GSE legittimato a rettificare l'algoritmo sulla tariffa TFO secondo il Consiglio di Stato

Lavvocato Andrea Sticchi Damiani ha rappresentato Fresia Energie s.r.l. Gli avvocati Sergio Fidanzia, Angelo Gigliola e Antonio Pugliese hanno assistito Gestore dei Servizi Energetici GSE S.p.A.

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 6554/2025 (ricorso n. 4337/2024), pubblicata il 23 luglio 2025, ha deciso il contenzioso tra Fresia Energie s.r.l. e Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A., avente a oggetto la revisione dell’algoritmo per il calcolo della tariffa fissa onnicomprensiva (TFO) relativa a incentivi per la produzione di energia elettrica da fonte solare.

Il caso concerne l’impianto fotovoltaico (potenza 984,96 kW) di Fresia Energie a Orte (VT), ammesso al regime incentivante ex d.m. 5 luglio 2012 (Quinto Conto Energia). In seguito al d.l. 91/2014 (c.d. "spalma-incentivi"), la tariffa è stata rimodulata tramite specifico algoritmo. Nel 2022 il GSE ha rilevato che tale algoritmo non poneva un tetto al valore del prezzo zonale (PZm), il che, in presenza di prezzi molto elevati, aveva portato a erogazioni eccedenti la tariffa stabilita.

Il GSE ha quindi corretto l’algoritmo e disposto il recupero degli importi in eccesso per le annualità 2021 e 2022, per un ammontare complessivo di €150.078,06. Fresia Energie ha contestato i provvedimenti del GSE dinanzi al TAR Lazio, chiedendo di accertare il diritto a percepire gli importi calcolati con il vecchio algoritmo.

Il TAR Lazio (sent. n. 6462/2024) ha respinto il ricorso, affermando la legittimità della rettifica dell’algoritmo come mera correzione tecnica, coerente con la natura della TFO, e ha compensato le spese.

L’appello della società contestava diversi profili, tra cui la presunta lesione dell’affidamento, la disparità di trattamento rispetto ad altri operatori, l’illegittimità delle modalità di recupero, la non conformità ai principi europei e la richiesta di rimessione pregiudiziale alla Corte UE.

Il Consiglio di Stato ha ricostruito la disciplina degli incentivi, rilevando che la TFO costituisce un corrispettivo fisso e onnicomprensivo riferito all’energia netta immessa in rete, non esponendo i produttori alle fluttuazioni del mercato. Il d.l. "spalma-incentivi" ha modificato solo la componente incentivante della tariffa. L’aumento dei prezzi energetici nel 2021-2022 ha evidenziato una carenza nell’algoritmo: in assenza di un tetto al PZm, la tariffa erogata superava il massimo stabilito dalla normativa, contrastando con la ratio del sistema incentivante e generando indebiti esborsi.

La giurisprudenza amministrativa, ribadita anche in questa sede, ha chiarito che la TFO non è una funzione integrativa del prezzo di mercato né prevede due distinte forme di remunerazione. L’adeguamento dell’algoritmo, secondo il Consiglio di Stato, era doveroso e vincolato dalle norme, e non ha violato né il legittimo affidamento né le direttive UE richiamate dalla società.

Il Consiglio di Stato ha respinto integralmente l’appello di Fresia Energie s.r.l. La società non potrà dunque pretendere pagamenti calcolati secondo il precedente algoritmo, e rimane soggetta al recupero delle somme erogate in eccesso. Le modalità di recupero tramite compensazione sono state giudicate legittime. Nessuna questione pregiudiziale UE è stata sottoposta. Le spese sono state compensate in considerazione della complessità delle questioni sollevate.

Professionisti coinvolti nell'operazione: Fidanzia Sergio - Fidanzia Gigliola; Gigliola Angelo - Fidanzia Gigliola; Sticchi Damiani Andrea - Sticchi Damiani;

Studi Legali: Fidanzia Gigliola; Sticchi Damiani;

Clienti: Fresia Energie S.r.l.; Gse - Gestore dei Servizi Energetici;