Impianto agrivoltaico sperimentale a Valenzano: al via i lavori di AgriBari

Impianto agrivoltaico sperimentale AgriBari

Statkraft e l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro hanno avviato oggi i lavori di costruzione di AgriBari, un impianto agrivoltaico sperimentale realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti (Di.S.S.P.A.). Il progetto si inserisce nel programma di ricerca universitario L'agrivoltaico per un futuro sostenibile.

L'impianto sorgerà nel Comune di Valenzano (Bari), presso l'Azienda Didattico-Sperimentale P. Martucci, su una superficie di circa 1,5 ettari con una potenza di 200 kWp. La durata prevista è di quattro anni, con possibilità di proroga.

L'obiettivo è raccogliere dati scientifici sull'integrazione tra pannelli fotovoltaici e attività agricole (in particolare colture orticole e arboree), valutando gli effetti reciproci su agronomia, meccanizzazione, produzione energetica e biodiversità. L'energia prodotta sarà destinata principalmente all'autoconsumo dell'ateneo; l'eventuale eccedenza verrà immessa in rete.

Il progetto include anche un monitoraggio ambientale continuativo, con l'obiettivo di misurare il net gain di biodiversità nel sito. A tale scopo verrà utilizzata la piattaforma XNatura sviluppata da 3Bee. La costruzione dell'impianto è affidata a Greenergy.

«AgriBari – afferma Bernardo Ricci Armani, Country Manager Italy di Statkraft – è uno dei cinque progetti pilota che Statkraft sta implementando, a livello globale, con l'obiettivo di sviluppare la propria metodologia sul calcolo del biodiversity net gain. Il progetto è un passo decisivo nella sperimentazione sul campo dell'agrivoltaico, tecnologia alla base del 97% della pipeline solare per Statkraft in Italia. Grazie a questo impianto e al percorso di ricerca avviato, possiamo valutare con rigore e metodo l'integrazione tra agricoltura ed energia solare, valorizzando la tutela del suolo, la biodiversità e l'innovazione».

«AgriBari – dichiara Francesco Santoro, responsabile scientifico del progetto e delegato del Rettore per il Patrimonio Edilizio – rappresenta un passaggio particolarmente significativo perché consente di verificare in campo, con rigore scientifico, come la produzione agricola possa integrarsi con sistemi innovativi di meccanizzazione, mantenendo efficienza operativa, qualità delle lavorazioni e continuità delle pratiche colturali. Al tempo stesso, questa iniziativa richiama in modo concreto il tema della valorizzazione del patrimonio immobiliare universitario, mostrando come l'innovazione applicata alle infrastrutture possa generare ricadute positive in termini di efficientamento energetico, sostenibilità e coerenza con gli obiettivi del Green Deal europeo».