Con tre autonomi ricorsi (rispettivamente nrg. 6396/2018; 6413/2018 e 6398/2018) la società G. Energy s.r.l. chiedeva al TAR per il Lazio, l'annullamento o la disapplicazione dei provvedimenti del GSE in materia di diniego di accesso ai meccanismi di incentivazione degli impianti a fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici.
L’adito tribunale con la sentenza n. 06311/2019, nella resistenza del G.S.E. e dei Ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle politiche agricole, alimentati e forestali, riuniti i tre ricorsi, li ha respinti, ritenendo infondate tutte le censure sollevate.
La società ha chiesto la riforma di tale sentenza, lamentandone l’erroneità e l’ingiustizia alla stregua di sette articolati motivi di ricorso.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo respinge. Condanna l’appellante al pagamento delle spese di giudizio in favore del G.S.E. che si liquidano in €. 5.000,00, oltre IVA, CPA e accessori di legge, se spettanti; spese compensate con le amministrazioni statali costituite.
Professionisti coinvolti nell'operazione: Cassar Germana - DLA Piper; Leonetti Elio - Chiomenti; Napolitano Giulio - Chiomenti;
Studi Legali: Chiomenti; DLA Piper;
Clienti: G Energy S.r.l.; Gse - Gestore dei Servizi Energetici;