Le primissime fasi di sviluppo hanno visto Glennmont Partners in giudizio dinanzi al TAR Lazio, Roma, avverso il silenzio serbato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri sull’opposizione proposta dal MIBACT avverso il provvedimento PAUR con cui il progetto era stato autorizzato.
Con sentenza n. 11000 del 28 ottobre 2020, il TAR Lazio, aveva accolto il ricorso di Glennmont e, per l’effetto, ordinato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di calendarizzare la decisione sulla opposizione nel termine, ritenuto congruo in ragione delle urgenze dovute alla nota situazione pandemica, invocata dall’amministrazione, di novanta giorni (rispetto all’ordinario termine di trenta giorni di cui all’art. 117 c.p.a.).
Tuttavia, il Consiglio dei Ministri era rimasto inerte, nonostante il più lungo termine (tre mesi) rispetto a quello ordinario. Glennmont, sempre assistita da Orrick, quindi, era stato costretto ad adire nuovamente il TAR per ottenere la corretta esecuzione della sentenza n. 11000/2020, nonché per la nomina di un commissario ad acta che provvedesse al posto della Presidenza del Consiglio dei Ministri inadempiente.
A giugno, il TAR Lazio aveva però sospeso il giudizio in merito all’istanza di nomina di un commissario in attesa della conversione in legge del decreto semplificazioni 31 maggio 2021, n. 77, sulla scorta della considerazione per cui “dalla quale, in assenza di modi che alla norma innanzi riportata, potrebbe derivare l’improcedibilità dell’istanza di nomina di un commissario ad acta che provveda sull’opposizione del Ministero della Cultura”.
L’amministrazione non aveva adottato, neppure dopo la conversione del decreto semplificazioni, intervenuta nel frattempo, alcuna iniziativa per concludere il procedimento, rimanendo così inadempiente all’obbligo imposto con la citata sentenza. Di conseguenza, il TAR, accogliendo la richiesta di Glennmont, aveva nominato quale commissario ad acta il Capo del Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, affinché provvedesse in sostituzione all’amministrazione nel termine di sessanta giorni.
Glennmont Partners è uno dei più grandi gestori di fondi al mondo rivolti esclusivamente agli investimenti in impianti di energia rinnovabile, che raccoglie capitali a lungo termine da investire in progetti di generazione di energia rinnovabile, tra cui parchi eolici on-shore ed off-shore, centrali a biomassa, impianti fotovoltaici e piccole centrali idroelettriche.
Il team Orrick è stato guidato da Carlo Montella, Deputy Business Unit Leader della Global Energy and Infrastructure Practice e dal Partner Andrea Gentili, coadiuvati dalla of counsel Celeste Mellone, che ha gestito l’operazione in tutti i suoi aspetti insieme all’associate Jacopo Giansante, che ha curato gli aspetti transactional e M&A e alla trainee Costanza Scarascia Mugnozza, per i profili regulatory e di due diligence.
Professionisti coinvolti nell'operazione: Gentili Andrea - Orrick Herrington & Sutcliffe LLP; Giansante Jacopo - Orrick Herrington & Sutcliffe LLP; Mellone Celeste - Orrick Herrington & Sutcliffe LLP; Montella Carlo - Orrick Herrington & Sutcliffe LLP; Scarascia Mugnozza Costanza - Orrick Herrington & Sutcliffe LLP;
Studi Legali: Orrick Herrington & Sutcliffe LLP;
Clienti: Glennmont Partners;