il BioGPL possa essere messo sul mercato ma avremo comunque bisogno del GPL. Gli sforzi e gli investimenti per i combustibili “bio-gaseous” hanno senso solo se i combustibili gassosi e le relative tecnologie non vengono vietati senza una solida visione a lungo termine.

D: In questo momento di incertezza geopolitica, scarsità di risorse e dipendenza energetica, quali benefici può offrire il GPL?

R: Come in occasione della pandemia, emerge chiaramente che il GPL è il carburante più adatto nei contesti di emergenza: è sempre disponibile, non ha connessioni commerciali con la guerra e ha dinamiche di prezzo differenti da quelle del metano. Inoltre, dobbiamo pensare anche alle aree rurali, che in UE contano circa 137 milioni di abitanti. L’attenzione non può essere solo per le aree urbane e la transizione deve essere equa per tutti.

Investimenti anche nelle rinnovabili

Oltre che nel core business del GPL, Veroniki Holding è attiva sul fronte delle rinnovabili «Il primo passo risale al 2011, con l’inaugurazione di un grande parco eolico in Romania. Attualmente, disponiamo di 7 centrali mini-idro in Italia e abbiamo avviato vari progetti di sviluppo: 4 impianti fotovoltaici in Italia, Grecia e Romania, per un totale di 120 MW; 7 nuove centrali mini-idro in Grecia e Italia, per un totale di oltre 10 MW; impianti di biometano e di storage con batterie BESS (Battery Energy Storage System). Doteremo il parco eolico in Romania (25 MW) di un sistema di storage da 6 MW. Infine, lo scorso luglio abbiamo dato vita a una joint venture con importanti player del settore creando Green LG Energy, realtà votata allo sviluppo di nuove tecnologie per la produzione e distribuzione di GPL derivato da fonti rinnovabili», conclude Christofides.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2022 di Energia&Mercato